Salta al contenuto principale Skip to footer content

Piano Generale del Traffico Urbano, conclusa la fase conoscitiva. Adesso la parola passa ai cittadini

Dettagli

La sindaca Funaro: “Al lavoro su una mobilità sempre più sostenibile e fruibile dai cittadini. Ora parte il percorso partecipativo”. L’assessore Giorgio: “Vogliamo offrire un’alternativa sicura, efficiente e conveniente per chi desidera ridurre l’uso dell’auto nella vita di tutti i giorni”
Data:

7 Luglio 2026

Tempo di lettura:

14 minuti, 54 secondi

Sindaca e giunta
mobilità
Piano generale del traffico urbano

Descrizione

Camminare, pedalare o prendere il bus o il tram invece dell’auto: non per obbligo ma perché conviene di più. È questa la scommessa del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano che dopo mesi di raccolta dati che hanno dato vita a un ricco quadro conoscitivo, adesso entra nella fase più concreta. Ma non si tratta di procedere subito alla scrittura del documento: l’Amministrazione ha deciso di coinvolgere i cittadini per scrivere insieme il PGTU.  Una occasione per ascoltare tutti i punti di vista e trovare soluzioni condivise che, quando è possibile, inducano le persone a scegliere di lasciare a casa il mezzo privato e di preferire il bus, tramvia, bici o andare a piedi. Un percorso di partecipazione che parte a luglio e che proseguirà a settembre con l’obiettivo di passare subito dopo alla stesura del piano vero e proprio con le proposte concrete per una mobilità più sostenibile e fruibile dai cittadini. 

Di questo si è parlato oggi a Palazzo Vecchio con la sindaca Sara Funaro, l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio e con Stefano Ciurnelli, consulente per la Mobilità e incaricato di elaborare il nuovo PGTU. 

“Un lavoro importante e articolato, che ha coinvolto numerose direzioni del Comune, tante società partecipate e tante altre istituzioni – ha spiegato la sindaca Funaro - È stato raccolto un patrimonio di dati molto significativo, che riguarda non solo gli spostamenti di autobus, auto e di tutti i mezzi nella nostra città, ma più in generale l’assetto della mobilità e l’utilizzo degli spazi urbani. Da questi dati emerge in modo chiaro che dobbiamo lavorare per ridisegnare profondamente la mobilità e l’assetto egli spazi cittadini. L’obiettivo è trovare un nuovo equilibrio tra diversi aspetti e forme di mobilità per migliorare la vita di tutti: di chi va in auto, di chi usa i mezzi, chi fa mobilità attiva come ciclisti e pedoni. Lo studio presentato dal professor Ciurnelli analizza in modo approfondito tutti questi dati. Ora parte il percorso partecipativo: il primo appuntamento è previsto per metà luglio, un altro appuntamento con tutti i quartieri a settembre, per poi presentare delle proposte che, come sappiamo, dovranno passare dal Consiglio comunale ed entrare nel Piano operativo. Si tratta quindi di un piano complesso e fondamentale per il futuro della città”.

“La costruzione del quadro conoscitivo è fondamentale per avere una chiave di lettura della nostra città. Non ci siamo limitati a raccogliere dati generici sulla mobilità o sull'inefficienza di alcune scelte, ma abbiamo analizzato nel dettaglio come funziona realmente Firenze. E i dati che emergono da questo lavoro sono molto significativi – ha dichiarato l’assessore Giorgio – . Colpisce innanzitutto il numero di auto che ogni giorno circolano in città e il fatto che, in moltissimi casi, l’automobile non sia il mezzo più efficiente per spostarsi.  Lo studio ci dice che una quota molto rilevante degli spostamenti è inferiore ai due chilometri. Per distanze di questo tipo, in un contesto urbano, l’auto spesso non è la soluzione migliore: in bicicletta si impiega meno tempo e, in molti casi, anche a piedi si arriva con tempi analoghi. Questi dati invitano a riflettere sulle scelte individuali. È evidente che ci sono cittadini che, per esigenze lavorative, familiari o legate ai propri ritmi di vita, hanno necessità di utilizzare l’automobile. Ma ce ne sono anche molti altri che la usano semplicemente per abitudine. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione strumenti che consentano, a chi può farlo, di scegliere alternative valide all’auto negli spostamenti quotidiani. Questo significa investire sulla qualità dei marciapiedi, che sono gli spazi vissuti ogni giorno da bambini, anziani e da tutti i cittadini nei quartieri; significa realizzare nuove piste ciclabili; significa rafforzare il trasporto pubblico, sia su gomma sia su tramvia; significa ripensare gli spazi della città. Vogliamo offrire un’alternativa sicura, efficiente e conveniente a chi desidera ridurre l’utilizzo dell’automobile nella propria quotidianità. Anche perché l’auto resta il mezzo di trasporto più costoso”.

