Montedomini, Palagi (SPC): "L'Azienda dice 11 case a uso turistico, i suoi contratti ne autorizzano almeno 20"
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29 Settembre 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"L'ASP Firenze Montedomini sostiene che le unità del suo patrimonio affittate con un contratto che ne consente l'uso turistico sono undici, tutte in via Guelfa. Lo ha scritto il 18 settembre nella risposta all'accesso agli atti del presidente della Commissione controllo, Paolo Bambagioni, di cui si è discusso oggi in Commissione. Nella stessa risposta, però, l'Azienda ha trasmesso quattro contratti che quell'uso lo autorizzano per iscritto: piazza San Giovanni 1, via Vacchereccia 5, via dell'Albero 10 e via Faenza 38. Le unità, dunque, sono almeno venti.
In tutti e quattro i contratti la formula è la stessa: il locatore consente al conduttore di destinare l'immobile a strutture ricettive extra-alberghiere «in considerazione della ubicazione dell'immobile in zona di elevato interesse turistico». Ed è proprio a questi quattro indirizzi che il registro comunale conta nove strutture ricettive. A luglio l'Azienda aveva dichiarato 12 attività ricettive e 11 locazioni brevi: il numero di oggi coincide con le sole locazioni brevi, e le attività ricettive non compaiono più.
Il caso più serio è via Faenza 38, un'abitazione popolare di 186 metri quadri messa a gara nel 2023 «ad uso abitazione». La bozza di contratto allegata al bando consentiva l'uso turistico solo di «parte dell'immobile» e vietava «rigorosamente» ogni altro uso ricettivo. Il contratto firmato lo consente per tutto l'immobile, toglie il divieto e aggiunge una clausola che nella bozza non c'era: se le regole comunali o regionali dovessero impedire l'uso turistico, il conduttore può sciogliere il contratto, perché l'uso turistico è, parole del contratto, il «motivo essenziale per il quale la stessa è addivenuta alla sottoscrizione». Il canone di aggiudicazione supera la base d'asta di un euro e sessantasei centesimi.
Non affermiamo che ci siano irregolarità, e ringraziamo gli uffici che hanno trasmesso le carte.
Lo diciamo da luglio: in centro storico il patrimonio di Montedomini non si vende, si mette a reddito. Oggi scopriamo che per un contratto pubblico la rendita turistica può diventare il motivo essenziale della firma, e che il conto fornito al Consiglio comunale lascia fuori quasi metà delle case.
Il tutto con evidenti responsabilità politiche: se l'Azienda si è mossa in questa direzione è perché il pubblico non ha garantito risorse economiche alternative (anche per recuperare gli immobili da ristrutturare) e ha accettato queste soluzioni. Per la Sindaca suoniamo come un disco rotto, ma perché non abbiamo capito quali sono le strade diverse da seguire e come si intende procedere sull'internalizzazione dei servizi sociosanitari". (fdr)

