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Palagi (SPC): "Licenziamento Vivoli: la Giunta elenca i contratti ma non spende una parola di solidarietà"

Dettagli

"Risposta deludente all'interrogazione urgente di Sinistra Progetto Comune. Domani, sabato 13 giugno, convegno nazionale di FLMUniti-CUB per il reintegro”
Data:

12 Giugno 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 36 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"L'Assessore al Lavoro ha risposto il 10 giugno all'interrogazione urgente che avevamo depositato sul licenziamento di Simone Vivoli, Segretario Nazionale di FLMUniti-CUB, licenziato da TIM con effetto immediato il 13 maggio per otto email in tre mesi (circa quindici minuti di lavoro) nell'esercizio di funzioni sindacali. La risposta conferma un dato che avevamo chiesto: i contratti attivi tra Comune di Firenze e TIM valgono 1.525.990,86 euro, IVA esclusa. Su tutto il resto non c’è stata nessuna volontà di assunzione di responsabilità politiche per trovare soluzioni.

Ma quella cifra descrive un rapporto tutt'altro che episodico. Le determine dirigenziali che impegnano quella spesa raccontano una dipendenza strutturale e pluriennale: dal rinnovo della connettività della rete dati comunale (determina 147 del gennaio 2025), che da solo vale oltre un milione di euro IVA esclusa e lega il Comune a TIM fino al settembre 2027, alla telefonia, alle licenze cloud Office365 acquistate anch'esse tramite TIM (determina 1025 del febbraio 2025), con impegni che si proiettano fino al 2028. Non un cliente qualsiasi, e non una fornitura che si esaurisce domani: un rapporto continuativo, che si rinnova un atto dopo l'altro, e che dà al Comune un peso considerevole (se solo volesse usarlo).

Avevamo posto quattro domande. A tre la Giunta, nei fatti, non risponde. Avevamo chiesto se il Comune intenda esprimere solidarietà al lavoratore licenziato e alle organizzazioni che ne chiedono il reintegro: nella risposta non c'è una sola parola di solidarietà a Simone Vivoli. Silenzio.

Avevamo chiesto se il Comune, in quanto cliente istituzionale rilevante, intenda avviare un'interlocuzione formale con TIM per chiedere il ritiro del licenziamento. La Giunta si trincera dietro il fatto che i contratti derivano da convenzioni Consip (RTRT4 per la connettività e CT9 per la telefonia) «senza possibilità di modifiche da parte dei soggetti aderenti». Ma noi non avevamo chiesto di stracciare una convenzione: avevamo chiesto di usare il peso politico di chi ha contratti pluriennali con TIM per oltre un milione e mezzo di euro per far sentire una voce. E qui il pretesto della "immodificabilità" cade: quei contratti non sono pietre tombali già chiuse. L'accordo sulla connettività scade nel settembre 2027, gli impegni sul cloud arrivano al 2028, e il Comune continua ad attivare e rinnovare servizi di continuo. A ogni rinnovo c'è una determina che la Giunta adotta: può anche non poter cambiare il listino Consip, ma decide se e quando aderire, e soprattutto cosa dichiarare nel farlo. Una cosa è non poter modificare un contratto; un'altra è non voler nemmeno alzare il telefono.

Sulle clausole sociali a tutela della libertà sindacale negli appalti la risposta rinvia al Protocollo Appalti (sottoscritto nel maggio 2024 con le confederazioni CGIL, CISL e UIL e approvato con delibera di Giunta 212 del 14 maggio 2024) e al confronto preventivo che ne deriva. Ma quel protocollo, che pure rappresenta un passo avanti, riguarda il salario, la tutela occupazionale, la sicurezza nei cantieri, lo stop al subappalto a cascata, i limiti al massimo ribasso e la regolarità dei pagamenti. Nei suoi nove punti la parola "sindacale" compare una sola volta, e solo per indicare le sigle firmatarie. Non contiene nulla che vincoli i fornitori al rispetto della libertà sindacale e alla prevenzione di condotte antisindacali: esattamente il punto che ponevamo. Lo stesso vale per l'altro atto in materia, la delibera di indirizzo sulla retribuzione minima (97 del marzo 2024): doverosa sui salari, muta sulla libertà di fare sindacato. Citarli come risposta significa, di nuovo, non rispondere. E la postura complessiva è quella di un Comune che si dichiara "presente quando convocato" e che "favorisce ogni utile interlocuzione": un'amministrazione che aspetta di essere chiamata, invece di prendere posizione.

Non è una sfumatura procedurale. Il licenziamento di Vivoli colpisce un dirigente sindacale di base nel pieno della ristrutturazione del gruppo guidata dal fondo statunitense KKR, con fino a 1.800 uscite da FiberCop e 1.000 da TIM previste entro novembre 2026, mentre in Toscana l'appaltatrice Telco è già in cassa integrazione a zero ore. È disciplinamento. Di fronte a tutto questo, una giunta di centrosinistra che governa Firenze non può limitarsi all'inventario delle proprie forniture. La libertà sindacale, principio costituzionale (art. 39 Cost.) e tutela esplicita dell'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, o si difende quando è a rischio, oppure resta una dichiarazione di facciata.

Domani, sabato 13 giugno, dalle 10 alle 13.30, nella sala Info Point del Comune di Firenze in piazza della Stazione 4/A, si tiene il convegno nazionale "Repressione al lavoro, licenziamenti discriminatori e antisindacali", promosso da FLMUniti-CUB – Confederazione Unitaria di Base, con gli avvocati Simone Bisacca, Pino Marziale e Andrea Danilo Conte, e con la partecipazione di Delio Fantasia, licenziato da Stellantis, e di Simone Vivoli. A Palazzo Vecchio non manca lo spazio per ospitare il convegno, manca finora la volontà di prendere posizione.

Seguirà un presidio alle 15:00, di solidarietà a chi riceve licenziamenti e ritorsioni per l’attività sindacale che svolge negli interessi delle classi lavoratrici". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

12/06/2026, 11:52

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