Piazza Tanucci. Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Stare in piazza non può essere punito. Si crei un fondo di solidarietà”
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18 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Oggi saremo in piazza Tanucci, con Pippo Civati e con l’assemblea convocata dal Comitato Tanucci Piazza Aperta. Lo faremo prima di tutto perché continuiamo a pensare che sia importantissimo sostenere in ogni modo la risposta spontanea di una parte importante della cittadinanza del rione, senza strumentalizzazioni e con piena convinzione.
Ma saremo lì anche per esprimere solidarietà rispetto a quanto è successo, con le sanzioni notificate a persone colpevoli di aver espresso il loro pensiero, liberamente, in libera piazza.
Il 28 marzo, quando Futuro Nazionale inaugurava la sua prima sede fiorentina in piazza Tanucci, centinaia di residenti erano in piazza. Famiglie e abitanti che ogni giorno vivono quegli spazi, bevendo qualcosa, o mangiando un panino, scambiando due parole. In quel giorno reagendo alle provocazioni dell’eurodeputato Vannacci, che si era chiesto “quante fave avrebbe trovato a Firenze”. Tante.
Lui senza rispondere delle oscenità politiche o storiche dichiarate, corpo estraneo a Firenze, continua a vivere senza conseguenze i suoi ruoli pubblici (prima da generale, poi da eurodeputato eletto con un partito diverso da quello che ha creato adesso). Delle persone colpevoli di vivere la loro Città ora si trovano sanzionate.
Il caso specifico si inserisce in un contesto più ampio. Le sanzioni amministrative tra i mille e i diecimila euro sono in applicazione dell'articolo 18 del TULPS — il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza — nella sua versione modificata recentemente.
Non si tratta di una norma nuova nel suo impianto, ma di un inasprimento significativo che nega le tutele che erano previste nei procedimenti penali previsti in precedenza. Chi riceve la sanzione rischia di rimanere in una condizione sospesa per mesi e mesi, con giudici di pace e amministrativi che intervengono su una questione che ha rilievo anche costituzionale
Il tutto mentre il Decreto Sicurezza è stato definito da giuristi e organizzazioni di tutela dei diritti come un provvedimento che rappresenta uno degli attacchi più estesi al diritto di protesta nella storia della Repubblica italiana.
Porteremo in Consiglio comunale il tema, chiedendo alla Sindaca e alla Giunta, così come a tutto il Salone dei Duecento, se c'è la disponibilità a partecipare a eventi che raccolgano in forme solidali e pubbliche gli eventuali importi necessari, laddove ci fosse da far fronte alle sanzioni emanate.
Noi lo faremo, con tutta la coalizione, parteciperemo a ogni iniziativa utile a ricordare che esprimere sentimenti antirazzisti e antifascisti non può essere sanzionato o considerato reato. Evidenziando che il tema è tutto politico e riguarda il legislatore, cioè la politica. Ricordando che Firenze è una città in cui si applicano le zone rosse, la videosorveglianza invasiva e un disciplinamento che purtroppo non è alternativo a quanto fatto dal Governo Meloni”. (s.spa.)

