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Novoli, SPC: "Dal bosco abbattuto al futuro della Mercafir, 4 atti per tre temi"

Dettagli

Palagi e Maerten: “Serve una nuova alleanza sociale, a tutela del territorio e di chi lo vive”
Data:

2 Luglio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 8 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Thomas Maerten - Sinistra Progetto Comune Quartiere 5

"Novoli è il luogo dove si vede meglio cosa ha prodotto a Firenze decenni di urbanistica al servizio della rendita: le edificazioni intensive degli anni Cinquanta e Sessanta, il recupero dell'ex area Fiat che ha spostato funzioni dal centro storico senza restituire al rione servizi e qualità urbana, e oggi nuove torri, nuove colate private e nessuna visione d'insieme. Raccogliendo gli appelli che arrivano quasi quotidianamente dalla comunità di Novoli, depositiamo quattro atti su tre temi.

Il primo riguarda il bosco urbano spontaneo di via Gemignani: circa due ettari di alberi ad alto fusto, cresciuti in decenni su un'area privata destinata dal Piano Operativo a nuova edificazione, rasi al suolo a fine giugno dopo un'intimazione comunale di «ripulitura». È accaduto durante un'ondata di calore, nel rione che ospita una delle più intense isole di calore della Toscana e il caso pilota del progetto europeo con cui il Comune dichiara di volerle mitigare. Con un'interrogazione e una richiesta di accesso agli atti chiediamo di sapere se l'esito dell'intervento sia conforme a quanto richiesto, se qualcuno abbia valutato prima la funzione ecosistemica dell'area e la sua possibile natura di bosco ai sensi della legge forestale, e se il Comune intenda finalmente dotarsi di una mappatura dei boschi urbani spontanei. Anche dentro la maggioranza qualcuno ha parlato di «danno irreparabile»: ne prendiamo atto, ora servono risposte.

Il secondo tema sono le casette di legno di viale Guidoni: alloggi volano montati nel 2013 per «tre anni», rimasti in opera per oltre dodici. I nuclei sono stati ricollocati solo tra il 2024 e il 2025, l'ultima proroga dell'area è di gennaio 2026 e non risulta pubblicato alcun atto su smontaggio, tempi e destino dell'area. Chiediamo un cronoprogramma, garanzie per le persone che ancora vivessero nelle strutture e l'impegno a restituire quello spazio all'uso pubblico, non alle trasformazioni private confinanti.

Il terzo è la Mercafir: 80.000 metri quadrati decisivi per il riequilibrio del rione, su cui l'unico atto recente è l'adeguamento statico e sismico dell'esistente, mentre il Piano Operativo continua a prevedere un polo logistico monofunzionale. Con una mozione chiediamo di avviare un percorso pubblico e partecipato sul futuro dell'area, integrato con il rione, assumendo tra le basi di discussione la proposta presentata a marzo da sindacato, ambientalismo, università e bioarchitettura. E chiediamo di dare finalmente attuazione agli articoli 85 e 97 dello Statuto: il regolamento della partecipazione manca da decenni, e non è un dettaglio.

Novoli non ha bisogno di un'altra torre né di un'altra colata: ha bisogno di un progetto unitario, costruito con chi ci vive. O la città si pianifica con la sua popolazione, o continuerà a essere pianificata dalla rendita". (fdr) 

Ultimo aggiornamento:

02/07/2026, 15:38

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