Palagi (SPC): "Acqua pubblica, Plures e conguagli tariffari: risposta insoddisfacente in Consiglio comunale"
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30 Marzo 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale di Firenze, in risposta alla domanda di attualità che abbiamo presentato su acqua pubblica, statuto di Plures e TARI, l’Assessore competente ha fornito un’illustrazione del quadro giuridico e amministrativo in corso. La risposta, pur riconoscendo l’intreccio tra il piano del contenzioso giudiziario e quello del percorso amministrativo, ha lasciato aperti — e in alcuni casi non affrontato — i nodi politici fondamentali sollevati.
L’Assessore ha confermato che il TAR ha disposto una sospensiva tecnica in attesa della discussione nel merito, fissata al 15 maggio 2026, a fronte del ricorso annunciato da ACEA. Ha inoltre dichiarato che le modifiche agli statuti di Plures e di Publiacqua — necessarie a introdurre il controllo analogo e consentire l’affidamento in house del servizio idrico — “sono cosa enunciata” in ambito AIT, e che si procederà a tali atti qualora l’esito della procedura confermi l’affidamento in house (come è altamente probabile). Sui conguagli tariffari 2025 ha rinviato alla risposta già fornita dall’Assessora Galgani, definendo la situazione come un “confronto” e non un vero e proprio contenzioso.
Questa risposta non soddisfa. Lo diciamo con chiarezza, nel merito.
1. Le modifiche statutarie devono passare dal Consiglio comunale
L’Assessore ha confermato che le modifiche agli statuti di Plures e Publiacqua dovranno essere effettuate. Non ha tuttavia risposto alla domanda politica e giuridica essenziale: tali modifiche passeranno dall’approvazione del Consiglio comunale? Gli artt. 5 e 7 del D.Lgs. 175/2016 impongono una delibera consiliare con motivazione analitica per qualsiasi modifica sostanziale alla partecipazione societaria di un ente locale, anche indiretta. Il Consiglio comunale non può essere ignorato. Rivendichiamo il ruolo che spetta all’assemblea elettiva e chiediamo una risposta esplicita su questo punto.
2. Dissentiamo dalla scelta di non far acquisire direttamente a Publiacqua le quote ACEA
Riteniamo un errore strategico non aver strutturato l’operazione in modo da far acquisire direttamente a Publiacqua le quote di ACEA. La scelta compiuta ha invece concentrato un potere significativo nel consiglio di amministrazione di Plures-ALIA, che ha già dimostrato di saper agire al di fuori del perimetro di controllo del Consiglio comunale: ne è prova la costituzione della nuova società che si occuperà di servizi ambientali, avvenuta senza che l’assemblea consiliare fosse coinvolta nelle scelte fondamentali. Non possiamo accettare che il modello di governance scelto marginalizzi sistematicamente la rappresentanza democratica.
3. I conguagli tariffari sono una questione seria, non un semplice confronto
Definire la situazione sui conguagli tariffari come un “confronto” rischia di sottovalutare la gravità di ciò che emerge dalla documentazione disponibile. I documenti dell’ATO Toscana Centro del 29 dicembre 2025 evidenziano significative criticità sul riconoscimento dei costi da coprire tramite tariffazione. Questo riguarda direttamente quanto la cittadinanza pagherà con la TARI nei prossimi anni. Non è una questione tecnica di secondo piano: è un problema che riguarda direttamente chi vive e lavora a Firenze.
4. I tempi non sono chiari: il Consiglio comunale deve essere protagonista
La concessione del servizio idrico integrato nell’ATO 3 Medio Valdarno è in proroga tecnica fino al 31 dicembre 2026. La sospensiva della Corte d’Appello — che si affianca alla sospensiva del TAR — non incide sulla decisione di procedere con l’affidamento in house attraverso Plures, ma rende ancora più urgente sapere: con quali atti formali, in quali tempi, e con quale coinvolgimento del Consiglio comunale si procederà? Le risposte ottenute oggi in aula non dissipano questa opacità. Serve un calendario preciso e pubblico. Il Consiglio comunale non può essere convocato a ratificare decisioni già assunte altrove. Quando si pronuncerà nuovamente l'AIT?
5. Ribadiamo la contrarietà al modello multiutility
L’intera vicenda conferma le preoccupazioni che il gruppo Sinistra Progetto Comune ha espresso ripetutamente in questi anni. Il modello della multiutility accentra poteri in strutture manageriali lontane dalla supervisione democratica, rende opache le scelte strategiche sui servizi pubblici essenziali, e subordina la gestione dell’acqua — bene comune per eccellenza — a logiche organizzative incompatibili con i principi dell’acqua pubblica. La nostra contrarietà a questo modello non è una posizione ideologica: è il riconoscimento di ciò che i fatti, oggi in Consiglio comunale, tornano a dimostrare.
Continueremo a pretendere che il tema sia centrale. La Città ha diritto a sapere come verrà gestita la propria acqua, con quali garanzie democratiche e con quale trasparenza". (fdr)