“Il lavoro svolto finora ha un obiettivo chiaro: coinvolgere tutti, partendo da conoscenze condivise, nella costruzione delle soluzioni – ha sottolineato Ciurnelli – . In una città con circa 750 mila spostamenti in auto al giorno, molti dei quali potrebbero avere alternative, dobbiamo trovare un equilibrio tra esigenze diverse: tutelare chi ha necessità di spostarsi in auto e proporre alternative efficienti a chi ha margini di scelta . Per questo serve un processo partecipato, con quartieri e stakeholder, perché senza partecipazione non può esserci una vera coscienza collettiva del limite dello spazio pubblico. Non sarà una formalità, ma un confronto reale per costruire soluzioni diverse a seconda dei contesti: non esiste una ricetta unica, il piano deve essere sartoriale. Ci sono aree molto congestionate, come la stazione o Careggi, e altre in cui bisogna riportare vita e funzioni. L’obiettivo del PGTU è mettere al centro le persone e la sicurezza, trovando un equilibrio tra sicurezza stradale e percezione di sicurezza di chi si muove in città”. 

 

UN LAVORO COLLETTIVO

Da ottobre 2025, sotto la supervisione di Ciurnelli, la Direzione Mobilità ha portato avanti l’aggiornamento del quadro conoscitivo del PGTU con il contributo delle altre direzioni, delle società partecipate, di Gest e Autolinee Toscane. Una attività indispensabile visto il carattere dinamico della mobilità.  La sua costruzione ha richiesto un lavoro lungo, complesso e inedito di raccolta, integrazione e armonizzazione dei dati che ha visto al centro le esigenze di mobilità delle persone (residenti, city users, operatori economici ecc). 

Dal punto di vista metodologico, il lavoro ha seguito le linee guida europee mettendo al centro le esigenze di residenti, city users e operatori economici. Il territorio è suddiviso nei cinque quartieri e in 78 zone di comunità sulla base di toponimi che fanno parte del bagaglio culturale dei cittadini rendendo più semplice collegare le informazioni con i luoghi e facilitando la comprensione anche ai non addetti ai lavori. Inoltre, è stata fatta la scelta di riferire, quando possibile, i dati a singoli tratti della rete stradali creando così mappe tematiche georeferenziate in cui possono essere contenute contemporaneamente tutte le informazioni: dalla distribuzione dei residenti per classi di età alla localizzazione delle attività economiche, dalle dimensioni dei marciapiedi alla presenza di percorsi ciclabili, dai servizi di trasporto pubblico alla organizzazione della sosta e via dicendo. Mappe replicabili per ciascun tratto di strada presente. 

Il risultato è una base conoscitiva dinamica e trasparente: oltre 100 dataset con informazioni, fornite da più di 20 soggetti, su infrastrutture, mobilità, servizi, attività economiche, sicurezza, ambiente, spazio pubblico. Un patrimonio di dati utile per capire la città e che rappresenta la base per proposte di intervento finalizzate, nei prossimi due-tre anni, a realizzare una mobilità urbana più sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale. 

