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Palagi (SPC): "A Trespiano i nostalgici del fascismo continuano a manifestare, anche il giorno della Liberazione"

Dettagli

"La mozione votata all'unanimità impegna la Giunta a un confronto con Questura e Prefettura"
Data:

23 Settembre 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 14 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

"Ringraziamo la Giunta per la risposta, arrivata oggi, alla nostra interrogazione urgente n. 735 del 28 aprile, che conferma come il 25 aprile 2026, a Trespiano, «verso le ore 12 circa, 40 persone, con bandiere e gagliardetti, si sono avvicinate presso le sepolture dei Repubblichini e si sono trattenuti circa 30 minuti».

Insomma, dopo l'episodio dell'anno scorso, quando secondo la stampa il cimitero fu aperto appositamente fuori orario per i nostalgici di Salò e del regime di Mussolini, non è ancora risolto il problema di questi episodi palesemente contrari ai valori della nostra Costituzione.

Ora cambiano gli orari: con la Rete Democratica Fiorentina, ogni 25 aprile e 11 agosto, siamo a Trespiano, insieme alla famiglia del Gonfalone e all'Amministrazione comunale. In pratica, il 25 aprile di quest'anno, le realtà di estrema destra hanno atteso che la delegazione antifascista "scendesse in Città", per le cerimonie ufficiali in piazza dell'Unità e piazza della Signoria, per poi andare a onorare chi scelse di rimanere fedele al fascismo.

I sentimenti di pietà umana non c'entrano nulla: si tratta di fatto di cortei politici che esaltano valori che hanno condannato il Paese alle sue pagine più oscure.

C'è una mozione votata all'unanimità che impegna la Sindaca e la Giunta a un confronto con Questura e Prefettura: sono loro a dover risolvere questa situazione, anche a costo di chiudere Trespiano in quei due giorni, se davvero chi governa non riesce a immaginare altre soluzioni.

C'è poi una parte dell'interrogazione a cui la risposta non dedica una riga. Chiedevamo se la Sindaca e la Giunta intendessero scusarsi pubblicamente con Stefano Donnini, figlio del comandante partigiano Sergio Donnini «Otto», che ha denunciato sulla stampa di non aver potuto portare la testimonianza del padre alla cerimonia per la lapide restaurata della scuola Villani. Nessuna parola, nemmeno per dire di no.

Chiederemo ad ANPI e a tutte le forze della Rete Democratica di capire insieme come risolvere queste situazioni". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

23/09/2026, 14:30

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