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Palagi (SPC): "Polizia di prossimità senza atto istitutivo, tra vigilanza privata e volontari a 6,50 euro l'ora"

Dettagli

"Non è presidio per la sicurezza diffusa: è un dispositivo che finisce per colpire persone già marginalizzate e mitigare alcune conseguenze di un'insicurezza sociale strutturale"
Data:

26 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 19 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione per chiedere conto del progetto «polizia di prossimità» annunciato dalla Giunta Funaro. La ricognizione degli atti rivela uno scarto netto tra la comunicazione istituzionale e la sostanza amministrativa.

La Giunta ha diffuso a maggio 2026 risultati precisi: 242 controlli, 20 denunce, 119 interventi. Ma non esiste nessuna delibera di Giunta che istituisca il progetto, né definisca obiettivi, perimetro, risorse o criteri di valutazione. «Vigili di quartiere» e «Polizia di prossimità» esistono nella comunicazione istituzionale, non negli atti. Il Consiglio Comunale non può controllare ciò che non è definito in nessun provvedimento.

C'è poi la questione delle risorse. Negli stessi giorni del lancio mediatico, con la DD 04262 del 29 maggio 2026, la Direzione della Polizia Municipale ha affidato (con affidamento diretto, un'unica società invitata) il «servizio di presidio del territorio nelle zone con maggiore aggregazione giovanile» alla Marshall Investigazioni & Security Group S.r.l.s. di Prato, per 143.120,64 euro IVA compresa. Il servizio prevede 24 operatori privati per notte (venerdì-domenica, ore 22:30–02:30) per 52 serate (giugno 2026 – gennaio 2027). Il servizio esiste dal 2021 (D.S.B. Assistance, poi Velox Investigazioni, ora Marshall) e nasce su impulso del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica (COSP) e oggi si configura ormai come appalto strutturale rinnovato ogni anno con affidamento diretto.

Vi è poi un problema giuridico che la comunicazione istituzionale non nomina. Gli «osservatori specializzati» operano nella cornice del TULPS (R.D. 773/1931): non hanno la qualifica di pubblico ufficiale, non possono identificare persone, non possono sanzionare né allontanare. Queste funzioni la legge le riserva agli agenti di polizia. Eppure i risultati vengono comunicati in forma aggregata, senza distinguere cosa ha fatto la Municipale e cosa gli operatori privati. Quanti dei «242 controlli» erano svolti da agenti PM (immaginiamo tutti) e cosa nasce da una collaborazione con il soggetto privato?

La DG 00077 del 12 marzo 2026 ha approvato il «Volontariato per la sicurezza 2026–2028»: si tratta di associazioni nei parchi pubblici, dalle 15:00 alle 20:00, per 1.200 turni l'anno, con un rimborso spese di 6,50 euro ciascuno (totale: 78.000 euro in tre anni). La delibera è stata dichiarata urgente con l'Assessore relatore assente dalla seduta. Se la vigilanza privata e il volontariato sostituiscono in modo strutturale funzioni pubbliche, ci troviamo di fronte a un modello in cui il lavoro di sorveglianza viene esternalizzato.

E c'è ovviamente una questione sociale centrale. I dati forniti dalla stessa Giunta indicano che 14 delle 20 denunce riguardano la normativa sull'immigrazione. Il progetto si concentra su «aggregazione giovanile», allontanamenti, «degrado». È lo stesso schema che la Legge 80/2025 ha esteso a livello nazionale, ampliando i poteri di allontanamento. Non è presidio per la sicurezza diffusa: è un dispositivo che colpisce persone già marginalizzate (senza dimora, migranti, giovani) senza affrontare le cause strutturali dell'insicurezza sociale.

Per questo chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di adottare un atto formale che istituisca il progetto con obiettivi, risorse e criteri di valutazione verificabili; di chiarire se l'affidamento a operatori privati privi di qualifica di pubblico ufficiale sia compatibile con il TULPS e la riserva di funzioni di polizia; di distinguere, nella comunicazione istituzionale, l'attività della PM da quella dei privati; di spiegare se sia coerente con trasparenza e concorrenza il ricorso reiterato all'affidamento diretto per un servizio ormai strutturale; di escludere che il ricorso strutturale a privati e volontari surroga il potenziamento dell'organico del Corpo PM; di rispondere infine se un bilancio dominato da denunce per immigrazione e ordini di allontanamento non segnali un dispositivo di disciplinamento, e non di prevenzione sociale.

Rilanciamo inoltre la proposta del "vigile di quartiere", ricordando che esistono anche proposte specifiche nate grazie ai comitati. La Città chiede ascolto e raccolta dei suoi bisogni, non promesse vuote "né di destra né di sinistra". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

26/06/2026, 12:24

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