Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Saremo questo pomeriggio al corteo antifascista di Rifredi. Al fianco di chi ha saputo rispondere alla provocazione di Futuro Nazionale. Per affermare da che parte stiamo — e per dire che il compito della politica deve andare oltre la risposta reattiva del territorio, assumendosi responsabilità precise per togliere consenso a chi esprime posizioni come quelle dell'eurodeputato Vannacci.
Vale la pena essere precisi, perché la precisione in questo caso è tutto.
Futuro Nazionale organizza "passeggiate identitarie per la sicurezza". Probabilmente preavvisano manifestazioni, ma poi le rivendono come ronde sui social, fatto salvo fare marcia indietro in caso di polemiche (è un atteggiamento che qualifica questa realtà come inaffidabile).
Leggiamo sulla stampa di oggi che questa formazione avrebbe un gruppo WhatsApp locale con 130 iscritti in cui — come ha documentato La Nazione — circolano messaggi violenti e offese razziste. I responsabili parlano di "infiltrati" per spiegare quei contenuti, ma su quelle idee esiste di fatto un consenso, sia pure limitato e minoritario. Consenso che si costruisce, che si allarga, che si legittima ogni volta che lo si tratta come una questione di ordine pubblico anziché come una questione politica e sociale.
Il problema non è soltanto Futuro Nazionale.
Il problema è quello che sta accadendo dentro le istituzioni. Nelle stesse ore in cui le "passeggiate" si moltiplicano, in Consiglio Comunale a Firenze un consigliere di Fratelli d'Italia ha parlato di "glorioso passato coloniale italiano". Non è uno scivolone. È una posizione.
Nella stessa settimana, in aula, il 25 aprile è stato definito da un consigliere della destra una data "divisiva". Vale la pena dirlo chiaramente: sì, divide. Divide chi si riconosce nella Resistenza e nella Costituzione da chi ancora oggi non riesce a fare i conti con quello che il fascismo è stato e magari avrebbe preferito la Repubblica Sociale Italiana alla Repubblica Italiana. Questa divisione non è un difetto — ne è il senso.
Quello che stiamo vedendo non è un'emergenza improvvisa. È un processo: posizioni che fino a pochi anni fa si tenevano nella zona grigia del sottinteso vengono ora dette ad alta voce, in Consiglio Comunale, sui giornali, nelle chat di gruppo.
Proprio per questo non basta chiedere di "fermare le ronde". Occorre cambiare radicalmente l'approccio su cosa significa sicurezza in questa città.
Chi fa politica nelle istituzioni e si riconosce nell'antifascismo non può limitarsi ad appoggiarsi su quello che è stato, deve dimostrare di avere qualcosa da dire rispetto ai problemi quotidiani delle persone.
Saremo al corteo con questa consapevolezza, ringraziando la cittadinanza di "Tanucci piazza aperta" per la capacità di mobilitazione che stanno dimostrando e le realtà promotrici del corteo per la convocazione". (fdr)

