Salta al contenuto principale Skip to footer content

Rendiconto di Bilancio, Del Re (Firenze Democratica): “Approvazione all’ultimo tuffo e in affanno su alcune risposte strutturali. 834 gli alloggi popolari oggi vuoti, a fronte di 2.000 domande in lista di attesa”

Data:

30 Aprile 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 22 secondi

Consiglio comunale
capogruppo firenze democratica

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:

“Un rendiconto approvato all’ultimo giorno utile, che fotografa una città in affanno su alcune risposte strutturali, a partire dal tema dell’emergenza abitativa, che non può più definirsi episodica, ma un fenomeno strutturale destinato ad aggravarsi, dati alla mano.

A seguito di un recente accesso agli atti effettuato dal nostro gruppo consiliare, abbiamo appreso che ad oggi risultano sfitti 834 alloggi di edilizia residenziale pubblica perché in attesa di ristrutturazione: 45 nel quartiere 1, 132 nel quartiere 2, 57 nel quartiere 3, 197 nel quartiere 4, e 404 nel quartiere 5. 
Le domande rimaste escluse dall’aggiudicazione - per carenza di alloggi, non per carenza di requisiti - dall’ultimo bando della Direzione Casa di dicembre scorso sono invece circa 2.000.

Nell’ottobre 2024, gli alloggi ERP sfitti erano 794, quindi un numero inferiore rispetto ad oggi nonostante un progressivo aumento delle risorse messe a bilancio su questo fronte, che sconta però senz’altro anche l’aumento dei costi per la ristrutturazione.
L’amministrazione ha affermato che per una parte di questi alloggi sfitti è pronto un piano di ristrutturazione, che altri sono appartamenti di risulta, e che per altri ancora invece c’è il piano di volerli trasformare in alloggi di edilizia residenziale sociale per destinarli alla cosiddetta ‘fascia grigia’ della popolazione. Ad oggi non conosciamo quanti e quali appartamenti saranno oggetto di questo piano di trasformazione da erp ad ers tramite l’accordo con la Bei; di certo, però, questo vuol dire che una parte della popolazione che avrebbe i requisiti per accedere alle case popolari resterà destinata a non vedersi assegnata una casa.

Agire con una strategia di medio lungo periodo aiuterebbe a rendere accessibile il patrimonio pubblico, senza lasciarlo inutilizzato, e ad incrementarlo nel tempo per far diventare la casa una infrastruttura pubblica di cui le città devono dotarsi per dare risposta ai bisogni abitativi. Da tempo proponiamo di guardare al ‘modello Vienna’ come suggerito anche da alcuni docenti dell’Università di Firenze e non solo: un piano di finanza sostenibile che punti non solo all’acquisizione di nuovo patrimonio pubblico, ma anche ad una gestione finanziaria capace di garantire risorse costanti per il ripristino degli alloggi”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

30/04/2026, 15:54

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri