Palagi (SPC): "Firenze condanni la pena di morte di Israele"
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1 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 30 marzo 2026 la Knesset, il Parlamento dello Stato di Israele, ha approvato con 62 voti favorevoli e 48 contrari una legge che introduce la pena di morte — da eseguirsi mediante impiccagione entro novanta giorni dalla sentenza — per atti definiti di terrorismo. Abbiamo presentato una risoluzione per condannare formalmente questa decisione e chiederne la revoca immediata.
La reintroduzione della pena di morte da parte di Israele non è soltanto una notizia di cronaca internazionale: è una regressione di civiltà che chiama in causa le responsabilità di tutti gli Stati e delle istituzioni democratiche. L'Italia ha abolito la pena di morte con la Costituzione del 1948 e definitivamente con la Legge 589 del 1994, riconoscendo che questa pratica è incompatibile con il rispetto della dignità umana. Non possiamo tacere di fronte al suo ripristino in un Paese con cui intratteniamo relazioni istituzionali.
Il 30 novembre 1786, il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana promulgò la riforma criminale che rese il Granducato di Toscana il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte (anche se poi fu reintrodotta). Quella decisione — ispirata agli ideali illuministi e alle tesi di Cesare Beccaria — è parte dell'identità più profonda di questa Città e di questa terra. Rivendicare oggi quella eredità di fronte alla scelta della Knesset non è retorica: è coerenza storica e politica.
La legge approvata dalla Knesset si configura, per il suo campo di applicazione, come strutturalmente discriminatoria: i tribunali militari israeliani giudicano esclusivamente la popolazione palestinese della Cisgiordania occupata, mentre la popolazione colonica insediata nei medesimi territori è sottoposta ai tribunali civili, che non applicano la pena capitale. Come ha denunciato Human Rights Watch, si tratta di «un sistema di giustizia a due livelli», che rappresenta «uno dei tratti caratteristici dell'apartheid». Amnesty International ha definito questa legge «una delle più estreme al mondo».
Questa condanna si inserisce nella continuità dell'impegno del Consiglio Comunale di Firenze sulla questione palestinese: nella consiliatura corrente sono stati approvati il riconoscimento dello Stato di Palestina (settembre 2024), la risoluzione sulla Corte Internazionale di Giustizia e il caso Sudafrica (settembre 2025), l'ordine del giorno per interrompere le relazioni istituzionali con il Governo israeliano (settembre 2025), la mozione di adesione alla Rete degli enti locali per i diritti del popolo palestinese (giugno 2025).
L'approvazione di questa legge non è un fatto isolato. Arriva in un contesto in cui la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant, in cui la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto la plausibilità dell'accusa di genocidio, in cui Amnesty International ha concluso che il genocidio è in corso. Introdurre la pena di morte in questo scenario è un segnale gravissimo: non solo nei confronti della popolazione palestinese, ma verso l'intera architettura internazionale dei diritti umani che i popoli del mondo hanno costruito dopo le tragedie del Novecento.
La risoluzione impegna la Sindaca e la Giunta a esprimere la condanna nelle sedi opportune e a sollecitare il Governo italiano a prendere una posizione chiara, coerente con il percorso abolizionista dell'Italia e con gli impegni internazionali assunti in materia di diritti umani. Il testo viene inviato, tra gli altri, all'Ambasciata di Israele in Italia, all'OHCHR, ad Amnesty International Italia". (fdr)