 

COME SI SPOSTANO I FIORENTINI

Il quadro conoscitivo analizza le varie componenti della mobilità cittadina: pedonale, ciclistica e sharing, TPL su gomma e tramvia, veicolare privata. 

Dai dati raccolti emerge che le persone a Firenze si muovono in gran parte in auto (56% del traffico totale), il 27% utilizza il trasporto pubblico e il 17% sceglie la mobilità attiva. Ogni giorno transitano dalle porte dello Scudo Verde 324.000 veicoli, di cui auto (81%) e due ruote a motore (14%), e di questi il 50% arriva da fuori Comune. 

Da questi numeri appare chiaro che al momento l’auto fa parte della vita quotidiana di molte persone e che non tutti possono farne a meno per motivi di lavoro, gestione familiare, orari ecc. Si tratta quindi di capire quando l’auto è davvero necessaria e quando viene scelta per mancanza di alternative efficienti. La sfida è creare le condizioni perché scegliere un mezzo diverso sia più semplice e così cambiare le abitudini. Anche perché, come emerge dalle analisi, l’auto non è il mezzo più veloce per spostarsi in città: per fare due km in bici si impiega 7-10 minuti, in auto dagli 8 ai 12 senza contare il tempo per parcheggiare e gli eventuali rallentamenti. Approfondendo l’analisi sulla tipologia degli spostamenti il 46% di quelli effettuati con mezzi privati copre distanze inferiori ai 2km e il 74% di quelli casa-scuola avviene su una distanza inferiore, in linea d’aria, a un chilometro. Sono tragitti ridotti per i quali si potrebbe scegliere un mezzo diverso dall’auto a patto che siano a disposizione che siano facilmente raggiungibili. 

Altro tema fondamentale trattato nel quadro conoscitivo è dei cantieri Ogni anno vengono emesse 10mila ordinanze che modificano la viabilità a causa di lavori. Di questi solo il 43% riguardano opere pubbliche, mentre il 57% sono interventi privati. 

Centrale anche il lavoro sulla sicurezza stradale: negli ultimi anni si è registrata una riduzione del 50% degli incidenti ma i numeri restano ancora importanti. Nel 2025 nel 2025 si sono registrati 3.085 incidenti, con 4.241 veicoli coinvolti; il 47% ha riguardato auto, il 31% motorini, il 16% biciclette o pedoni. Gli incidenti rendono la città più fragile soprattutto per gli utenti deboli come pedoni e ciclisti. 

 

FIRENZE, LA FOTOGRAFIA DI UNA CITTÁ COMPLESSA 

Da questo lavoro emerge il quadro di una città complessa, in cui ogni quartiere ha la propria identità, una diversità di servizi, popolazione, attività economiche e modi di muoversi. Per questo non esiste una soluzione unica per tutta la città e per questo l’Amministrazione vuole costruire il nuovo PGTU insieme a chi quei luoghi li conosce davvero e li vive ogni giorno: dai residenti ai city users, dai bambini e famiglie nei percorsi casa-scuola agli anziani, dai lavoratori agli studenti, dai ciclisti ai commercianti, dai ciclisti agli operatori dell’ultimo miglio 

Qualche numero sulla popolazione e sulla presenza di city users. Attualmente i residenti sono 365.814 di cui 101.770 over 65 con un forte e generalizzato invecchiamento della popolazione: i bambini tra 0 e 14 sono 36.682, un terzo rispetto ai “nonni”.  Analizzata anche la distribuzione e la densità delle attività economiche, importante per la pianificazione della mobilità, nelle 78 zone di comunità e nelle singole tratte stradali. Tra i dati più significativi il numero delle attività economiche nel quadrilatero del centro storico, 3.647. Altri numeri di cui tener conto sono i 15milioni di presenze turistiche ogni anno, i 58 milioni di passeggeri alla Stazione di Santa Maria Novella, l’aumento del 300% delle consegne post Covid. 

