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Le Quinte, SPC: "Risposte insufficienti dalla Giunta, serve più impegno in vista del 14 luglio"

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Palagi, Marmo e Maerten: "Sull'esito dell'asta e sul nulla osta al subentro l'Amministrazione elude i nodi veri: prelazione, tutela del vincolo davanti al TAR, garanzie ai nuclei"
Data:

6 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 37 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 4
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune, Giulia Marmo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 4 e Thomas Maerten - Sinistra Progetto Comune Quartiere 5

"Abbiamo portato in aula, con un question time, l'unica domanda che conta per le oltre cento famiglie degli alloggi Le Quinte: dopo l'asta del 29 giugno, che ne sarà delle loro case? Le risposte della Giunta sono state deludenti. Non perché manchino le parole, ma perché mancano proprio dove serve: sull'esito della gara, sulla prelazione, sulla difesa del vincolo e sulle garanzie ai nuclei.

L'Amministrazione dichiara che «ad oggi non sono arrivate comunicazioni ufficiali dalla curatrice fallimentare». La gara però si è tenuta il 29 giugno: chiedere quante offerte siano arrivate, chi si sia fatto avanti e quale sia oggi la proposta vincitrice non è curiosità, è il minimo per capire nelle mani di chi rischiano di finire 137 alloggi costruiti per il 45% con soldi pubblici. Il Comune non è un passante: ha in mano il nulla osta al subentro, deve attivarsi per sapere e riferire, non attendere che qualcuno lo informi. Immaginiamo che quindi sia verosimile ipotizzare più di un'offerta per questi lotti.

Sulla prelazione, silenzio totale. Le convenzioni del 2005 prevedono un diritto di prelazione in favore delle persone conduttrici e, in subordine, del Comune. Dall'accesso agli atti che abbiamo ottenuto risulta nero su bianco che i nulla osta alla vendita non hanno mai istruito né valutato quel diritto: l'istruttoria si è fermata a verificare che si vendesse per interi edifici e che il vincolo fosse citato nell'avviso. Alla nostra domanda la Giunta non ha risposto. Continuiamo a chiedere che la prelazione sia verificata ed esercitata se possibile: è uno strumento a tutela di chi in quelle case ci abita, non un cavillo.

Dagli atti che abbiamo ottenuto i provvedimenti di nulla osta risultano firmati il 14 agosto 2024 (Scandicci e Arnoldi, quasi due anni prima dell'asta) e il 28 luglio 2025 (Tolentino).

Sul cuore della partita, nessuna garanzia. Alla richiesta di sapere quali contenuti, condizioni e verifiche l'Amministrazione porrà nel nulla osta al subentro, la risposta è stata che «nell'atto di vendita ci sono tutti gli obblighi». Non basta. La questione vera è un'altra: chi compra subentra automaticamente nel ricorso al TAR (R.G. 472/2023) con cui si prova a cancellare il vincolo. Su come il Comune intenda salvaguardare la propria posizione in quel giudizio (da cui dipende la tenuta del canone concordato per tutte le famiglie) non abbiamo avuto una sola parola. È esattamente lì che si decide tutto, ed è esattamente lì che la Giunta tace.

Alle famiglie diciamo con chiarezza una cosa: oggi il vincolo regge. Il Comune ha respinto nel 2023 la richiesta di cancellarlo e si è costituito in giudizio; finché il TAR non decide, i contratti a canone concordato restano in vigore e chi acquista subentra negli obblighi delle convenzioni. Nessuno può cancellare quel vincolo con una firma. Questo non cancella l'incertezza (le morosità, gli sfratti già convalidati, le prime scadenze contrattuali da gennaio 2027 e quella dell'intero blocco di via Arnoldi al 30 aprile 2027 sono lì, e vanno affrontate) ma è la ragione per cui la difesa del vincolo davanti al TAR e l'acquisizione pubblica non sono opzioni tra le tante: sono la garanzia.

All'assemblea del 14 luglio con la cittadinanza, il Comitato dei nuclei assegnatari, SUNIA e Unione Inquilini ci saremo, anche per sapere come è andato l'incontro previsto con l'Amministrazione durante la stessa giornata. Per quella data confidiamo che cambi radicalmente l'impostazione di Palazzo Vecchio.

Resta il punto di fondo che ripetiamo da mesi: la sola garanzia vera è che quelle case tornino pubbliche. La nostra mozione per l'acquisizione pubblica è ferma in Commissione «per approfondimenti» dal 14 novembre 2025. A un prezzo di circa 33.000 euro ad alloggio (contro un costo storico tra 100.000 e 150.000) comprare non è un onere, è un'opportunità.

Le famiglie non sono sole. Continueremo a incalzare la Sindaca e la Giunta, atto dopo atto, finché non ci saranno risposte all'altezza. Ci sono 60 giorni che stano già scorrendo". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

06/07/2026, 15:03

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