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Refezione scolastica, Palagi (SPC): "Un appalto da 97 milioni. Si parla di studi ma tutto rimane com'era"

Dettagli

"Confermate le realtà che c'erano prima: pretendiamo un approccio diverso da parte di chi governa la Città"
Data:

1 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 6 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Con una determinazione dirigenziale firmata il 30 giugno 2026, il Comune di Firenze ha aggiudicato la gestione dei 15 centri cottura comunali della refezione scolastica (18.000 pasti al giorno per le bambine e i bambini delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado). Il valore complessivo dell'appalto, comprensivo di rinnovo, proroga e quinto d'obbligo, è di € 96.836.039,20 (IVA esclusa); l'impegno per il biennio base 2026/2028 è di oltre 38 milioni di euro.

La gara era divisa in tre lotti. Tutti e tre sono stati aggiudicati allo stesso raggruppamento, tra CAMST e CIRFOOD, due tra le maggiori cooperative nazionali della ristorazione collettiva, che erano anche i gestori uscenti. Dei sette concorrenti, nessuno è un operatore del territorio: la suddivisione in lotti, che dovrebbe allargare la concorrenza, non ha prodotto alcuna pluralità. Le soglie di partecipazione (un fatturato di circa 12 milioni di euro per lotto e contratti pregressi da oltre 1,2 milioni l'anno) escludono in partenza le cooperative e le realtà medio-piccole.

Ma il punto politicamente più rilevante lo scrive l'Amministrazione stessa, nella determina che ha avviato la gara. Vi si legge che il Comune intende «proseguire il percorso di analisi e valutazione verso un nuovo sistema di gestione della refezione scolastica», valutando «le diverse opzioni organizzative», e che si procede all'appalto «nelle more dello studio di fattibilità». In altre parole: l'Amministrazione dichiara di stare studiando un modello diverso dall'appalto (potenzialmente la gestione diretta e pubblica del servizio) e nel frattempo lo blocca con un contratto che, tra base e opzioni, può arrivare a quattro anni e a quasi 97 milioni.

Un modo per non certificare il fallimento della promessa elettorale sull'internalizzazione, a partire dall'assenza di un interessamento sulle condizioni di Qualità & Servizi nella piana fiorentina.

Non si può dire di stare studiando come superare l'appalto e poi firmare un appalto lungo fino a quattro anni.

I quindici centri cottura sono di proprietà del Comune: le cucine sono già pubbliche. Quello che si continua a esternalizzare è il lavoro di chi cucina e sporziona, che da solo vale quasi la metà dell'appalto. Chiediamo che lo studio di fattibilità sul nuovo modello sia reso pubblico e portato in Consiglio, e che prima di rinnovare nel 2028 si valuti davvero la gestione diretta. La refezione scolastica non è una mensa qualsiasi: è un servizio educativo, e riguarda il cibo dell'infanzia e le condizioni di chi ci lavora.

Sul versante del lavoro, il gruppo riconosce che la stazione appaltante ha imposto un contratto collettivo con salari orari già superiori ai 9 euro per tutti i profili, in applicazione delle regole comunali sulla retribuzione minima, e ha vietato il subappalto integrale del servizio, obbligando l'affidatario a eseguire direttamente la preparazione e la somministrazione dei pasti. Sono scelte apprezzabili. Restano però da chiarire, e Sinistra Progetto Comune lo chiederà con un'interrogazione e con l'accesso agli atti, il numero delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, la portata effettiva della clausola sociale e le garanzie di continuità occupazionale nel passaggio, insieme ai controlli concreti sulla qualità del cibo e sul rispetto dei Criteri Ambientali Minimi.

Il gruppo dà infine atto di un elemento positivo di trasparenza: il Comune ha respinto le richieste di alcune grandi aziende concorrenti di secretare le proprie offerte tecniche, ritenendo che non contenessero segreti industriali.

Decisamente negativo è invece l'atteggiamento tenuto verso le organizzazioni sindacali: alcune richieste di incontro non hanno trovato tempestiva risposta e ci sono state settimane di incertezze, voci di corridoio e malumori, tra il personale.

Nella sostanza però rimane il dato di fondo politico: si erano promessi grandi cambiamenti, ma tutto è rimasto come era". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

01/07/2026, 14:41

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