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Le Quinte, Palagi (SPC): "Nel 2023 c'era una strada, ma non è stata percorsa"

Dettagli

"Nell'anno in cui il Comune ha scelto di difendere il vincolo, c'era una strada possibile con Investire SGR e Cassa Depositi e Prestiti. In corso di deposito un'interrogazione”
Data:

23 Luglio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 54 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Nel 2023 il Comune di Firenze, con la delibera di Giunta n. 28, non si è limitato a respingere la richiesta di cancellare il vincolo di canone sociale sulle case Le Quinte: si è impegnato, con un proprio atto, a promuovere e sostenere «l'attivazione di forme di sinergia con soggetti investitori sia istituzionali che privati, interessati all'acquisizione, tramite accesso a fondi immobiliari specializzati nella promozione di infrastrutture sociali per l'abitare».

Abbiamo scoperto che nello stesso anno è arrivata una lettera di manifestazione di interesse non vincolante di Investire SGR, con la proposta di inserire l'acquisto di tutti gli immobili vincolati a canone agevolato in un bando di Cassa Depositi e Prestiti destinato all'edilizia sociale. Il liquidatore giudiziale ha sottoscritto quella manifestazione di interesse, ma poi i tempi si sono dilatati e la prospettiva sarebbe sfumata, senza che risulti alcuna iniziativa per tenerla in vita.

Dopo sono arrivate le aste, molte andate deserte, e le vendite che si sono concluse in questi giorni, che gettano nell'incertezza abitativa oltre cento nuclei familiari.

Eppure non parliamo di uno strumento esotico: è lo stesso schema (fondo specializzato in abitare sociale, risorse di Cassa Depositi e Prestiti) che Palazzo Vecchio ha presentato con orgoglio pochi mesi fa per il social housing dell'ex caserma Lupi di Toscana, con il medesimo gestore. Su quel progetto abbiamo espresso le nostre perplessità nel merito e nei modi, ma una cosa lo dimostra: quando c'è la volontà politica, questi percorsi si sanno costruire. Per case nuove da realizzare sì, e per case di edilizia sociale già esistenti e già abitate no?

Depositiamo quindi un'interrogazione a partire da una domanda semplice: il Comune era informato di quella possibilità? E cosa ha fatto per coglierla? Vogliamo inoltre sapere quali margini esistano ancora oggi per l'intervento pubblico: dal nulla osta al subentro dell'aggiudicatario, il cui termine sta scorrendo, alla verifica se il diritto di prelazione previsto dalle convenzioni sia ancora azionabile.

Ricordiamo che il 45% dei costi di costruzione è stato sostenuto dai soldi di tutte e di tutti: il pubblico ha tutto l'interesse a tutelare il proprio investimento.

Il vuoto di assunzione di responsabilità politiche in questa vicenda è pesante. Sindaca e Giunta devono dirci cosa stanno facendo per garantire che i canoni concordati siano tutelati a prescindere dal ricorso pendente al TAR per farli decadere. E ora devono anche spiegarci perché nel 2023 la politica non ha colto una strada che risultava decisamente praticabile". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

23/07/2026, 15:51

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