Descrizione
«Contro la violenza sulle donne non basta intervenire quando è ormai troppo tardi. La prevenzione deve iniziare prima, educando le nuove generazioni al rispetto, al consenso e alla libertà dell’altro».
Lo dichiara Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Firenze, che aggiunge:
«La tragica vicenda di Lorena Isceri ha riportato al centro del dibattito un tema che non possiamo ignorare: quello del possesso nelle relazioni e dell’incapacità di accettare la libertà e le scelte dell’altra persona. Dobbiamo chiederci soprattutto cosa possiamo fare prima che determinati comportamenti degenerino».
«Proprio su questo tema, nel corso del Consiglio comunale di lunedì, abbiamo presentato una domanda di attualità per chiedere all’Amministrazione quali percorsi siano oggi attivi nelle scuole fiorentine sull’educazione all’affettività, alle emozioni e sulla prevenzione della violenza nelle relazioni e se vi sia l’intenzione di rafforzarli».
«Abbiamo quindi accolto positivamente le parole della sindaca Sara Funaro, che ha richiamato la necessità di non abituarsi e non normalizzare tragedie come questa e di mettere in campo sempre più politiche di prevenzione. È un bene che la sindaca abbia posto con forza questo tema e che, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore, abbia promosso un’iniziativa anche nell’ambito dell’ANCI. Su questa scia positiva riteniamo che Firenze possa fare un ulteriore passo avanti».
Da qui l’annuncio di una nuova iniziativa in Consiglio comunale.
«Nei prossimi giorni depositeremo una risoluzione per chiedere a Firenze di rafforzare concretamente i percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità, adeguati alle diverse età e svolti con personale qualificato. Dobbiamo fornire ai giovani gli strumenti per conoscere e gestire le emozioni, rispettare sé stessi e gli altri e riconoscere fin da subito comportamenti di possesso, controllo e sopraffazione».
La risoluzione chiederà inoltre al Consiglio comunale di sostenere la raccolta firme per il referendum abrogativo della Legge n. 104 del 9 giugno 2026 sul consenso informato in ambito scolastico.
«Firenze si era già espressa nel 2025 a favore dell’educazione all’affettività e dell’autonomia delle scuole nel promuovere questi percorsi, con il coinvolgimento delle famiglie. Crediamo sia coerente proseguire su quella strada e trasformare l’attenzione di questi giorni in un impegno concreto».
«La scuola non può naturalmente essere lasciata sola, ma insieme alle famiglie e alle altre realtà educative può svolgere un ruolo fondamentale. Se vogliamo davvero prevenire la violenza, dobbiamo intervenire anche sulle sue radici culturali ed educative». (fdr)

