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Sant'Orsola, Sinistra Progetto Comune: "Cinquant'anni al concessionario e quindici giorni l'anno al Comune"

Dettagli

Palagi, Lupo e Bundu: "Il Consiglio comunale aveva votato impegni precisi sul futuro di Sant'Orsola il 20 dicembre 2023, quasi all'unanimità. A quasi tre anni non risulta pubblicato un solo atto che li attui, e il cantiere è partito nel dicembre 2025 per finire non prima del 2028"
Data:

10 Agosto 2026

Tempo di lettura:

6 minuti, 32 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 1


"Il 10 agosto, come ogni anno, il coordinamento Santorsolaproject insieme al Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze e all'Ordine degli Architetti fa il punto su quello che il rione di San Lorenzo aspetta da (troppo) tempo. Dieci domande all'amministrazione comunale e metropolitana, e la richiesta di un confronto pubblico con la Sindaca. Sono domande legittime, che condividiamo e da cui prendiamo spunto per una mozione in corso di deposito, anche per dare un ruolo al Consiglio comunale.

Partiamo dai fatti. L'ex convento di Sant'Orsola è un bene pubblico: la Città Metropolitana lo ha acquisito dal Ministero dell'Economia con la permuta del 30 novembre 2009, e in quell'atto la destinazione è scritta a chiare lettere, «per soddisfare, tra l'altro, le finalità sociali e di carattere didattico-formativo, con la destinazione del compendio a immobile di interesse pubblico». Nel dicembre 2020 il Consiglio metropolitano lo ha affidato per cinquant'anni in concessione a una società francese, e nel dicembre 2023 il Consiglio comunale ha approvato il progetto unitario convenzionato con il voto contrario del nostro gruppo. Dei nove emendamenti che avevamo depositato, sei avevano il parere tecnico e contabile favorevole, ma sono stati respinti tutti. La Città Metropolitana ha speso quattro milioni per facciate e coperture, il concessionario ne annuncia oltre trentuno per l'interno, e il cantiere è partito il 16 dicembre 2025 con una fase dichiarata di circa tre anni.

Quegli emendamenti chiedevano quello che oggi il rione chiede di nuovo. La convenzione riconosce all'operatore l'esonero totale dal contributo di costruzione, e negli atti approvati non è nemmeno quantificato a quanto ammonti l'importo. A fronte di questo, le uniche opere pubbliche a totale carico del concessionario valgono 109.392 euro: la riqualificazione di via Sant'Orsola fra via Guelfa e via Taddea (di cui quasi 81.000 sono il preventivo di Publiacqua per una tubatura). Il progetto esecutivo di quelle opere ci risulta fosse stato da presentare entro quattro mesi dalla firma della convenzione, cioè entro l'aprile del 2024.

Poi c'è quello che il pubblico ottiene in cambio di cinquant'anni. Quindici giorni l'anno di uso gratuito di sale riunioni per il Comune, quindici per la Città Metropolitana: è l'unica disponibilità continuativa di spazi riconosciuta alle amministrazioni per mezzo secolo. La ludoteca entra nel circuito comunale a gestione diretta soltanto «qualora il Comune richieda» di inserirvela, e a oggi non risulta pubblicato alcun atto con cui il Comune l'abbia chiesto. La biblioteca resta interamente in capo all'operatore. Il museo si visiterà pagando un biglietto in linea con le tariffe dei musei fiorentini, gratis una domenica al mese. Le tre borse di studio da trentamila euro complessivi che la convenzione affida al Comune non hanno finora prodotto alcun atto.

Ci sono due clausole che dicono da sole quale idea di città stiamo finanziando con un bene pubblico. La prima consente di usare la foresteria per attività turistico-ricettiva fino a sessanta giorni nei mesi di luglio e agosto (questo cambierà dopo l'annuncio di ieri?), dentro un complesso destinato alla formazione, nell'area UNESCO. La seconda stabilisce che la somministrazione di cibo e bevande all'interno di Sant'Orsola non incorre nei divieti della delibera sulla tutela e il decoro del centro storico approvata dallo stesso Consiglio nell'aprile 2023.

Sul resto del rione la situazione è ancora più semplice: non c'è niente di avviato. La riprogettazione di Piazza del Mercato Centrale, che era uno dei tre assi del Laboratorio San Lorenzo, ha ricevuto nell'ottobre 2024 la risposta che «il tema non è oggetto della convenzione», e da allora non è diventato oggetto di nient'altro. L'unico strumento a scala di rione è un accordo quadro finanziato dal PN Metro Plus, approvato nell'agosto 2025, che si chiama «Piano di riqualificazione del centro UNESCO» ma che la relazione tecnica descrive per quello che è, un appalto di risanamento dei piani viari: su 6,6 milioni di lavori, la manutenzione stradale pesa il 93,18 per cento e la voce verde e arredo urbano si ferma a trecentomila euro, il 4,55 per cento. Fra le zone individuate c'è Piazza del Crocifisso. Non ci sono Piazza del Mercato Centrale, Piazza San Lorenzo, Piazza Madonna degli Aldobrandini, via Nazionale, via San Zanobi. Il primo cantiere è stato affidato il 30 luglio scorso e riguarda via del Pratello.

Un percorso di urbanistica partecipata cofinanziato dalla Regione, che ha coinvolto oltre duecento persone e venti associazioni per sei mesi, e che il Dipartimento della Funzione Pubblica ha inserito fra le buone pratiche nazionali, non ha prodotto un solo atto amministrativo del Comune di Firenze. Non è un incidente: è la conferma che la partecipazione viene trattata come un passaggio di consenso e non come un vincolo per chi decide.

Per questo la mozione che depositiamo non chiede rassicurazioni. Chiede un'assemblea pubblica nel rione entro il 31 ottobre, con la cittadinanza, il Quartiere 1, la Città Metropolitana e il concessionario. Chiede una cabina di regia con una figura responsabile del coordinamento e con atti pubblici. Chiede che il Comune eserciti i diritti che la convenzione gli riconosce, a partire dalla richiesta formale sulla ludoteca. Chiede che il monitoraggio sulle funzioni e sulle ricadute sociali parta adesso, in fase di cantiere, e non fra tre anni a lavori finiti. E chiede che la riprogettazione di Piazza del Mercato Centrale e degli spazi pubblici del rione entri finalmente in un atto, con le risorse scritte accanto.

La Sindaca di Firenze è anche Sindaca della Città Metropolitana, cioè dell'ente proprietario. Non ci sono due interlocutori a cui rimbalzare la domanda: c'è una sola persona che può rispondere, e un Consiglio comunale che ha già votato che cosa vuole". 

 

 

 

(sp)

Ultimo aggiornamento:

10/08/2026, 14:19

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