Salta al contenuto principale Skip to footer content

Palagi (SPC): "Montedomini e via Guelfa: ci sono documenti anche del 2017"

Dettagli

«I fatti del civico 81 sono al centro di atti e interlocuzioni istituzionali»
Data:

22 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 56 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

"Questa volta non serve nemmeno un accesso agli atti. Bastano i documenti che la stessa ASP Firenze Montedomini ha già pubblicato sul proprio sito, nella sezione dell'amministrazione trasparente, per rimettere in discussione la versione ufficiale sul civico 81 di via Guelfa.

La ricostruzione che circola in questi giorni è nota: le difformità edilizie di quell'immobile (solai abbassati, una scala interna, un bagno ricavato nel sottotetto, un varco aperto in una muratura portante) sarebbero opera di un affittuario degli anni Novanta, realizzate «all'insaputa della proprietà». Una versione che regge fino a quando non si aprono gli atti dell'azienda. Perché lì, nero su bianco, c'è scritto altro.

Tra il 2017 e il 2020 Montedomini ha commissionato e pagato, su via Guelfa, una lunga serie di interventi tecnici che con l'ignoranza dei problemi non hanno nulla a che vedere. Il primo è la determina 94 del 22 marzo 2017: «Affidamento incarico per Nulla Osta Soprintendenza e Verifica Statica immobile di proprietà in via Guelfa 81 2° piano». Non un civico generico: il civico 81, e proprio il secondo piano, quello delle difformità oggi contestate.

Si prosegue negli anni. Nel giugno 2018 un «incarico condoni Via Guelfa e Vittorio Emanuele II», affidato a un geometra per 1.995 euro. Nel marzo 2019 la determina 42, «incarico per definizione conformità urbanistica Via Guelfa». Nel maggio 2019 la determina 104, «lavori ripristino e demolizione Via Guelfa», affidati per 6.528,85 euro alla ditta Tecnova e liquidati per 6.878,85, dunque più di quanto affidato. Nel maggio 2020 la determina 135, «ristrutturazione e pratiche edilizie – Via Guelfa». Verifiche statiche, condoni, definizioni di conformità urbanistica, perfino demolizioni: per anni.

Ne discende una conclusione difficile da aggirare. O quelle difformità non erano «all'insaputa» della proprietà, oppure la proprietà se ne occupava da tempo. E c'è un dettaglio che pesa: le pratiche di condono e di conformità urbanistica non sono affari interni dell'azienda, si presentano agli uffici del Comune, che le istruiscono. Quelle carte, dunque, Palazzo Vecchio le ha avute sul tavolo.

C'è di più, ed è il passaggio che riguarda tutti noi come cittadine e cittadini. Quello stato irregolare, noto e gestito dall'ente, alla fine non è stato semplicemente sanato: è stato trasformato in un costo scaricato sul privato. Nel bando di locazione del civico 81, del maggio 2025, il ripristino di quelle opere (un computo di circa 25 mila euro, demolizioni comprese) viene messo a carico del conduttore, a scomputo dei canoni, dentro un contratto di lunga durata con la clausola che ne autorizza l'uso turistico. Il pubblico lascia correre per anni e poi usa la regolarizzazione come merce di scambio in un affitto turistico?

E c'è la sequenza delle date, che parla da sola. L'azienda accerta le difformità il 29 aprile 2025, le denuncia alla Soprintendenza il 14 maggio, e otto giorni dopo (il 22 maggio) pubblica il bando di locazione, con dentro la clausola turistica e il computo del ripristino. Non ha prima risolto e poi affittato: ha affittato con l'irregolarità ancora aperta. Ne è poi seguita una sanzione della Soprintendenza a carico dell'azienda pubblica.

Vogliamo essere precisi, perché su questi temi la precisione è tutto. La determina del 2017 riguarda in modo esplicito il civico 81. Gli altri atti parlano di «via Guelfa» senza sempre indicare l'unità. Per collegare ogni singola pratica a ogni singolo appartamento servono le relazioni tecniche consegnate dai professionisti incaricati in quegli anni. Chiediamo che l'azienda le renda pubbliche: su quali unità sono intervenute, con quale esito, e perché nel 2019 si sia arrivati a demolire. Non è la ricerca di un colpevole individuale. È la richiesta di verità sugli atti e di responsabilità politica di chi quell'azienda governa e di chi, in Palazzo Vecchio, ha il dovere di controllarla.

Dopo le carte che erano già a Palazzo Vecchio dal dicembre 2024, ci sono dunque carte anche del 2017, e stanno nella trasparenza pubblica di Montedomini. Confidiamo che una parte delle risposte arrivi dal consiglio di amministrazione convocato per il 29 luglio.

Secondo noi questa vicenda è frutto di una logica più complessiva, mettendo insieme le informazioni fatte emergere ieri: si mette a rendita per reperire risorse che mancano. Da lì conseguono decisioni che non possono essere liquidate come errori tecnici. Si trovi un confronto pubblico per un cambio di passo che coinvolga tutti i soggetti che operano nel sociale, pubblici e privati: ne va della credibilità del dibattito pubblico". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

22/07/2026, 14:59

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri