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Relazione verso UNESCO per Cubo Nero, Sabatini: “Il Comune non decide ed evita il pronunciarsi della Soprintendenza”

Data:

17 Marzo 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 13 secondi

Descrizione

«Sulla vicenda il Comune di Firenze continua a non assumersi le proprie responsabilità e prosegue assumendo verso la Soprintendenza atteggiamenti ostruzionistici senza soluzione del problema».
Lo afferma il consigliere comunale Massimo Sabatini, che da mesi chiede di affrontare con chiarezza i profili urbanistici e paesaggistici dell’intervento.
«Il Comune è responsabile del Piano di Gestione UNESCO, è titolare dei procedimenti urbanistici e paesaggistici e dispone anche dei poteri di vigilanza e repressione delle violazioni. Eppure da mesi Palazzo Vecchio sostiene di non poter intervenire stante il procedimento penale in corso. Così anche pochi giorni fa ha denegato la documentata nota di ‘sollecito’ che Sabatini aveva inviato alla Sindaca per spronarla all’azione».
Una tesi smentita dagli stessi documenti prodotti dagli uffici comunali. In particolare, nella relazione predisposta dall’Ufficio comunale per il sito UNESCO – redatta solo a febbraio 2026 – si ricostruisce sommariamente il percorso urbanistico e progettuale dell’intervento, arrivando ad assecondare la tesi che l’opera non avrebbe un impatto sostanziale sull’Eccezionale Valore Universale del sito.
«Il problema – osserva Sabatini – è che questa relazione appare più come un documento auto-assolutorio che come una verifica amministrativa. Si insiste sulla storia del progetto e sulla sua coerenza urbanistica (che c’era nel 2016/17 con la prima versione che usava colori giusti e facciate in pietra), ma non si chiarisce se e come siano state effettivamente verificate le prescrizioni dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata nel 2020».
Il documento, aggiunge il consigliere, arriva perfino a ipotizzare la convocazione del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO e l’eventuale svolgimento di una Heritage Impact Assessment ex post, cioè una valutazione di impatto sul patrimonio effettuata dopo la realizzazione dell’intervento.
«È singolare – conclude Sabatini – che mentre la Soprintendenza si è dichiarata disponibile a esprimersi, il Comune continui a non assumere alcuna iniziativa. Ma su ciò che riguarda il centro storico di Firenze e la credibilità della sua gestione UNESCO il Comune non può limitarsi ad aspettare: deve assumersi le proprie responsabilità e lasciare che la Soprintendenza si esprima sulla oggettiva ed odierna compatibilità paesaggistica del Cubo nero».

Ultimo aggiornamento:

17/03/2026, 10:49

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