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Palagi, Lupo, Palandri, Fantoni, Marmo, Maerten (Sinistra Progetto Comune): “Rifugi climatici con l’aria condizionata rotta: la rete non regge proprio quando serve”

Dettagli

“Diverse segnalazioni di disagi che si scaricano su utenza e personale”
Data:

24 Luglio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 55 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1
quartiere 2
quartiere 3
quartiere 4
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Francesca Lupo (SPC Quartiere 1), Lorenzo Palandri (SPC Quartiere 2), Lorenzo Fantoni (SPC Quartiere 3), Giulia Marmo (SPC Quartiere 4), Thomas Maerten (SPC Quartiere 5)

“Nei giorni dell’allerta per il caldo il Comune indica alla cittadinanza la sua rete di «rifugi climatici»: decine di luoghi dove ripararsi, tra cui alcune biblioteche comunali e le sedi dei Consigli di Quartiere. Dai territori, però, arriva un'altra fotografia. Tante segnalazioni, del personale e della cittadinanza, ci dicono che alla prova dei fatti la rete non tiene: impianti di climatizzazione che si guastano, o che in alcuni spazi non sono mai stati previsti, e strutture che restano chiuse o a orario ridotto proprio nelle settimane più calde. Un rifugio dal caldo senza il fresco è un rifugio soltanto sulla carta.
Il problema è a monte. La rete dei «rifugi climatici» non nasce da interventi realizzati per lo scopo, ma dall’aver attribuito quell’etichetta a luoghi che esistevano già (in larga parte giardini pubblici), senza requisiti minimi verificati e senza un piano di manutenzione degli impianti che dovrebbero garantire il fresco. Dove il refrigerio dipende da un condizionatore, se quell'impianto si rompe (o non è mai stato installato, magari in edifici da poco ristrutturati) il «rifugio» smette semplicemente di esistere. Non è un problema di buona volontà di chi ci lavora: è che manca la politica, cioè la scelta di attrezzare davvero quei luoghi e di tenerli in efficienza.
A questo si aggiunge il calendario. Gli stessi spazi presentati come risposta pubblica alle ondate di calore riducono gli orari o chiudono per giorni nel cuore dell’estate. Sono scelte comprensibili sul piano organizzativo, ma diventano un cortocircuito quando quei luoghi vengono indicati come il riparo per chi soffre il caldo: una rete che si assottiglia proprio quando il caldo colpisce di più non è una rete.
E la conseguenza ricade su chi ci lavora. Le persone, anche quelle anziane e in condizione di fragilità, vengono invitate a cercare riparo in quei luoghi: quando li trovano chiusi, o caldi come fuori, la tensione si scarica allo sportello, sulle lavoratrici e sui lavoratori (dipendenti comunali e personale in appalto) che non hanno creato il disservizio e non hanno gli strumenti per rimediarvi. È lo stesso schema che abbiamo già denunciato per i musei civici, dove la crisi climatica è stata affrontata a costo zero e scaricata su chi presidia le sale: si chiede al personale di reggere l’emergenza al posto dell’Amministrazione.
Chiediamo alla Giunta interventi concreti e verificabili: un’informazione aggiornata in tempo reale su quali rifugi sono davvero aperti e con gli impianti funzionanti, per non mandare le persone a vuoto; un piano di manutenzione e adeguamento degli impianti di climatizzazione prima e durante la stagione calda, con l'installazione dove mancano, a partire dai luoghi indicati come rifugi; la garanzia che i rifugi restino aperti nelle fasi di allerta, rivedendo se necessario il calendario delle chiusure; una definizione dei requisiti minimi uniformi da condividere con Consigli di Quartiere e Consiglio comunale; la revisione dell'elenco, inserendovi solo i luoghi realmente attrezzati, come abbiamo chiesto con la nostra mozione; la piena tutela di tutto il personale coinvolto, dipendente e in appalto.
La giustizia climatica si misura anche così: dai luoghi in cui diciamo alle persone più esposte di ripararsi, e dalle condizioni di chi in quei luoghi lavora ogni giorno. Non bastano un'etichetta e una mappa: servono impianti che funzionano, porte aperte quando fa caldo e rispetto per chi tiene in piedi il servizio”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

24/07/2026, 14:33

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