Palagi (SPC): "Piano Integrato di Salute: salute mentale e rafforzamento del ruolo dei Consigli"
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3 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Stamattina la Commissione 4, di cui ringraziamo il Presidente Amato, ha adottato, con emendamenti, gli ordini del giorno presentati da Sinistra Progetto Comune collegati alla comunicazione dell'Assessore Paulesu sul Piano Integrato di Salute 2024-2026 della Società della Salute di Firenze.
Il primo atto riguarda il rafforzamento del ruolo del Consiglio Comunale nella programmazione e nel monitoraggio della SdS. Avevamo chiesto che il Consiglio ricevesse semestralmente un report sintetico degli indicatori MeS: la Commissione ha modificato la cadenza in annuale, un passo indietro rispetto alla nostra proposta, su un punto che riteniamo centrale proprio perché gli indicatori MeS sono pubblici e verificabili e il loro monitoraggio è la condizione minima per esercitare davvero il controllo democratico. Positivo, invece, che ci sia un lavoro di formazione per chi ha un ruolo politico, rispetto a ciò che potrebbe fare il Comune in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria. Così come è positiva l'ipotesi di coinvolgimento dei Consigli di Quartiere nella fase di elaborazione del PIS 2027-2029: una programmazione che deve avviarsi già nei prossimi mesi, e che non può essere costruita senza che il Consiglio abbia espresso indirizzi politici prima che le scelte strategiche siano già definite in sede tecnica.
Il secondo atto riguarda la salute mentale, con un impegno a rilanciare come prioritario questo ambito, aprendo una riflessione sulla necessità di nuovi strumenti per la presa in carico di chi riceve un ricovero psichiatrico. Il punto di partenza è un dato che non può essere rimosso: solo il 26,7% dei pazienti dimessi dai reparti psichiatrici fiorentini risulta aver ricevuto un contatto dai servizi territoriali entro sette giorni dalla dimissione — l'indicatore C15.2 del sistema MeS della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Firenze è in fascia 5, la peggiore, sotto la media aziendale dell'AUSL Toscana Centro (38,3%) e sotto quella regionale toscana (40,8%). Detto altrimenti: quasi tre pazienti su quattro dimessi da un reparto psichiatrico fiorentino non vengono raggiunti dai servizi nella settimana più critica. A questo si aggiunge un quadro più ampio che il convegno organizzato dall'Agenzia Regionale di Sanità e dall'Ordine dei Medici di Firenze appena dieci giorni fa ha documentato: i ricoveri psichiatrici nella fascia 0-19 anni in Toscana hanno quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, passando da un tasso di 37,5 ogni 10.000 abitanti nel 2016 a 73,4 nel 2025. Il 62% dei medici di base e dei pediatri fiorentini ritiene difficile o solo parzialmente agevole l'accesso ai servizi specialistici di salute mentale per i propri pazienti. Non si tratta di dati astratti: raccontano le famiglie che cercano risposte e non le trovano, e i professionisti che le intercettano senza avere una rete a cui passare il testimone.
Vale la pena ricordare che il 19 maggio scorso l'Assessore Paulesu ha risposto alla nostra interrogazione 2026/00525 su salute mentale e Case di Comunità. La risposta è istruttiva per quello che non dice. Sul C15.2 l'Assessore ha sostenuto che il 26,7% sarebbe "probabilmente dovuto a un difetto di registrazione delle visite" e che un campione di lettere di dimissione mostrerebbe oltre il 90% di contatti erogati nei tempi: un'affermazione significativa, che però non è accompagnata da alcun piano formale con obiettivi misurabili né dalla richiesta che tale piano sia trasmesso al Consiglio. Sul finanziamento corrente delle Case di Comunità — quelle otto strutture (Le Piagge, D'Annunzio, Dallapiccola, La Pira, Canova, Morgagni, Santa Rosa, Europa) che devono funzionare anche dopo la scadenza dei fondi PNRR — la risposta è che il dato "è reperibile direttamente presso ASL Toscana Centro." Non è una risposta: è un rinvio. Gli ODG adottati stamattina nascono anche da questa consapevolezza.
Questo lavoro si inserisce in un percorso già avviato: la mozione per il diritto alla salute mentale è stata approvata all'unanimità in febbraio 2026, il tema del TSO ha attraversato tutta la consiliatura e ha visto approvata una risoluzione dedicata, il lavoro sulle RSA ha mostrato come la non autosufficienza sia un terreno dove il Comune può scegliere di fare programmazione oppure di limitarsi a prendere atto di decisioni prese altrove. Lo stesso vale per la salute mentale: le Case di Comunità previste dal DM 77/2022 dovrebbero garantire la continuità post-dimissione, ma solo se non restano una promessa sulla carta.
Il prossimo passaggio è in Consiglio Comunale. Lì si vedrà se gli impegni assunti in Commissione reggono al confronto politico, e soprattutto se la Giunta darà seguito entro i tempi indicati". (fdr)

