Salta al contenuto principale Skip to footer content

Palagi (SPC): "Cubo nero, bene che ci sia anche l'indagine UNESCO di Parigi"

Dettagli

"I verbali del Comitato di Pilotaggio, che abbiamo acquisito via accesso agli atti, dicono una cosa sola: di quel progetto la tutela UNESCO non si è mai occupata. L'istruttoria è su fatto compiuto"
Data:

22 Luglio 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 19 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

"Dopo la Procura di Firenze, sul cosiddetto «cubo nero» dell'ex Teatro Comunale di Corso Italia si muove anche il Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO di Parigi, che ha avviato una propria istruttoria per valutare se la trasformazione abbia prodotto un impatto irreversibile sugli attributi che nel 1982 hanno motivato l'iscrizione del Centro Storico di Firenze nella lista del Patrimonio Mondiale. Il Centro non esclude di richiedere misure correttive e annuncia collaborazione con le autorità italiane. È una notizia rilevante, ma va letta per quello che è: un organismo internazionale che apre una verifica quando l'edificio è già costruito e i lavori sono già stati fatti. Si interviene sul danno, non a monte della decisione che lo ha reso possibile.

Su questa vicenda il nostro gruppo lavora da mesi. Abbiamo acquisito, tramite accesso agli atti, i verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO dal 2008 al 2025 (diciassette anni di sedute). Il dato che ne emerge è documentale, non un'opinione: del progetto di trasformazione dell'ex Teatro Comunale (edificio in Core Zone, in posizione di forte visibilità sulla riva dell'Arno a ridosso delle Cascine) il Comitato di Pilotaggio non si è mai occupato. Una sola citazione, nel rapporto della Missione Consultiva ICOMOS-UNESCO del maggio 2017, che ne registra la vendita; dopo, il silenzio. Nessun Heritage Impact Assessment (la valutazione preventiva di impatto sul patrimonio) è mai stato richiesto o redatto; l'intervento non compare fra i progetti monitorati nei Piani di Gestione del 2016 e del 2021. È lo stesso Comune, nel dossier di diciotto pagine inviato al Ministero della Cultura e all'UNESCO nel marzo 2026, ad ammettere che la valutazione preventiva non è stata effettuata.

Non è un caso isolato: è un metodo. Già il 6 maggio 2015 il Centro del Patrimonio Mondiale contestava a Firenze, fra le criticità messe a verbale dallo stesso Comitato di Pilotaggio, la «vendita di complessi monumentali pubblici o semi-pubblici a soggetti privati e il loro cambio d'uso». Da allora la sequenza si è ripetuta puntualmente: l'ex Teatro Comunale trasformato in appartamenti di lusso per locazione turistica, l'ex Ospedale Militare San Gallo diventato resort e residenze di pregio, l'ex Sant'Orsola, e ora le ex Officine Grandi Riparazioni alla Leopolda, cedute a un fondo lussemburghese. Non a caso, tra le persone iscritte nel registro degli indagati dell'inchiesta penale figura anche chi dirigeva l'ente che nel 2011 mise in vendita il teatro: il problema comincia dall'alienazione, non dalla tinta della facciata.

Sul versante penale vale, per noi, la presunzione di non colpevolezza: le indagini sono in corso e sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità individuali. Il nostro giudizio è politico e riguarda il modello, non le persone. Quel modello è quello di una città che ha consegnato pezzi importanti del proprio patrimonio monumentale pubblico alla rendita immobiliare e turistica, e che oggi prova a coprire l'esito con procedure applicate a posteriori. La governance della tutela, nei fatti, si attiva sempre dopo, e sotto pressione esterna: il Comitato di Pilotaggio viene evocato come strumento di mitigazione a cose fatte, come per l'ex Teatro Comunale e come annunciato (in radio, non con un atto formale) per le ex OGR. Lo aveva messo a verbale, già nel 2021, la stessa Soprintendenza, denunciando lo «scollamento» tra l'Ufficio UNESCO e le direzioni comunali.

Chiediamo che la maggioranza esca dalla logica della toppa cosmetica. In particolare che l'Heritage Impact Assessment diventi preventivo e obbligatorio per ogni intervento nella Core Zone e nella Buffer Zone del sito, e non solo sulla carta a partire dal giugno 2025; che sia reso pubblico integralmente il dossier di diciotto pagine trasmesso al Ministero e all'UNESCO; che il Comitato di Pilotaggio sia convocato con un atto formale e un cronoprogramma definito, sull'ex Teatro Comunale come sulle ex OGR; che si valuti la riacquisizione pubblica delle aree ancora non compromesse, a partire dalla Leopolda, come chiedono residenti, comitati e associazioni. La domanda che nessuno pone alla Giunta è quella di fondo: a chi appartiene il patrimonio di questa città, e a quale uso lo si destina. Una città che vende il proprio Teatro Comunale per farne alloggi di lusso e poi cerca una mano di vernice per «mitigare» non ha un problema di decoro: ha un problema di giustizia.

Depositeremo in queste ore un'interrogazione consiliare e una richiesta integrativa di accesso agli atti, per chiarire perché quell'intervento non sia mai stato portato davanti al Comitato di Pilotaggio, quale sia la nota dell'UNESCO che ha attivato la procedura, e con quali tempi e modalità la Giunta intenda finalmente sottoporre a valutazione di impatto tutte le grandi trasformazioni in area di tutela". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

22/07/2026, 17:32

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri