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Nuove forme di sanzioni e diritto di manifestare: testimonianze

Dettagli

Palagi (SPC): "Conferenza stampa ospitata in Palazzo Vecchio per mettere al centro quanto sta avvenendo in tutto il Paese, limitando fortemente la libertà di esprimere le proprie idee"
Data:

20 Aprile 2026

Tempo di lettura:

6 minuti, 24 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

“Come Sinistra Progetto Comune abbiamo ospitato una conferenza stampa sul tema delle sanzioni amministrative comminate in applicazione dell'articolo 18 del TULPS — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza — nella versione modificata dal Decreto Sicurezza. Ringraziamo per questo, come sempre, il lavoro dell'Ufficio Stampa di Palazzo Vecchio.
Lo abbiamo fatto perché la questione è istituzionale prima ancora che politica, e merita uno spazio di confronto pubblico, riconoscendo le responsabilità di quello che è il potere legislatore nella nostra Repubblica.

Sono già diversi i casi fiorentini che riguardano la stessa norma. Il 30 marzo, due militanti del P.CARC hanno ricevuto sanzioni fino a diecimila euro per un presidio in piazza Oberdan davanti alla sede di Fratelli d'Italia. Pochi giorni prima, il 28 marzo, residenti del quartiere Rifredi erano stati in piazza Tanucci per contestare l'apertura della sede di Futuro Nazionale: alcune di loro hanno ricevuto da alcuni giorni le stesse sanzioni, con il massimo di diecimila euro. Lo abbiamo già denunciato pubblicamente. In entrambi i casi si tratta di persone che hanno esercitato una forma di dissenso pacifico nel proprio territorio.

A questi si aggiunge il caso di Ultima Generazione, nel cui processo il Tribunale di Firenze ha sollevato — un anno fa — la questione di legittimità costituzionale proprio dell'articolo 18 del TULPS. Una questione che non risulta ancora risolta. Nel frattempo, il Consiglio Superiore della Magistratura ha espresso una valutazione critica sul Decreto Sicurezza che questa norma ha inasprito. Giudici che sollevano questioni costituzionali, magistratura che boccia il decreto, e applicazione della norma con ampia discrezionalità: siamo in una fase di evidente contraddizione istituzionale, che richiede attenzione politica e non solo giudiziaria.

Ospitiamo questa conferenza stampa perché riteniamo che i conflitti sociali vadano riconosciuti, non repressi o disciplinati amministrativamente. Che il diritto a manifestare è garantito dall'Articolo 17 della Costituzione. Che in questi anni i vari Governi nazionali hanno preferito provare a rimuovere i problemi con disciplinamento e repressione, mentre venivano smantellate le conquiste sociali dei decenni passati. E che l'uso di strumenti sanzionatori con margini così ampi di discrezionalità — in un contesto globale in cui gli spazi democratici si restringono — debba essere discusso nelle sedi istituzionali, compresa questa.

Non è una presa di posizione su ogni aspetto del dibattito politico che le organizzazioni presenti portano avanti, anche perché ogni movimento e organizzazione ha una sua autonomia che mai deve essere strumentalizzata dai gruppi consiliari istituzionali. Per noi è il fondamentale riconoscimento della domanda al centro della conferenza — fin dove può spingersi lo Stato nel sanzionare chi manifesta? La domanda riguarda tutte e tutti. E chiederemo al Consiglio comunale di prendere posizione”. (fdr)

Di seguito la nota del Partito dei CARC

“A denunce e multe rispondiamo con la sola moneta che questo governo si merita: la mobilitazione!

Il 30 marzo scorso, la Digos di Firenze ha recapitato a due compagne del P.CARC, Silvia e Chiara, un verbale di “accertamento e contestazione di violazione amministrativa” cioè multe che vanno da mille a diecimila euro. Questa sanzione punitiva nasce dall’accusa di aver organizzato un presidio non autorizzato in piazza Oberdan, davanti alla sede di Fratelli d’Italia.

È evidente che il governo Meloni sta usando la repressione come un manganello contro chi si mobilita e la Questura di Firenze, in sintonia con questo indirizzo, sta facendo da apripista all’applicazione di alcune misure dell’ultimo pacchetto sicurezza. In particolare, della “depenalizzazione” dell’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931 che trasforma in multa il “reato” di mancata comunicazione per manifestazioni, presidi, ecc.

Pochi giorni fa (il 16 aprile) il Comitato Tanucci Piazza Aperta ha denunciato che alcuni residenti del quartiere di Rifredi stanno ricevendo multe pesantissime per aver partecipato a una protesta pacifica contro l’apertura della sede provinciale di Futuro Nazionale, il partito legato a Roberto Vannacci. La mobilitazione si era svolta il 28 marzo in piazza Tanucci, dove centinaia di persone avevano organizzato un pranzo popolare e momenti di socialità per contestare l’insediamento della sede. Siamo solidali e complici con il Comitato e sosteniamo tutte le iniziative di mobilitazione che hanno annunciato.

Questi i motivi della conferenza stampa di oggi presso Palazzo Vecchio, promossa da noi del P.CARC, con la presenza dell’Avvocato Luigi Dell’Aquila, e da Ultima Generazione, organizzazione nei cui confronti il Tribunale di Firenze, un anno fa, ha sollevato la questione della legittimità costituzionale proprio dell’articolo 18 del TULPS nell’ambito del processo per l’imbrattamento della sede regionale del MEF a Firenze. Insomma, giudici che vanno da una parte e questori che vanno dall’altra...una contraddizione curiosa! E a proposito di contraddizioni tra poteri dello Stato, segnaliamo anche che il Consiglio Superiore della Magistratura, proprio in questi giorni, ha bocciato il decreto sicurezza in questione. Certo, questo non ha fermato l’approvazione in Senato di questa misura ma rimane un segnale importante che evidenzia le criticità di questo nuovo pacchetto sicurezza quali: il fermo preventivo di 12 ore e l’eccesso di discrezionalità affidato a polizie e questure — quella stessa discrezionalità con cui i Questori comminano fogli di via e Daspo, agendo di fatto in un ampio margine di arbitrio e basandosi su un concetto vago e del tutto “personale” di pericolosità sociale.

Possiamo e dobbiamo affrontare insieme paura e repressione, considerandole una questione collettiva. Partendo dal fatto che la repressione è sempre uno strumento a doppio taglio per la classe dominante, possiamo rovesciarla contro chi la promuove, attraverso la solidarietà e la lotta.

Ribadiamo il nostro appello alla solidarietà ai residenti di piazza Tanucci, a Silvia e Chiara e a tutti coloro che nel nostro paese sono colpiti dalla repressione.

Ritorcerla contro il governo Meloni è possibile!”.

Federazione Toscana del Partito dei Carc

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Carc
Ultimo aggiornamento:

20/04/2026, 14:53

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