Palagi (SPC): "Studentati privati, il Comune dice di non riuscire a controllare il fenomeno"
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6 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Avevamo posto tre domande semplici: quali controlli e quali sanzioni sono stati disposti verso gli studentati che fanno i due mesi da albergo senza rispettare le regole; quanti studentati privati siano oggi operativi in città, con quanti posti letto e dove; che cosa aggiunga lo studio che la Sindaca dice di voler commissionare rispetto ai dati che gli uffici già possiedono, chi lo farà e con quali tempi.
La risposta è imbarazzante, e lo è per una ragione precisa. Ci viene detto che siamo alla «prima applicazione» della disciplina, che i controlli «sono stati avviati dalla Polizia Locale», che «si sta definendo la procedura interna» e che il quadro complessivo sarebbe «di difficile e complessa misurazione». Peccato che quella misurazione ce l'abbia fornita lo stesso Comune tre giorni fa. Il 2 luglio, rispondendo a un nostro accesso agli atti (prot. 275137), la Direzione Risorse Finanziarie ci ha consegnato l'elenco disaggregato, gestore per gestore e anno per anno, dell'imposta di soggiorno, della TARI e dell'IMU degli studentati privati. Non è «di difficile misurazione»: è già misurato, nero su bianco, con la firma di un dirigente del Comune. Delle due l'una: o gli uffici non si parlano tra loro, o si preferisce non rispondere al Consiglio.
Vale la pena guardarli, quei numeri che la Giunta dice di non riuscire a misurare. Nel biennio 2024-2025 quattro insegne, riconducibili a cinque società, hanno versato 254.661 euro di imposta di soggiorno: 106.153 euro nel 2024 e 148.508 nel 2025, con un aumento del 40% in un solo anno. Alla tariffa da ostello di 4 euro a notte (la più bassa, meno di quella che paga chi affitta una stanza) parliamo di circa 26.500 pernottamenti nel 2024 e 37.100 nel 2025: quasi 64.000 notti vendute come attività turistico-ricettiva in due anni, dentro immobili che urbanisticamente non sono alberghi ma uffici. Nel biennio precedente, 2022-2023, da queste stesse strutture il Comune aveva incassato appena 56.000 euro: l'attività è più che quadruplicata, oppure prima era in larga parte non dichiarata. In mezzo, movimenti che nessuna misurazione «complessa» spiega: una struttura ha più che triplicato le notti dichiarate (da circa 3.500 a oltre 12.000) proprio mentre la finestra consentita scendeva da 90 a 60 giorni; un'altra le ha quasi dimezzate in coincidenza con il passaggio a fondi internazionali.
Se poi si passa dai soldi al conteggio delle strutture, alla domanda su quante siano davvero operative non c'è risposta. Lo diciamo noi: su una decina di studentati privati censiti in città (undici «preesistenti», secondo quanto la stessa Assessora ha riferito in aula ad aprile) solo quattro insegne compaiono nell'elenco tributario. Una società, Camplus srl, è annotata come priva di SCIA per l'attività ricettiva temporanea per due anni di fila. Delle altre, semplicemente, non c'è traccia: mancano all'appello strutture note come Manifattura Tabacchi e Camplus Fortezza. Se il Comune non sa dire quanti sono, non è perché sia «difficile»: è perché non ha mai costruito il quadro, pur avendone tutti i pezzi.
Neppure i controlli «avviati» sono la rassicurazione che vorrebbero sembrare. Ammettere che iniziano solo ora, al secondo anno pieno di applicazione, è la fotografia di un anno e mezzo di tolleranza. Il termine del 31 gennaio per comunicare i sessanta giorni lo aveva fissato il Consiglio comunale; nessuna struttura lo ha rispettato; la Giunta ha rimediato con una proroga informale al 30 aprile, mai passata dall'aula. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 7628 del 30 settembre 2025, ha chiarito che senza una nuova SCIA ogni anno quell'attività è priva di titolo: chi ha operato senza comunicare non ha commesso una svista, ha fatto attività ricettiva abusiva. E lo strumento per verificare c'è già: le dichiarazioni mensili che ogni gestore è obbligato a inviare, con ospiti, pernottamenti ed esenzioni. Ricordiamo, per inciso, che l'attività di verifica sull'imposta di soggiorno in tutta la città ha recuperato nel 2025 appena 156.865 euro, lo 0,19% del riscosso, in calo rispetto ai 334.000 euro del 2024.
Il resto del quadro fiscale conferma la stessa reticenza. La TARI documentata nell'elenco è di 364.989 euro nel biennio, ma per una struttura l'avviso 2025 risulta ancora «in corso di emissione» a metà 2026 e per due insegne il tributo sarebbe «pagato da altro soggetto giuridico», senza cifre. Avevamo già documentato 512.081 euro di TARI versati tra il 2022 e il 2025 e oltre 60.000 euro di arretrati. Sull'IMU la risposta è il silenzio: per ogni struttura il Comune si limita ad annotare che l'immobile è «di proprietà di altro soggetto giuridico». Parliamo di patrimoni da decine di milioni di euro in mano a fondi come Ardian, Rockfield, Hines, Alumno e The Social Hub: la città ha il diritto di sapere se e quanto versano, e con quale categoria catastale.
Il punto di fondo è questo. Mentre la Giunta «definisce la procedura», questi 4.200 posti letto privati (contro appena 1.800 posti pubblici del diritto allo studio, con circa 2.000 studenti idonei rimasti senza alloggio) continuano a sottrarre case ed ex uffici alla città che ci abita e ci studia. È un modello che privatizza la rendita e socializza i costi, una vera e propria frontiera dell'estrattivismo urbano. Non chiediamo un altro studio per scoprire ciò che è già scritto negli atti del Comune. Chiediamo che la Sindaca e la Giunta riferiscano in Commissione con le dichiarazioni mensili 2024-2026 e l'elenco delle comunicazioni ricevute per il 2026, che forniscano il quadro IMU dei proprietari, che completino il recupero della TARI e che si torni al punto posto da oltre diecimila firme con Salviamo Firenze: chi fa studentato faccia studentato. Il resto è offerta alberghiera mascherata, con tariffa agevolata a 4 euro e controlli che, per ammissione della stessa Giunta, arrivano solo adesso". (fdr)

