Palagi (SPC): "Firenze Mobilità e viale Aleardi: alcune novità e la necessità di approfondire"
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23 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"A giugno avevamo chiesto che fine avesse fatto il parcheggio di viale Aleardi, previsto nella concessione di project financing affidata a Firenze Mobilità S.p.A. e mai comparso tra le opere in funzione. Ora, grazie a un nostro accesso agli atti, la risposta c'è (ed è più seria di quanto pensassimo). Ringraziamo Firenze Mobilità per aver trasmesso i documenti, che a nostro avviso hanno un rilievo pubblico importante sotto più aspetti.
Il manufatto di viale Aleardi 49 era nato per una funzione pubblica di mobilità sostenibile: deposito e stazione di ricarica per i bus elettrici dell'ATAF. Dopo l'addio dell'ATAF, da anni è stato trasformato in un parcheggio commerciale privato. Eppure l'immobile è di proprietà del Comune di Firenze, è gravato da un vincolo di utilità pubblica ed è in concessione a Firenze Mobilità fino al 2033. Un bene pubblico, costruito con risorse pubbliche per ricaricare autobus a zero emissioni, oggi ospita lo stoccaggio e il noleggio di auto private: l'ultima segnalazione allo Sportello Unico, nel 2025, lo qualifica come «autorimessa commerciale in area all'aperto» di 700 metri quadri. Il rovesciamento della funzione è totale.
I canoni di quell'affitto non risultano incassati dal Comune, che pure dell'immobile è proprietario, ma da Firenze Mobilità S.p.A. (società veicolo a controllo indiretto e a maggioranza privata) e servono a ripagarne il debito bancario.
Su come ci si sia arrivati, i documenti aprono più domande che risposte. Nel 2018, prima di affittare, è la stessa Firenze Mobilità a chiedere agli uffici comunali di togliere il vincolo di utilità pubblica e di cambiare in «direzionale» la destinazione dell'immobile. Ma non troviamo alcun atto del Comune che abbia autorizzato quella rimozione o quel cambio d'uso; e comunque l'uso reale, quello di un'autorimessa commerciale, non ci risulta possa essere considerato nemmeno «direzionale». Su questo chiederemo a Palazzo Vecchio se ci sfuggono dei passaggi.
C'è poi la gestione. Nel tempo si sono succeduti più conduttori privati, con elementi di continuità tra loro, e il contratto di locazione in essere risulta registrato solo alla fine del 2025, a oltre quattro anni dalla firma. Sono aspetti su cui chiediamo al Comune quale vigilanza abbia esercitato, come proprietario e concedente.
C'è infine il modo in cui questa storia è cominciata, ed è la parte che ci interessa di più. Per anni l'immobile, lasciato sfitto, è stato occupato da persone senza dimora. La risposta non è stata un riuso sociale, ma la sorveglianza armata attiva 24 ore su 24 (oltre 10.000 euro al mese) e infine la trasformazione in parcheggio a pagamento. A un bene pubblico vuoto, e a un bisogno abitativo, si è risposto con la vigilanza privata e la messa a reddito. È lo stesso schema che denunciamo altrove: quando il patrimonio pubblico potrebbe servire alla città per funzioni pubbliche, si scelgono invece il disciplinamento e il mercato.
Per questo abbiamo depositato una nuova richiesta di accesso agli atti al Comune, per sapere: con quale atto siano stati rimossi il vincolo di utilità pubblica e cambiata la destinazione dell'immobile; se l'uso ad autorimessa sia conforme al titolo urbanistico; se il Comune, come proprietario e concedente, abbia autorizzato (o anche solo saputo) le locazioni e le cessioni; quali esiti abbiano avuto i controlli sulle attività avviate; e dove finiscano quei canoni.
Nulla di tutto questo è mai passato dal Consiglio comunale. La gestione di una concessione trentennale su beni pubblici non può avvenire senza dibattito politico". (fdr)

