Palagi (SPC): "Emergenza caldo e musei civici: troviamo e vincoliamo 5 milioni per sistemare gli spazi"
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21 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Oggi in Commissione 9 sono state ascoltate le voci che da mesi chiedono una cosa sola: che i musei civici siano luoghi dove si lavora e si visita in condizioni dignitose. I dirigenti dei Musei Comunali, dei Servizi Tecnici e delle Belle Arti, la RSU del Comune, le delegate e i delegati di Fondazione MUS.E e della cooperativa REAR: la stessa composizione che il sistema degli appalti di norma tiene separata e che a luglio ha unito ottanta firme in una richiesta alla Sindaca come Autorità Sanitaria Locale. Perché di questo si tratta, prima di ogni altra cosa: salute e sicurezza sul lavoro, in luoghi di cui il Comune è datore di lavoro diretto o committente.
I tempi di questa vicenda sono essi stessi il problema. Le prime istanze sindacali sono di settembre 2025: chiedevano di intervenire prima dell'estate successiva. Il 12 gennaio 2026 il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, proposto dal nostro gruppo con Casa Riformista - Italia Viva, per condizioni dignitose nelle Sale Monumentali di Palazzo Vecchio. L'estate successiva è arrivata, e la risposta sono stati apparecchi che disperdono il calore nelle stesse sale che dovrebbero raffrescare, «rinfrescatori» annunciati a mezzo stampa, sale di Santa Maria Novella e Forte Belvedere dove non risultavano nemmeno i ventilatori, personale senza acqua fresca. Quest'estate si sono già verificati malori, dopo un'estate 2025 in cui in un solo giorno erano state chiamate cinque ambulanze. Tra la prima segnalazione e l'audizione di oggi è passato quasi un anno: nel frattempo un impegno votato all'unanimità dall'aula è rimasto lettera morta, e chi lavora ha attraversato due estati di emergenza.
Su questo terreno le norme non lasciano margini di interpretazione. Il Decreto Legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro (e, negli appalti, alla stazione appaltante) di valutare il rischio da stress termico e di adottare le misure tecniche e organizzative conseguenti: vale per i dipendenti comunali come per chi lavora tramite MUS.E e REAR. L'ordinanza regionale sul caldo ferma il lavoro nelle ore più calde solo all'aperto, ma la Deliberazione della Giunta Regionale 806 del 2025 raccomanda misure preventive per tutte le attività in ambienti non climatizzati. Chiediamo che si dica con chiarezza se i Documenti di Valutazione dei Rischi siano stati aggiornati al rischio termico e con quali conseguenze concrete, e se esista un piano caldo per i musei civici. Se in un'azienda privata si lavorasse a quaranta gradi tra due estati di malori, le autorità competenti sarebbero già intervenute: qui l'autorità competente ha nome e ruolo, ed è la stessa Sindaca. Il vincolo strutturale di Palazzo Vecchio è reale, e proprio per questo serve un progetto con la Soprintendenza, con risorse certe e un cronoprogramma vincolante, non rimedi a costo zero.
Le risorse, appunto. Di fronte ai costi crescenti del patrimonio, la Sindaca e la Giunta hanno mosso due leve, entrambe sul lato sbagliato. Dal 1° febbraio 2026 i biglietti dei musei civici sono aumentati fino al 60 per cento: Palazzo Vecchio da 12,50 a 18 euro, la Torre d'Arnolfo a 20, la Cappella Brancacci da 10 a 15, e il ridotto del Museo Novecento (quello di studentesse e studenti) è raddoppiato, da 4,50 a 9 euro. Un anno prima, il 1° febbraio 2025, era stata alzata l'imposta di soggiorno, fino a 8 euro a notte, con una motivazione testuale: sostenere «la manutenzione del patrimonio artistico e culturale della città». Quell'imposta nel 2025 ha reso 82,1 milioni di euro. Delle due l'una: se quei milioni sostengono davvero il patrimonio, i rincari non servivano; se i rincari servivano, quella destinazione era comunicazione. E a giugno la confusione è diventata scelta politica: il centrosinistra ha approvato una delibera di Fratelli d'Italia che indirizza il gettito verso i costi dei rifiuti e la sicurezza urbana, fino agli straordinari della polizia locale. Non un euro vincolato al patrimonio che si dichiarava di voler manutenere, né alla sicurezza di chi ci lavora dentro.
Nel frattempo chi dovrebbe versarla, l'imposta, non sempre la versa: tra gli studentati privati che vendono decine di migliaia di pernottamenti da «ostello», solo quattro insegne su una decina risultano averla pagata, con verifiche comunali ferme allo 0,19 per cento del riscosso a livello cittadino. E il bilancio comunale, nell'ultima variazione di luglio, ha trovato 428.600 euro l'anno strutturali in più per gli organi istituzionali e quasi due milioni di avanzo per sussidiare l'acquisto di auto private.
La nostra proposta è semplice e a normativa vigente: vincolare 5 milioni l'anno del gettito dell'imposta di soggiorno (il 6 per cento) a un fondo per la manutenzione straordinaria dei musei civici e degli spazi comunali, rendicontato ogni anno al Consiglio intervento per intervento, come l'articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011 già consente e anzi prescrive. Le prime voci di quel fondo si scrivono da sole, perché sono quelle su cui il Comune è già inadempiente: il progetto per il clima delle sale con la Soprintendenza e gli adeguamenti che la valutazione dei rischi impone. E dentro quel fondo mettere prima di tutto le persone.
Su questo la Sindaca e la Giunta trovino il coraggio di scegliere, prima che finisca anche questa estate, noi lo proporremo in Consiglio comunale perché ogni gruppo scelga da che parte stare.
Ringraziamo la Presidente della Commissione e tutte le persone intervenute nella seduta di oggi". (fdr)

