Massimo Sabatini (Lista Schmidt): "Tramvia per Bagno a Ripoli, la giunta lavora al contrario: sul ponte da Verrazzano si scopre ora quello che doveva essere verificato anni fa"
12 Agosto 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni di Massimo Sabatini, della lista civica Eike Schmidt:
"Sul Ponte da Verrazzano la Giunta continua a raccontare una “riqualificazione” fatta di interventi mirati. Ma dalle stesse slides presentate oggi emerge una realtà molto più seria: rinforzi dei tiranti, interventi su soletta e travi, appoggi e giunti, ripristini, impermeabilizzazioni, parapetti e perfino demolizioni, definite solo alla fine “piccole”. Tempi, costi effettivi e modalità esecutive di questi interventi, però, non risultano ancora chiariti in modo convincente".
Lo dichiara il consigliere comunale di opposizione Massimo Sabatini.
"Quale livello di sicurezza effettivo verrà raggiunto dopo questi interventi e chi assumerà formalmente la responsabilità di attestare che, una volta eseguiti, il Ponte da Verrazzano sarà idoneo al transito ordinario della tramvia nelle condizioni di esercizio previste? Oppure la tranvia dovrà attraversarlo a senso alternato? È quest’ultima un’ipotesi che hanno scartato, ma non bastano rassicurazioni politiche né formule generiche come “riqualificazione” o “interventi mirati”. "Il 9 agosto - ossia appena 3 giorni fa - l’Assessore Giorgio assicurava che i tempi della Linea 3.2.1 erano rispettati e che la fase infrastrutturale sarebbe stata completata entro la fine dell’anno, mentre nello stesso momento spiegava che gli esiti della relazione Morano sarebbero arrivati soltanto nei giorni successivi. Oggi veniamo a sapere che sul ponte sono necessari circa 7 milioni di euro e circa sette mesi di lavori essenziali. Perché “CIRCA”? A questo punto il Comune deve dire con precisione quando partono questi sette mesi, cosa comprendono e soprattutto cosa resta da fare prima e dopo: progettazione, verifica, approvazione, eventuali varianti, esecuzione, prove e collaudi. Ma la domanda principale viene ancora prima. Com’è possibile che si arrivi nell’agosto 2026 a una VAL4 decisiva sul Ponte da Verrazzano, dopo anni trascorsi fra progettazione, approvazioni e avvio dell’appalto? Se quel ponte era fin dall’inizio un elemento essenziale del tracciato della tramvia, quegli anni non avrebbero dovuto essere utilizzati per svolgere e aggiornare progressivamente le verifiche strutturali necessarie? Perché si arriva soltanto ora a definire interventi che possono incidere in modo sostanziale su costi, tempi e modalità di realizzazione?".
"Immagino già la risposta: ci verrà detto che anche questo modo di procedere rientra in una qualche “prassi consolidata”. Ma una prassi non può rovesciare la logica e le regole dei lavori pubblici. La progettazione viene prima dell’affidamento e l’affidamento viene prima dell’esecuzione: prima si conosce l’opera, si verificano le condizioni tecniche, si definiscono gli interventi e i relativi costi; poi si sceglie chi deve realizzarli; infine si eseguono i lavori. Qui, invece, siamo arrivati al punto in cui i lavori della linea dovrebbero essere ormai prossimi alla conclusione e una valutazione decisiva come la VAL4 del Ponte da Verrazzano viene completata soltanto adesso. Se questa è una prassi consolidata, è una prassi che va cambiata, non invocata come giustificazione: è un malvezzo contrario alla logica e alla buona amministrazione!"
"La stessa cronologia amministrativa lascia perplessi. Nel 2025 il Comune aveva già nominato il collaudatore statico del ponte; soltanto nel marzo 2026 ha affidato la VAL4 allo stesso professionista! Dovendo poi prevederne la rinuncia al collaudo per evitare possibili incompatibilità. Insomma, prima si individua chi dovrà collaudare gli interventi e solo dopo si completa la verifica destinata a stabilire quali interventi siano necessari. È un modo di procedere che merita spiegazioni molto serie".
"Oltretutto oggi abbiamo avuto due risposte che preoccupano: il progetto Esecutivo ancora non c’è e la Soprintendenza ancora non è stata coinvolta ufficialmente (proprio perché un esecutivo non c’è). Oggi ad 80 giorni dalla scadenza dei lavori secondo contratto, che era appunto il 31 ottobre, si aprono rischi di ritardo che non mi sembrano adeguatamente stimati".
"La VAL4, peraltro, non è stata affidata come un controllo accessorio: serviva proprio a documentare lo stato dell’opera, valutare le azioni da intraprendere e definire gli interventi necessari per il progetto tranviario. Se questa valutazione avesse evidenziato criticità non compatibili con la soluzione progettuale prescelta, sarebbe stato inevitabile interrogarsi anche sulla scelta del tracciato. È esattamente per questo che le indagini strutturali decisive dovrebbero precedere, e non inseguire, le scelte esecutive". "E non è un caso isolato. Lo stesso modo di procedere al contrario lo abbiamo già visto sullo Stadio Franchi e sul Ponte Nencioni: verifiche che arrivano tardi, problemi che emergono con i cantieri già avviati, correzioni in corsa, tempi che si allungano e costi che aumentano. Nel frattempo i cittadini sopportano traffico e disagi, le attività economiche pagano mesi di cantieri e la Giunta continua a rassicurare che tutto procede secondo programma. C’è infine il tema dei costi. La VAL4 è stata pagata direttamente dal Comune, ma la determina non chiarisce in modo convincente perché una prestazione necessaria a definire gli interventi della tramvia dovesse gravare sul concedente e non sul concessionario o sul soggetto incaricato dell’ingegneria. Ora si aggiungono circa sette milioni di interventi. Chi paga? Erano già integralmente previsti? Sono maggiori costi? Sono conseguenza di verifiche tardive o di carenze della progettazione originaria?. Su questo punto non ci limiteremo alle interrogazioni. Chiederemo di ricostruire puntualmente l’origine di ogni maggior costo e valuteremo tutte le iniziative necessarie, compreso il coinvolgimento degli organi di controllo per tutte le spese riconducibili a ritardi, omissioni, errori di programmazione o condotte negligenti".
"I fiorentini non possono continuare a pagare due volte: prima con i disagi dei cantieri e poi con l’aumento dei costi. Il conto non può essere presentato ancora una volta alla città".

