Palagi (SPC): "Immobili pubblici, tante promesse e nessun vincolo: l'accordo non garantisce un solo alloggio sociale"
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26 Giugno 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 6 maggio a Palazzo Vecchio Comune, Agenzia del Demanio e Università hanno firmato il «Piano Città degli immobili pubblici», un accordo triennale su diciassette immobili (quindici statali e due comunali). In conferenza stampa sono state annunciate destinazioni puntuali: la Corte dei Conti alla Caserma Redi, un Polo della Sicurezza con Questura e Vigili del Fuoco alla Perotti, i Carabinieri Forestali al Covercianino, l'ampliamento del Museo Marino Marini a San Pancrazio, la concessione di Villa Bardini estesa fino a cinquant'anni, residenze universitarie alle Cascine.
Il problema è che nessuna di queste destinazioni è scritta come vincolo nell'accordo che è stato effettivamente sottoscritto. L'allegato al testo si limita a fotografare l'uso attuale degli immobili. La destinazione vera viene rimessa a un Tavolo tecnico, le cui ipotesi sono espressamente "suscettibili di modifiche", che può perfino aggiungere altri immobili e proporre modifiche normative per "semplificare la gestione del patrimonio". I dieci principi di sostenibilità sbandierati (dal consumo di suolo zero alla partecipazione) sono indicati come semplici indicatori di monitoraggio, non come vincoli preventivi. E un articolo blinda l'accordo persino in caso di controversie.
Sul punto il gruppo aveva già presentato un'interrogazione il 7 maggio. La risposta della Giunta, arrivata a fine giugno, non ha sciolto nessuno dei nodi: nessun impegno a escludere usi turistici e di mercato, nessuna quota garantita a edilizia residenziale pubblica, nessun impegno a portare gli atti attuativi in Consiglio comunale. Sugli immobili comunali la Giunta ha indicato la porzione di Caserma Mameli e la Palazzina Grilli, che però erano già nel portafoglio di partenza.
Qui c'è una scelta politica precisa, dentro una cornice dettata dal Ministero dell'economia che chiede di "attrarre investimenti privati" e di misurare il patrimonio pubblico sul ritorno economico. In una città con un'emergenza abitativa drammatica, diciassette immobili pubblici vengono destinati in prevalenza a funzioni di sicurezza e a uffici statali, con la porta aperta al partenariato turistico, e non si vincola un solo alloggio a canone realmente sociale, una sola residenza universitaria a canoni del diritto allo studio, un solo presidio sociosanitario di prossimità. Il tutto senza che il Consiglio comunale e quelli di Quartiere siano chiamati a decidere.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta impegni espliciti: sottoporre al Consiglio gli atti attuativi che incidono su destinazioni, varianti, trasferimenti di proprietà e permute; escludere ricettività turistica privata, affitti brevi, retail di lusso e student housing a prezzo di mercato; vincolare una quota del patrimonio a uso pubblico e sociale; trasformare i dieci assi in vincoli reali; garantire la pubblicità dei lavori del Tavolo tecnico e il coinvolgimento della cittadinanza.
Il patrimonio pubblico è di tutte e tutti. Decidere come usarlo non può essere una conferenza stampa di promesse, deve essere una scelta trasparente e pubblica, con al centro il diritto all'abitare e i servizi, non l'attrattività e il mercato". (fdr)

