Palagi (SPC): "Casa, BEI e Piano Casa Meloni: il pubblico deve tornare a fare il pubblico"
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4 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Centodieci firmatari - urbanisti, storici dell'arte, politologi, figure storiche della stessa amministrazione di centrosinistra - hanno sottoscritto oggi un appello per rivedere l'incarico alla BEI sul piano di social housing a Firenze. Il fatto che voci così trasversali convergano nella stessa direzione conferma quello che da gennaio diciamo dentro le istituzioni: l'accordo BEI-URBIS firmato dalla Sindaca Funaro il 26 marzo 2026 non rappresenta un primato come il Comune racconta. È un'operazione che sposta il baricentro delle politiche per la casa dall'edilizia residenziale pubblica all'edilizia sociale intermediata, affidata alla logica della finanza europea e degli operatori privati, o comunque a soggetti che operano con logiche di mercato diverse da quelle con cui nascono le cosiddette case popolari.
I dati che abbiamo messo a verbale parlano da soli. La BEI è il principale creditore del Comune di Firenze: 281,6 milioni di euro, pari al 56,48% del debito complessivo dell'ente. Casa Spa ha dichiarato in Commissione che circa novanta alloggi ERP sono stati censiti come "non convenienti da recuperare" e ipotizzati per il passaggio a ERS — tra cui alloggi di via de' Pepi che il Consiglio di Stato ha già stabilito essere patrimonio pubblico inalienabile. Nel frattempo 2.151 nuclei aspettano in graduatoria e tra 500 e 800 alloggi ERP restano vuoti in attesa di ristrutturazione.
Non mancano i modelli alternativi. Il 4 agosto 2025 la BEI ha firmato con Barcellona un prestito da 113 milioni per 641 unità di edilizia pubblica in affitto sociale, costruite e gestite direttamente dal Comune, in proprietà pubblica permanente, senza SGR private e senza vincoli temporanei. Lo stesso strumento può finanziare ERP invece di ERS — quando la volontà politica c'è.
Il punto politico è che la giunta di centrosinistra fiorentina sta facendo a livello locale, con strumenti diversi, qualcosa di simile a quello che il governo Meloni sta proponendo a livello nazionale con il Piano Casa approvato il 30 aprile: spostare la spesa pubblica dall'ERP all'ERS, scegliere la "fascia grigia" come target, coinvolgere fondi e SGR, sottrarre patrimonio pubblico alla sua funzione storica. Persino dentro la maggioranza qualcosa si muove: il dossier di AVS-Ecolò di cui dà notizia oggi la Repubblica chiede di comprare alloggi all'asta, usare le monetizzazioni per l'ERP, rendere permanenti i vincoli oggi ventennali. Su tutto questo abbiamo già presentato mozioni: adesso il Consiglio comunale le voti! Sono proposte che convergono con i nostri atti consiliari. La Sindaca non può ignorarlo.
Chiediamo che il Consiglio comunale si esprima con un atto formale prima della consegna dello studio BEI prevista per novembre 2026, fissando paletti non negoziabili: nessun bene pubblico fuori dalla proprietà del Comune, canoni realmente accessibili anche per l’ERS e allargamento di tutela per permettere di non spendere oltre il 30% del reddito anche per le fasce grigie, priorità assoluta all'ERP, nessuna intermediazione privata. La discussione su come si abita Firenze non può svolgersi a porte chiuse tra una banca e una giunta, mentre duemila famiglie aspettano una casa popolare e cinquecento alloggi marciscono vuoti". (fdr)

