Palagi (SPC): "La Commissione 7 dice sì alla nostra risoluzione contro la pena di morte in Israele"
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13 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
"La Commissione 7 del Consiglio Comunale ha espresso parere favorevole alla risoluzione 2026/00537 da noi presentata il 1° aprile 2026, avente ad oggetto «Contro la reintroduzione della pena di morte, anche quella ipotizzata in Israele».
Il 30 marzo scorso la Knesset ha approvato con 62 voti favorevoli e 48 contrari una legge che introduce la condanna a morte — mediante impiccagione entro novanta giorni dalla sentenza — per chiunque causi la morte di una persona in un atto definito terroristico con l'intento di "negare l'esistenza dello Stato di Israele": la legge non richiede unanimità tra i giudici, non prevede un effettivo diritto di appello, e si applica esclusivamente alla popolazione palestinese giudicata dai tribunali militari israeliani. Ricordiamo che i coloni insediati illegalmente nei medesimi territori vengono giudicati da tribunali civili, ai quali la pena di morte non si applica. Non a caso, Amnesty International l'ha definita «una delle più estreme al mondo» e Human Rights Watch ha parlato di apartheid. La nostra risoluzione ne chiede la condanna e l'abrogazione immediata.
Il voto in commissione ha avuto un esito significativo: favorevoli Sinistra Progetto Comune, Partito Democratico e AVS-Ecolò (9 voti); contraria Lista Funaro (1 voto); non voto Italia Viva, Forza Italia e Lega (3). Nella stessa seduta la commissione ha votato anche una risoluzione della maggioranza, approvata con 12 voti favorevoli — PD, AVS-Ecolò, SPC, Italia Viva, Forza Italia, Lista Funaro — e un solo non voto (Lega). Il confronto tra i due voti è eloquente: la lista che porta il nome della Sindaca riesce a sostenere una risoluzione più ampia ma si è opposta alla nostra che chiede di condannare specificamente la pena di morte applicata ai soli palestinesi. Non è una sfumatura.
Su questo sfondo si inserisce una questione che non possiamo ignorare: chi in questa città difende i diritti del popolo palestinese viene pubblicamente accusato — da chi ha responsabilità politiche e relazioni istituzionali consolidate — di metodi fascisti, anche se milita da anni e anni in movimenti antirazzisti e antifascisti. Sappiamo come funziona questo schema: delegittimare il movimento, alzare la soglia del confronto, creare un clima in cui l'intimidazione venga percepita come normale: non va bene, continua a rendere quasi impossibile un dibattito reale tra territorio e istituzionale. Per questo ribadiamo il nostro sostegno a Firenze per la Palestina, un coordinamento di realtà del territorio che dal basso si mobilita contro l'impunità sistematica del Governo di Israele e critica legittimamente chi lo rappresenta con incarichi istituzionali.
Firenze è la città che nel 1786 ha abolito per prima al mondo la pena di morte, con il Granducato di Toscana (anche se poi fu reintrodotta). L'Italia non la prevede più neanche in ambito militare. Abbiamo una storia importante, che deve portarci a denunciare come barbarie quanto stiamo vedendo in Israele, con le foto di corde per l'impiccagione che appaiono su torte e giacche". (fdr)

