Salta al contenuto principale Skip to footer content

SAS in agitazione, Palagi (SPC): "Il Comune si attivi"

Dettagli

"Dopo anni di sottovalutazione, va compresa la centralità di persone e organizzazioni sindacali"
Data:

3 Aprile 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 31 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Quattro sigle sindacali — FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FILLEA CGIL — hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale di SAS Servizi alla Strada S.p.A., la partecipata al 100% del Comune di Firenze che gestisce mobilità, parcheggi, servizi cimiteriali e obitorio comunale. La loro lettera del 26 marzo 2026 smonta punto per punto la versione aziendale di relazioni sindacali positive: quello che SAS chiama dialogo, i sindacati lo definiscono una comunicazione unilaterale di decisioni già prese, in cui alle organizzazioni dei lavoratori è stato chiesto di prendere atto, non di negoziare.

Non sorprende. Nel 2022 lo scrivente gruppo consiliare aveva già documentato come SAS avesse cambiato unilateralmente turni e mansioni del personale cimiteriale senza accordo sindacale, adducendo l'assenza di «tempi tecnici». L'allora Assessore di competenza rispose all'interrogazione consiliare affermando che «la proprietà confida nella corretta gestione delle relazioni sindacali da parte della Società». Quella fiducia mai messa in discussione, nonostante le varie segnalazioni delle opposizioni, ha prodotto i risultati che oggi vediamo: un'azienda dove, a distanza di anni, i problemi si sono moltiplicati e il conflitto è esploso.

La lettera sindacale non lascia spazio a interpretazioni di comodo. I sindacati elencano vertenze concrete che restano aperte da mesi:
- il mancato riconoscimento degli inquadramenti superiori per le sedi di Depositeria e Veracini, inseriti nel budget 2026 e poi improvvisamente negati;
- la rimozione di indennità a lavoratori che continuano a svolgere le stesse mansioni che ne prevedono l'erogazione;
- la modifica dei turni con l'imposizione del lavoro tutti i sabati per alcuni dipendenti, con l'obiettivo — esplicito secondo i sindacati — di aggirare l'indennità di turno;
- organigrammi che non corrispondono alla realtà operativa, con spiegazioni incoerenti date per mesi;
- ferie e ROL imposti dall'azienda per esigenze proprie, mentre da oltre due anni si rifiuta di definire un accordo per lo smaltimento programmato;
- carenze di organico per mancata sostituzione del personale uscente;
- straordinari imposti con ordini di servizio — anche per far partecipare il personale agli incontri con le psicologhe aziendali, presentati come risposta al disagio interno.

C'è un elemento che rende questa vicenda ancora più grave dal punto di vista politico-istituzionale: il contratto di servizio tra Comune di Firenze e SAS, stipulato il 27 marzo 2017, è scaduto il 5 marzo 2026 — tre settimane prima dello stato di agitazione. Il Comune aveva e ha l'opportunità — e il dovere — di usare il rinnovo contrattuale per fissare condizioni vincolanti in materia di relazioni sindacali, rispetto del CCNL e dignità del lavoro. Invece, tutto sembra procedere nell'inerzia.

Ricordiamo che poche sedute fa, in Consiglio comunale, c'è stato anche un passaggio di immobili da Palazzo Vecchio alla società. In quella sede avevamo ricordato l'urgenza di ricordarsi di chi ogni giorno con il suo lavoro rende possibile l'erogazione dei servizi, le lavoratrici e i lavoratori.

SAS non è un'azienda privata che opera a condizioni di mercato: è una società in-house, uno strumento operativo del Comune di Firenze, il cui Consiglio di Amministrazione è interamente nominato dall'Amministrazione comunale. Parlare di autonomia gestionale per giustificare il non intervento è una finzione. La Giunta di centrosinistra ha scelto per anni di guardare dall'altra parte, di non esercitare i propri poteri di indirizzo e controllo che il D.Lgs. 175/2016 attribuisce al socio unico. Il risultato è un'azienda dove si denuncia di sentirsi sistematicamente ignorati, il clima interno peggiora e quattro sindacati dichiarano lo stato di agitazione.

Il 10 aprile è previsto un incontro tra SAS e sindacati. Le OO.SS. hanno avvertito che parteciperanno solo se si tratterà di un reale cambio di passo, non di un'ulteriore riunione rituale. La Giunta non può fare da spettatrice: deve riferire alla Commissione Controllo Enti Partecipati, deve esigere dall'azienda che quella riunione produca risultati concreti, deve chiarire che le pratiche descritte dai sindacati — dall'elusione delle indennità alla gestione delle ferie, dagli straordinari imposti agli inquadramenti negati — non sono accettabili.

Per questo abbiamo depositato un'interrogazione consiliare. Non basta sapere cosa è successo: la Città merita di sapere cosa intende fare chi governa". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

03/04/2026, 13:44

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri