Descrizione
“Oggi, in Commissione Affari Istituzionali, ho stigmatizzato con forza l’opacità della risposta fornita dalla Direzione Servizi Tecnici alla mia richiesta di accesso agli atti sulle quattro riserve formulate nel marzo 2025 dall’appaltatore nell’ambito dei lavori di riqualificazione dello Stadio Artemio Franchi.
Dopo oltre trenta giorni di attesa, non mi sono stati consegnati i documenti richiesti. Passato tale termine massimo di legge, dapprima mi è stato scritto che avrei ricevuto la documentazione entro la successiva settimana, e poi mi è stato invece comunicato un differimento dell’accesso, fondato su motivazioni generiche e sostanzialmente indeterminate.
In altre parole, mi si dice che l’istruttoria è ancora in corso e che gli atti saranno accessibili quando sarà conclusa. Ma non viene indicato quale procedimento sia concretamente pendente, quali documenti sarebbero temporaneamente sottratti all’accesso, quali specifiche esigenze giustificherebbero il differimento e, soprattutto, entro quale termine l’accesso verrà consentito.
Così decisamente non va. Un differimento senza una scadenza certa rischia di diventare, nei fatti, un diniego mascherato.
Qui non siamo davanti alla mera curiosità per fatti di secondaria importanza. Siamo davanti a una richiesta formulata da un consigliere comunale nell’esercizio delle proprie funzioni di controllo, previste dall’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali, e rinforzati nello Statuto comunale. La trasparenza è la regola; la segretezza è l’eccezione. E proprio perché è eccezione deve essere motivata in modo preciso, non con formule vaghe.
Il punto è ancora più delicato perché le riserve dell’appaltatore risalgono al 5 marzo 2025. Sono passati oltre quindici mesi e l’Amministrazione sostiene che l’istruttoria non sia ancora conclusa. Nel frattempo, non risultano nemmeno pareri o determinazioni del Collegio Consultivo Tecnico riferiti a quelle riserve.
È un fatto davvero singolare. Il Collegio Consultivo Tecnico è stato previsto proprio per affrontare rapidamente le criticità che emergono durante l’esecuzione dei lavori pubblici. Se dopo oltre quindici mesi non risulta ancora alcuna decisione sulle riserve, allora il Comune deve spiegare con chiarezza cosa sta accadendo.
I cittadini hanno diritto di sapere se queste riserve esistono, quanto valgono, se incidono sui tempi, se incidono sui costi e se abbiano avuto o possano avere effetti sull’andamento complessivo dell’opera.
Non posso inoltre non rilevare un ulteriore profilo. Nel corso dell’intervento si è parlato di numerose varianti in corso d’opera. In assenza della documentazione richiesta, resta inevitabilmente aperto un interrogativo: le quattro riserve formulate dall’appaltatore sono rimaste prive di effetti oppure hanno trovato una qualche forma di soddisfazione indiretta attraverso altri strumenti contrattuali, comprese le varianti?
È una domanda alla quale soltanto la piena trasparenza degli atti può dare risposta. Ed è proprio per fugare ogni dubbio che l’accesso deve essere consentito, non rinviato a data indefinita.
Dopo anni di ritardi, incertezze, modifiche progettuali e problemi finanziari, il cantiere del Franchi avrebbe bisogno di più trasparenza, non di meno. Invece ho l’impressione che, ogni volta che si prova a entrare nel merito, il controllo consiliare venga reso più difficile.
Per questo preannuncio che valuterò ogni iniziativa consentita dall’ordinamento per tutelare le prerogative dei consiglieri comunali e per ottenere gli atti richiesti.
Non è una questione personale e non è una battaglia di parte. È una questione istituzionale. Il Consiglio comunale deve poter controllare come vengono gestite risorse pubbliche di enorme rilevanza. E i cittadini fiorentini hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo davvero sullo Stadio Franchi”.
Lo dichiara Massimo Sabatini, Consigliere comunale Lista Civica Eike Schmidt
(fdr)

