Palagi (SPC): "Sul Piano Integrato di Salute servono partecipazione reale, risorse certe e un Consiglio che conti"
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30 Marzo 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
“Oggi il Consiglio Comunale discute il Piano Integrato di Salute 2024–2026 della Società della Salute di Firenze, già approvato dall’Assemblea dei Soci il 27 febbraio. Arriviamo a cose fatte, chiamati ad ascoltare l'esposizione di un testo chiuso. Non è un controllo democratico reale: è una presa d'atto posticipata. La programmazione politica spetta alle assemblee elettive, anche quando vengono progressivamente svuotate di poteri.
Partiamo dai dati. Il 26,7% dei pazienti dimessi dai reparti psichiatrici fiorentini non riceve un contatto dai servizi territoriali entro sette giorni dalla dimissione. Rientriamo nella fascia 5, la peggiore, secondo il sistema MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sotto la media aziendale del 38,3%, sotto quella regionale del 40,8%. Questo ci parla di persone lasciate sole nei momenti più critici, senza continuità di cura. Il Piano non prevede un percorso di miglioramento specifico su questo punto: chiediamo che la Giunta si faccia promotrice di una richiesta formale all’AUSL Toscana Centro con obiettivi misurabili entro dodici mesi, e che le Case di Comunità abbiano psicologi nel team multiprofessionale.
Sulle Case di Comunità c’è un secondo problema serio: il Piano Operativo Annuale 2026 richiama i fondi PNRR per le strutture fisiche, ma non indica le risorse correnti per farle funzionare oltre la scadenza dei fondi europei. Rischiamo di costruire edifici senza il personale che li rende davvero utili. Chiediamo un cronoprogramma pubblico con le dotazioni previste entro sessanta giorni, aggiornamenti trimestrali al Consiglio e un modello di governance partecipata che coinvolga i Quartieri e il Terzo Settore.
Infine, la partecipazione. Il verbale della riunione del Comitato di Partecipazione del 4 febbraio, svoltasi a Montedomini, non risulta pubblicato. La Consulta della SdS, prevista dalla legge regionale dal 2017, non ci risulta sia ancora stata istituita a Firenze. Il Piano descrive come partecipativo un processo che è stato, nei fatti, una consultazione a scelte già orientate. La differenza non è lessicale: è sostanziale.
Per questo chiediamo – con gli ordini del giorno e le interrogazioni depositati oggi – che il prossimo Piano Integrato di Salute 2027–2029 arrivi in Consiglio prima dell’approvazione assembleare, che gli indicatori MeS vengano trasmessi semestralmente all’aula, e che si avvii un percorso di puntuale programmazione in modo condiviso e aperto alla partecipazione della cittadinanza. Non è ambizione di opposizione: è il minimo che un’assemblea elettiva dovrebbe poter pretendere. Il tutto, lo ribadiamo, deve prevedere anche il coinvolgimento dei Consigli di Quartiere, nell'ottica del decentramento e del rafforzamento di una distribuzione di potere che permetta ai bisogni concreti della cittadinanza di trovare risposte". (fdr)

