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Massimo Sabatini (Lista Schmidt): "Montedomini, Mercato Centrale, Palazzo Borghese: Firenze merita chiarezza, documenti e risposte"

Data:

10 Agosto 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 50 secondi

Consiglio comunale
lista civica Eike Schmidt

Descrizione

Queste le dichiarazioni del consigliere Massimo Sabatini della lista civica Eike Schmidt: 

"L’uso del patrimonio pubblico fiorentino è ormai una questione centrale del dibattito cittadino. La vicenda Montedomini ha riportato all’attenzione un tema più generale: come vengono gestiti gli immobili pubblici, con quali valutazioni, con quali garanzie di trasparenza nelle relazioni e con quale effettiva tutela dell’interesse collettivo.

La domanda di fondo è semplice: il patrimonio di Firenze è stato amministrato in modo pienamente trasparente, comparativo e conveniente per la città? Oppure, in troppi casi, la collettività ha avuto meno di quanto avrebbe dovuto sapere, verificare e pretendere?

Su questo terreno rientra anche la vicenda del Mercato Centrale di San Lorenzo. Gli atti già acquisiti mostrano che il piano ammezzato del Mercato di San Lorenzo fu assegnato nel 2012 all’esito di una procedura pubblica, in relazione a una concessione della durata originaria di 15 anni. Gli stessi atti mostrano che nel 2024 il Comune di Firenze ha disposto una modifica del rapporto, estendendone la durata fino al 26 febbraio 2035, cioè per complessivi 22 anni, collegando tale estensione all’esecuzione di opere e attività tecniche stimate in euro 484.400,00 per due montacarichi e due scale mobili, oltre a euro 100.000,00 per una perizia di vulnerabilità sismica dell’intero immobile.

Su questo punto non servono slogan: servono documenti e spiegazioni pubbliche.

Per questa ragione ho presentato, nella mia qualità di consigliere comunale, una richiesta di accesso agli atti per conoscere integralmente l’istruttoria che ha portato alla proroga, i pareri tecnici e giuridici acquisiti, la documentazione economico-finanziaria, le verifiche di congruità e gli eventuali confronti con soluzioni alternative. La questione non è ideologica. È istituzionale: quale utilità ha avuto il Comune, quale vantaggio ha avuto il concessionario, e su quali basi è stata ritenuta congrua una proroga di 7 anni?

Gli atti conosciuti fin qui pongono interrogativi seri. La concessione originaria nasceva da un avviso pubblico per la valorizzazione del piano ammezzato del Mercato di San Lorenzo. La procedura ricevette una sola offerta e, nella fase iniziale, la Commissione Valutazioni Immobiliari stabilì il canone annuo a euro 140.000. Nel 2024, proprio pochi giorni prima delle elezioni invece, il tema non è stato il rialzo del canone o una nuova comparazione tra operatori, ma l’estensione della durata del rapporto sino al 2035.

È quindi legittimo chiedersi quale sia stata la convenienza economica complessiva per il Comune; se la documentazione istruttoria abbia effettivamente comparato la proroga con altre opzioni; se il valore della maggiore durata concessoria sia stato misurato in modo trasparente; se l’interesse pubblico sia stato valutato in modo pieno e verificabile.

Queste sono domande politiche e amministrative, fondate su atti.

A ciò si aggiunge un altro dato che impone prudenza ma anche chiarezza: esistono esposti e segnalazioni di terzi che richiamano ulteriori vicende patrimoniali e relazionali, tra cui l’uso di spazi in Palazzo Borghese, nei quali vengono richiamate anche realtà riconducibili a figure note della vita pubblica cittadina. Su questo punto occorre essere netti: non spetta a me anticipare giudizi su fatti sottoposti o sottoponibili ad altre valutazioni, né attribuire a chicchessia condotte non accertate. Ma è pienamente legittimo chiedere, nell’interesse pubblico, che su beni, concessioni, locazioni e rapporti d’uso che coinvolgono il patrimonio cittadino, sia pubblico che privato, vi sia la massima trasparenza.

La regola deve essere una sola: quando si parla di beni che sensibili per la collettività, chi amministra deve rendere conoscibili presupposti, criteri, vantaggi, obblighi e controlli.

Chi ricopre o ha ricoperto funzioni pubbliche è naturalmente esposto al controllo politico e civico, tanto più quando si discute di patrimonio, concessioni, canoni, proroghe e rapporti economicamente rilevanti. Ma proprio per questo il confronto pubblico deve restare ancorato a fatti verificabili, pertinenza e continenza espressiva. Firenze non ha bisogno di slogan: ha bisogno di trasparenza. Dopo Montedomini, Firenze non può permettersi zone grigie nella gestione dei propri beni. Questa non è una materia per pochi addetti ai lavori: è una questione che riguarda tutti i cittadini, perché riguarda il valore economico, civico e simbolico della città.

Continuerò quindi a esercitare fino in fondo il mandato ispettivo e di controllo, chiedendo la pubblicazione e l’ostensione integrale della documentazione rilevante, a partire dagli atti relativi al Mercato Centrale e anche ai rapporti patrimoniali che presentano profili meritevoli di chiarimento. Firenze merita una risposta semplice: tutto è stato fatto nell’interesse pubblico, con piena trasparenza e alle migliori condizioni per la città? Se la risposta è sì, gli atti lo dimostrino.
Se la risposta non è così lineare, i cittadini hanno diritto di saperlo" 


 

Ultimo aggiornamento:

10/08/2026, 15:43

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