Di fronte a questa complessità serve un piano organico, non singole azioni isolate. Il PGTU si inserirà nei tre strumenti di pianificazione – Piano operativo, Piano strutturale e PUMS – e sarà definito attraverso un percorso di ascolto di tutte le esigenze della città: trasformazioni di questa portata non possono essere costruite a tavolino, ma vanno vissute e costruite ascoltando. Il 14 luglio si terrà la prima conferenza sulla mobilità con tutti gli stakeholder cittadini – dopo un primo incontro già svolto per presentare questi dati – e seguirà un confronto quartiere per quartiere con le istituzioni territoriali, con cui saranno definite le priorità di intervento. 

Il percorso di partecipazione e la comunicazione del percorso sono realizzate da LAMA Impresa Sociale, in continuità con Firenze per il Clima.

 

 

LA STRATEGIA DEL PIANO 

Il quadro conoscitivo ci restituisce una fotografia della mobilità di oggi da cui emerge un’agenda di priorità che guiderà l’elaborazione del PGTU. 

Mobilità pedonale: Camminare deve essere la scelta più semplice per gli spostamenti di prossimità.

Una città più accessibile parte dai percorsi quotidiani. Marciapiedi continui, attraversamenti sicuri, eliminazione delle barriere architettoniche e interventi di riqualificazione dello spazio pubblico possono rendere più facile muoversi a piedi, soprattutto per bambini, anziani e persone con ridotta mobilità.

Mobilità ciclistica: Più percorsi sicuri per scegliere la bicicletta quando è possibile.

A Firenze molti spostamenti sono brevi e la bicicletta rappresenta una valida alternativa all'auto. Il Piano punta a completare la rete ciclabile principale, collegare meglio i percorsi esistenti e sviluppare il nuovo Biciplan, rendendo la mobilità ciclistica più continua, sicura e integrata con gli altri mezzi.

Sicurezza stradale: Cambiare la percezione di sicurezza per incentivare la mobilità dolce

Ridurre la velocità e aumentare le strade a 30 km/h, migliorare gli attraversamenti, realizzare percorsi protetti e progettare spazi accessibili significa aumentare la sicurezza di tutti, in particolare di pedoni e ciclisti.

Trasporto pubblico: Una rete sempre più affidabile e connessa.

Il successo della tramvia dimostra che, quando il servizio è competitivo, sempre più persone lo scelgono. Il PGTU punta a rafforzare il trasporto su gomma attraverso la “preferenziazione”  dei bus, favorire l'integrazione tra tramvia e autobus, migliorare i collegamenti tra i quartieri e sviluppare alcune linee ad alta frequenza (5') anche nelle aree non servite dalla tramvia e lungo percorsi di collegamento trasversale tra le direttrici tranviarie. 

Mobilità intelligente: Tecnologia per muoversi meglio.

Semafori intelligenti, Smart City Control Room, informazioni in tempo reale, smart parking e servizi digitali come il MaaS (Mobility as a Service) possono rendere gli spostamenti più fluidi, ridurre il tempo perso nel traffico e aiutare le persone a scegliere il mezzo più adatto alle proprie esigenze.

Parcheggi e logistica: Usare meglio lo spazio (e la tecnologia) disponibile.

Il Piano punta a rendere più efficiente la gestione dei parcheggi e delle aree di carico e scarico, utilizzando strumenti digitali come lo smart parking per informare in tempo reale sulla disponibilità degli stalli e ridurre le percorrenze fino a destinazione e il traffico generato dalla ricerca di parcheggio.

Incentivi e Mobility Management: Cambiare abitudini è più facile se esistono alternative concrete.

Il PGTU valorizza gli strumenti che aiutano cittadini, imprese e lavoratori a scegliere modalità di spostamento più sostenibili: incentivi per la mobilità casa-lavoro, piani di spostamento aziendali e servizi integrati che rendono più semplice combinare mezzi diversi. 

(mf-sa.ca)

 

 

 

Image
pgtu

Allegati

Document
Ultimo aggiornamento:

07/07/2026, 18:17

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri