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Palagi (SPC): "Firenze Mobilità S.p.A.: occorre fare chiarezza con urgenza"

Dettagli

“Si tratta di una realtà societaria su cui il Comune non sembra riuscire a svolgere un ruolo reale”
Data:

30 Giugno 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 38 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Il 29 dicembre 2025 il Consiglio Comunale ha approvato il Piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni (ex art. 20 D.Lgs. 175/2016), deliberando il «mantenimento senza interventi» di Firenze Mobilità S.p.A., la società veicolo costituita nel 2001 per gestire l'operazione di project financing dei parcheggi comunali.

Sei mesi dopo, il 25 giugno 2026, è stata approvata la determina DD 04861/2026: un debito fuori bilancio di € 22.565,93 proprio verso Firenze Mobilità S.p.A., in esecuzione di una sentenza della Corte di Cassazione. Un segnale che qualcosa non funziona nei rapporti tra il Comune e questa società.

Firenze Mobilità S.p.A. è una società a scopo speciale costituita per realizzare parcheggi interrati e opere complementari nell'ambito del «Project financing Firenze Mobilità». Il Comune le ha affidato in concessione trentennale (contratto rep. 58.491 del 2001, poi sostituito dal rep. 59.545 del 2003) la progettazione, la realizzazione, la gestione e la manutenzione di questi parcheggi fino al 6 agosto 2033. La società non ha dipendenti e ha un Consiglio di Amministrazione di tre componenti, una criticità ai sensi del TUSP (art. 20 c. 2 lett. b). La quota di controllo è detenuta indirettamente dal Comune tramite la controllata Firenze Parcheggi S.p.A. (17,82%), mentre la restante parte è privata: non è una società in house, il Comune è concedente e non azionista diretto.

Il punto è che il bilancio d'esercizio 2024 di Firenze Mobilità S.p.A., depositato alla Camera di Commercio nell'ottobre 2025, quindi disponibile prima del voto consiliare, contiene informazioni rilevanti che non ci risulta siano state portate all'attenzione del Consiglio.

C'è anzitutto un inadempimento del Comune riconosciuto per iscritto dalla stessa società partecipata. Il bilancio 2024 afferma esplicitamente che «il Comune di Firenze non ha ancora affidato alla Società Firenze Mobilità S.p.A., in violazione degli impegni contrattuali assunti attraverso i verbali di ricognizione, la quasi totalità degli spazi pubblicitari». È il Comune, non un soggetto terzo, a non rispettare un'obbligazione contrattuale?

A questo si aggiunge una rinegoziazione naufragata senza alcun atto formale. Il medesimo bilancio descriveva una proposta (discussa tra Firenze Mobilità S.p.A., Comune e pool bancario) di allungare la concessione di tre anni, fino al 2036, con riduzione dei canoni e abbandono dei contenziosi. Ma il bilancio 2024 registra che «non vi sono stati passi avanti col Comune, né ulteriori comunicazioni, sin dall'inizio dell'anno 2024, pertanto sembra che l'ipotesi sia definitivamente abbandonata».

C'è poi un'opera prevista e mai realizzata. Il contratto di concessione del 2001-2003 includeva la realizzazione di un parcheggio e di una stazione di ricarica per bus elettrici in Viale Aleardi. I documenti societari attestano proroghe bancarie tra il 2007 e il 2009 per consentirne il completamento, ma l'opera non figura tra quelle operative nel bilancio 2024; oggi a Viale Aleardi non ci risulta esista alcun parcheggio interrato, ma soltanto sosta di superficie.

C'è infine un'ambiguità sulla scadenza stessa della concessione. La nota di Firenze Parcheggi S.p.A. (prot. 409016/2025) che ha motivato il «mantenimento senza interventi» indicava la scadenza dei contratti di gestione nel 2030. Il bilancio 2024 di Firenze Mobilità S.p.A. indica invece che la concessione comunale scade nel 2033 e che la durata della società è fissata al 6 agosto 2033. Due date diverse per due strumenti diversi, ma la distinzione non emerge dalla deliberazione consiliare.

Il quadro che ne risulta è quello di un'operazione nata oltre vent'anni fa, rimasta parzialmente inattuata, con contenziosi aperti tra le parti, in cui il Comune è oggi inadempiente su una propria obbligazione contrattuale e in cui una proposta di rinegoziazione è naufragata senza alcun atto formale. Il Consiglio ha votato il «mantenimento» senza che questo insieme di informazioni fosse reso esplicito. Pochi mesi dopo, la Cassazione ha dato ragione a Firenze Mobilità S.p.A. e il Comune ha dovuto riconoscere il debito.

La gestione di una concessione trentennale su infrastrutture pubbliche non può avvenire nell'opacità. Il Consiglio Comunale ha il diritto, e il dovere, di conoscere lo stato reale dei rapporti tra il Comune e le società a cui ha affidato la realizzazione e la gestione di beni e servizi pubblici. Per questo stiamo depositando un'interrogazione e chiederemo un'audizione in Commissione Controllo". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

30/06/2026, 13:18

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