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Lungarni, Palagi (SPC): "La Giunta diserta il question time: un brutto segnale, come se ci fosse qualcosa da nascondere"

Dettagli

"Un’interrogazione depositata a giugno, con i termini di risposta scaduti da metà luglio. Una discussione in aula evitata. Sul futuro delle sponde dell’Arno va tutelato l’interesse pubblico”
Data:

20 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 10 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Oggi in Consiglio comunale il nostro question time sul ruolo del Comune nelle concessioni demaniali sui lungarni (Pecori Giraldi, Colombo, San Niccolò) non è stato discusso: l’Assessore Danti, cui era stato assegnato, non era presente in aula e non ha lasciato alcuna risposta scritta. Il question time è, per il regolamento del Consiglio comunale, un’interrogazione a risposta immediata: sul destino di un intero tratto delle sponde urbane dell’Arno, a Palazzo Vecchio la maggioranza non ha saputo trovare tre minuti di tempo.

Non è il primo silenzio su questa vicenda. L’interrogazione 2026/00985, depositata il 4 giugno, attende ancora una risposta: il regolamento prevede che arrivi per iscritto entro trenta giorni, termine scaduto da oltre due settimane. Due atti consiliari, zero risposte: nel frattempo abbiamo dovuto ricostruire con accessi civici alla Regione e visure camerali quello che l’amministrazione avrebbe potuto chiarire in pochi minuti.

Il tempo, qui, non è una variabile neutra. La Regione ha annunciato che il bando per il Lungarno Colombo uscirà entro luglio, e a seguire quello per la spiaggia di San Niccolò. Le nostre domande erano precise: come è stato coinvolto il Comune sul Lungarno Pecori Giraldi, se per le opere previste (parco avventura, blocco servizi, strutture) sia stata richiesta o rilasciata l’autorizzazione paesaggistica di competenza comunale, e quale ruolo il Comune intenda esercitare nei prossimi due bandi. Rinviare la risposta di settimane significa una cosa sola: rispondere a bando già pubblicato, a giochi fatti. La non-risposta non è un’omissione senza effetti: fa scorrere l’orologio a favore di chi ha già deciso.

Una delle domande, peraltro, ammetteva una risposta da tre secondi, non da tre minuti: l’autorizzazione paesaggistica per le opere sull’area vincolata (l’intera fascia di 150 metri dalle sponde lo è per legge) è stata richiesta, sì o no? Se la risposta esiste, non presentarsi in aula è ingiustificabile. Se la risposta non esiste, il problema è molto più grave del silenzio.

Colpisce anche il profilo dell’assenza: le deleghe dell’assessore Danti comprendono il patrimonio non abitativo, la partecipazione e i beni comuni. L’Arno è il bene comune di Firenze per definizione, e la partecipazione, evidentemente, non contempla quella del Consiglio comunale, né quella dei Quartieri e di chi abita i rioni affacciati sulle sponde, mai coinvolti in un riassetto che li riguarda per i prossimi nove anni.

Significativamente nessun coinvolgimento è stato ipotizzato per chi si occupa delle attività economiche e della cultura.

Non si tratta di un episodio isolato: proprio in questi giorni la commissione Affari istituzionali ha avviato un confronto sui correttivi ai ritardi nelle risposte agli atti consiliari, dopo che da mesi gruppi di opposizione di ogni orientamento denunciano interrogazioni accumulate senza risposta e question time caduti nel vuoto. La maggioranza discute i correttivi, la Giunta intanto fornisce il caso di scuola.

Ricordiamo di cosa stiamo parlando: circa 10.500 metri quadrati di demanio pubblico affidati per nove anni con una gara a offerta unica, senza requisiti di capacità economica o gestionale, al canone base senza un euro di rialzo, all’operatore che già occupava l’area, riconducibile a un gruppo da oltre 160 milioni di ricavi ormai partecipato dalla grande finanza immobiliare internazionale. Davanti a questo, il Comune che tace non è neutrale: consegna le sponde del suo fiume alle decisioni di altri, prese tra la Regione e gli interessi di un grande gruppo privato.

Ripresenteremo il question time alla prima seduta utile e chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di riferire in aula prima della pubblicazione del bando sul Lungarno Colombo, non dopo. Firenze non può scoprire dai comunicati stampa della Regione che cosa accadrà sulle sue sponde per il prossimo decennio". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

20/07/2026, 15:41

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