Mense scolastiche a Firenze, Palagi (SPC): "Lo studio c’è, i dati parlano, ma serve discuterne"
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2 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Oggi la Repubblica torna sull’esistenza di uno studio commissionato dalla Giunta sulla gestione del servizio mensa scolastica, rivelando alcuni contenuti. Lo studio c’è, abbiamo potuto leggerlo proprio in queste ore, ed è un documento ricco di dati. Il problema non sono i numeri: è come vengono letti, e soprattutto cosa viene omesso.
Intanto ricordiamo di cosa parliamo: 18.600 pasti erogati ogni giorno (circa 2,8 milioni l'anno), con 15 centri cottura attivi sul territorio e oltre 513 persone impiegate.
Il costo a pasto è già aumentato del 20%, dopo il bando di gara andato a vuoto, salendo a 5,90 € (erano 4,90). Dovrebbero essere circa 2 milioni in più per il bilancio di Palazzo Vecchio.
È un servizio essenziale per decine di migliaia di famiglie fiorentine, gestito da centinaia di lavoratrici e lavoratori, a cui si era promessa massima stabilità con l'internalizzazione e ora si ritrovano in un contesto di fortissima incertezza. Una decisione sulla sua forma gestionale merita ben altro dibattito.
Lo studio confronta cinque scenari e chiarisce quale è il risultato sulla base dell'approccio scelto: meno controllo c'è, meno costa. L'appalto risulta la prospettiva più economica, a cui segue la società mista pubblico-privata, il project financing, una nuova società in house e l'ingresso in Qualità & Servizi.
Ma basta davvero così poco per chiudere definitivamente la questione?
La gara ponte bandita a settembre 2025 è andata deserta: nessun operatore privato si è presentato. Anziché chiedersi perché il mercato non vuole questo servizio alle condizioni attuali, la risposta è stata alzare il prezzo base del 20%, aggiungendo circa 2 milioni di euro l’anno al bilancio comunale. Nel frattempo, un’opzione in-house avrebbe garantito la continuità del servizio a prescindere dall’interesse del mercato.
Lo studio tratta il costo del lavoro come voce contabile. Ma le 513 lavoratrici e lavoratori del servizio mensa sono persone, con contratti, diritti e famiglie. In un’opzione in-house il loro datore di lavoro rimane pubblico; in un’opzione PPP o appalto lavorano per un soggetto privato, con contratti collettivi meno tutelanti e con il rischio di riassunzione al ribasso ad ogni cambio di gestore. Nello studio, come è normale che sia, non c'è per esempio traccia di un consultazione sindacale.
Lo studio ammette esplicitamente che la società in-house esistente – Q&S – potrebbe tornare a essere un’opzione percorribile se avviasse un percorso di riorganizzazione entro il 2028. Magari Palazzo Vecchio potrebbe capire quanto sia percorribile questa scelta. Nessuno ha chiesto quanto costerebbe un piano industriale che preveda anche forti cambiamenti della società, finanziato con le stesse risorse che andrebbero verso soluzioni pubblico-privato, o di altro tipo. Questa domanda non è nello studio perché non è stata commissionata.
Il 15 settembre 2025 il Consiglio Comunale ha approvato a larga maggioranza l’Ordine del Giorno n. 01383, che impegnava la Giunta a valutare prioritariamente l’internalizzazione del servizio. Lo studio per noi non è un adempimento di quel mandato. In realtà ne costituisce un aggiramento: il mandato chiedeva di trovare le condizioni per l’in-house, non di cercare argomenti contro di esso.
Va ricordato inoltre che la stessa Sindaca Funaro, nella precedente veste di assessora all’Istruzione, aveva pubblicamente sostenuto la necessità dell’internalizzazione. Chiediamo che spieghi pubblicamente alla cittadinanza se quella posizione è cambiata.
Si aggiunge un tema di costi: si sono spesi prima 70.000 euro per farsi dire che si poteva entrare e poi 170.000 euro per un nuovo studio che dice il contrario, commissionato alle stesse società? Sono cambiate le domande o è cambiata la situazione e quindi si può lavorare per ripristinare condizioni favorevoli?
Presentiamo in queste ore un'interrogazione urgente alla Giunta per chiedere conto del rispetto dell’OdG 01383/2025 e dell’orientamento attuale della Sindaca. È inoltre urgente un’audizione in commissione delle organizzazioni sindacali di lavoratrici e lavoratori del servizio mensa, prima di qualunque decisione. Pensiamo sia utile una presentazione pubblica dello studio in Consiglio Comunale, con possibilità di discussione e richiesta di altri tipi di azione, passando per un voto dal Consiglio comunale che dia indicazione su cosa fare.
Pensiamo sia anche utile incontrare urgentemente i Comuni che fanno parte di Qualità & Servizi, per comprendere se è possibile un piano industriale che superi le criticità rilevate.
La Giunta non si isoli, accetti un confronto pubblico. Non smentisca una promessa elettorale che è stata così centrale due anni fa. Danneggerebbe tutto il sistema politico". (fdr)

