Palagi (SPC): "Plures annulla il bilancio e chiede di non leggere i pareri: chiediamo il parere di Pricewater"
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7 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra progetto Comune
"Plures conferma la revoca dell'assemblea dei soci e la sostituzione integrale del bilancio 2025, ma le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla società sollevano più interrogativi di quanti ne risolvano.
Il Presidente Lorenzo Perra ha dichiarato che le relazioni sul bilancio «non evidenziavano rilievi» e che la revoca sarebbe legata alla necessità di aggiornare la situazione patrimoniale alla luce della sospensiva della Corte d'Appello sull'operazione Publiacqua. Ma se davvero non c'erano rilievi, perché il Consiglio di Amministrazione non si è limitato a rinviare l'assemblea? Perché ha scelto di annullare tutta la documentazione - bilancio, relazioni e pareri - e di comunicare ai soci che quei documenti «non devono essere considerati»?
La differenza tra un rinvio e un annullamento è sostanziale: un rinvio conserva la validità dei documenti e sposta solo la data della discussione. Un annullamento dichiara quei documenti inadeguati. Plures ha scelto la seconda strada. E ha annullato anche i pareri.
Tra i documenti annullati dalla revoca, da quello che abbiamo capito, vi dovrebbe essere necessariamente il giudizio della società di revisione legale dei conti. Per Alia Servizi Ambientali - oggi confluita in Plures - il revisore legale è PricewaterhouseCoopers S.p.A., come risulta dal bilancio di sostenibilità 2023 dell'azienda. Il D.Lgs. 39/2010, all'articolo 14, prevede che la società di revisione esprima un giudizio sul bilancio che può essere senza rilievi, con rilievi, negativo, oppure la società può dichiarare l'impossibilità di esprimere un giudizio. Nei casi diversi dal giudizio positivo senza rilievi, la relazione deve illustrare analiticamente i motivi.
Chiediamo con nettezza: qual era il giudizio di PricewaterhouseCoopers sul progetto di bilancio 2025 di Plures? Era un giudizio senza rilievi, come le dichiarazioni di Perra lascerebbero intendere? Oppure la società di revisione aveva sollevato osservazioni incompatibili con l'approvazione del bilancio così come presentato? O la società aveva rilasciato un parere "clean" e poi ha scelto di ritirarlo?
La domanda non è oziosa. La lettera di revoca di Plures annulla esplicitamente «i pareri precedentemente trasmessi». Se quei pareri non evidenziavano rilievi, come dichiara il Presidente, non c'era ragione di annullarli. Se invece contenevano rilievi significativi, allora le dichiarazioni rese alla stampa sono fuorvianti, e il Comune di Firenze - primo socio pubblico - ha il diritto e il dovere di saperlo.
Il D.Lgs. 39/2010 non lascia margini di discrezionalità. Quando il giudizio della società di revisione non è positivo, scattano obblighi di comunicazione verso i soci e - per le società di interesse pubblico - verso le autorità di vigilanza. Il Comune di Firenze è socio di riferimento di Plures: ha ricevuto la relazione di PricewaterhouseCoopers prima della revoca? I revisori dei conti del collegio sindacale avevano espresso a loro volta un parere sul bilancio? E qual era quel parere?
La cronologia dei fatti è eloquente. Il 2 aprile 2026 il CdA approva il bilancio con numeri presentati come brillanti - ricavi a 2,3 miliardi, EBITDA in crescita del 22,8% - e l'Amministratore Delegato li comunica alla stampa e alla rivista Forbes. Il 30 aprile, ventotto giorni dopo, il Presidente scrive ai soci annullando tutto. Nel frattempo, la Corte d'Appello di Firenze aveva già sospeso il 27 marzo - sei giorni prima dell'approvazione del CdA - il trasferimento del 40% di Publiacqua a Plures. Eppure il CdA ha approvato un bilancio che consolidava quell'operazione. Chi era consapevole dell'incompatibilità?
Mentre la governance di Plures si avvita in contraddizioni, le famiglie fiorentine e toscane, come le imprese, continuano a pagare una TARI crescente. ATO Toscana Centro ha già documentato nel rapporto di Unbundling 2024 un'esplosione dei costi indiretti del gestore, e ha formalmente contestato la contabilità separata a fine 2025. La validazione dei Piani Economico Finanziari - da cui dipendono direttamente le tariffe - si basa sui dati contabili dello stesso gestore i cui bilanci vengono ora annullati. Quale affidabilità possono avere quei PEF? E davvero la dirigenza della multiutility vuole dirci che non ci sono collegamenti tra queste cose?
Le nostre richieste restano ferme:
• pubblicazione integrale del giudizio espresso da PricewaterhouseCoopers S.p.A. sul progetto di bilancio 2025, prima che venga sostituito dal nuovo documento;
• pubblicazione del parere del collegio sindacale sul medesimo bilancio;
• che il Comune di Firenze pretenda una relazione dettagliata sulle ragioni contabili - non generiche - che hanno reso necessario l'annullamento del bilancio già approvato dal CdA;
• che l'Assessora con delega all'ambiente, nella sua funzione di Presidente di ATO Toscana Centro, riferisca sulle conseguenze per la validazione dei PEF e per la TARI;
• il blocco dell'operazione Plures finché non sia garantita piena trasparenza sui conti della società e pieno esercizio del controllo analogo congiunto da parte dei Comuni soci.
Non è accettabile che una società partecipata annunci numeri di successo, annulli tutto un mese dopo, e chieda ai soci di dimenticare i documenti ricevuti (ma sono poi stati trasmessi tutti?). Le famiglie che pagano la TARI hanno diritto a sapere se i conti su cui si basano quelle tariffe sono affidabili. Le lavoratrici e i lavoratori di Alia e delle aziende in appalto hanno diritto a un'azienda trasparente, non a dichiarazioni stampa che si contraddicono". (fdr)

