Descrizione
“Voglio mettere a conoscenza l’aula del consiglio comunale di un fatto che è avvenuto in Parlamento qualche giorno fa, un emendamento – ha spiegato il capogruppo PD Luca Milani – proposto dalle opposizioni: disposizioni parlamentari al DL del 7 agosto 2026 numero 144, disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di Protezione Civile che andava in discussione in aula alla Camera il 23 e il 24 settembre ultimo scorso.
L’emendamento, a firma di alcuni deputati del PD, proponeva di superare il gettone di presenza per i consiglieri comunali e sostituirlo con una indennità mensile fissa legata a quella del sindaco. Secondo i proponenti non avrebbe aumentato la spesa perché commisurata alla soglia massima attuale dei gettoni. Ebbene, l’emendamento è stato bocciato in commissione, in sede di conversione, dalla maggioranza di centrodestra ed è rimasto quindi fuori dal testo finale.
Allora io mi chiedo: quando c’è finalmente l’occasione per dare la giusta e sacrosanta rilevanza ed importanza al ruolo delle consiglieri e dei consiglieri comunali, in che modo possano quindi svolgere al meglio la loro funzione di indirizzo e controllo. Perché? Perché la maggioranza decide di votare contro un provvedimento del genere?
Più volte sento in quest’aula lamentazioni perché il consiglio comunale non ha più le prerogative di un tempo, perché le consiglieri e i consiglieri comunali dovrebbero occuparsi a tempo pieno delle vicende dell’amministrazione e quando c’è l’occasione per fare una vera riforma, si risponde invece no.
Quando arriva il momento delle scelte, la maggioranza del Parlamento si schiera sempre per la conservazione, lo fa sul tema dell’ambiente, sul tema delle politiche sociali, sul tema delle pensioni e sul tema delle riforme. In 4 anni – ha concluso il capogruppo PD Luca Milani – non una riforma istituzionale, fatto salvo un tentativo, per fortuna fallito, di una riforma della giustizia che voleva sovvertire l’equilibrio dei poteri.
Ecco, se queste sono le riforme che ci proponete, allora fate bene a stare zitti”. (fdr)

