Le Quinte Case a canone calmierato vendute all’asta, Masi (M5S): “Il Comune dov’era? Persa un’occasione storica per tutelare le famiglie e rafforzare il patrimonio pubblico”
23 Luglio 2026
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«La vendita all’asta di 137 alloggi a canone calmierato per poco più di 6 milioni di euro, pari a circa 44 mila euro ad appartamento, rappresenta una delle occasioni più clamorosamente mancate degli ultimi anni per il Comune di Firenze.
Mentre da mesi assistiamo a proclami sulla lotta alla speculazione immobiliare e si arriva perfino a ipotizzare la confisca degli immobili, quando si è presentata una concreta occasione per acquisire 137 appartamenti a un prezzo medio pari a quello di un garage, Palazzo Vecchio è rimasto a guardare. Questa sì che sarebbe stata una risposta concreta all’emergenza abitativa, non la propaganda» dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi.
«Ci chiediamo perché il Comune non abbia partecipato all’asta. È stata una precisa scelta politica oppure una grave sottovalutazione della vicenda? L’Amministrazione ha mai valutato concretamente questa possibilità? Se sì, per quali ragioni ha deciso di rinunciarvi?».
«Questi non erano semplici appartamenti immessi sul mercato. Sono stati realizzati nell’ambito del programma statale “20.000 abitazioni in affitto”, grazie a un importante investimento pubblico dello Stato, della Regione Toscana e alle agevolazioni concesse dal Comune di Firenze. In cambio di tali contributi, gli immobili sono stati destinati all’affitto a canone calmierato, con canoni accessibili per consentire anche alle famiglie con redditi medio-bassi di continuare a vivere in città».
«È quindi ancora più incomprensibile che il Comune abbia lasciato che un patrimonio costruito anche con risorse pubbliche finisse nelle mani di un operatore privato senza nemmeno tentare di acquisirlo. Con poco più di sei milioni di euro Palazzo Vecchio avrebbe potuto riportare nella piena disponibilità pubblica 137 abitazioni, rafforzando il patrimonio comunale destinato alle politiche della casa».
«Questa operazione avrebbe consentito di raggiungere contemporaneamente più obiettivi di interesse pubblico: garantire stabilità agli attuali inquilini, aumentare il numero di alloggi destinati alle politiche abitative comunali e offrire nuove opportunità anche alle migliaia di famiglie che da anni attendono l’assegnazione di una casa popolare o di un alloggio a canone sostenibile».
«Oggi, invece, ci troviamo davanti a uno scenario di forte incertezza. Sebbene il Comune si sia opposto alla richiesta di ridurre il vincolo sociale e sia ancora pendente il giudizio davanti al TAR, resta il timore che, qualora il ricorso venisse accolto e il vincolo dovesse venire meno, questi immobili possano essere progressivamente immessi sul mercato. Sarebbe un danno enorme sia per le famiglie che oggi vi abitano sia per l’interesse pubblico, perché andrebbe disperso un patrimonio costruito anche grazie ai soldi dei cittadini».
«Fa riflettere che il Comune continui a denunciare la scarsità di patrimonio abitativo pubblico e l’emergenza casa, salvo poi rinunciare a una delle poche occasioni concrete per incrementarlo. Difficilmente in futuro sarà possibile acquistare 137 appartamenti già pronti, già abitati e già destinati alla funzione sociale a un prezzo così vantaggioso».
Il Movimento 5 Stelle presenterà un’interrogazione per conoscere se siano state effettuate valutazioni economiche e giuridiche sulla partecipazione all’asta, quali siano state le motivazioni della mancata partecipazione e quali iniziative intenda ora assumere l’Amministrazione per garantire il mantenimento della destinazione sociale degli immobili e la tutela delle famiglie coinvolte.
«Se davvero la casa è una priorità, lo si dimostra con i fatti. Questa volta Firenze ha perso un’occasione probabilmente irripetibile. I cittadini hanno il diritto di sapere se si sia trattato di una scelta politica o di una clamorosa distrazione dell’Amministrazione». (fdr)

