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Internati Militari Italiani, la memoria della “Resistenza senza armi”

Dettagli

Il 20 e 21 settembre al Teatro La Fiaba conferenza e spettacolo dedicati ai 650mila militari italiani che dopo l’8 settembre 1943 dissero no alla collaborazione con il nazifascismo. Albanese: “La Resistenza fu anche il rifiuto di schierarsi con la Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana. Ricordiamo la scelta degli IMI”
Data:

19 Settembre 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 55 secondi

Descrizione

Ci sono storie che aiutano a comprendere la Storia. È anche attraverso una di queste storie, quella di Luigi Manoni e del suo violino, che Firenze ricorda gli Internati Militari Italiani (IMI), i circa 650mila militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale Italiana e furono per questo deportati nei lager tedeschi. A loro sono dedicate due giornate, domani, domenica 20, e lunedì 21 settembre al Teatro La Fiaba, in via delle Mimose 12, con una conferenza e lo spettacolo teatrale “Il Violino del NO! Storia e memorie di Luigi Manoni, prigioniero IMI nei lager nazisti dal 1943 al 1945”. L’iniziativa è promossa dall’ANPI Isolotto “Sergio Rusich” e dallo Spazio ANPI Isolotto “Le Voci della Memoria”, in collaborazione con il Quartiere 4 e con il patrocinio del Comune di Firenze. 

L’obiettivo è riportare al centro della memoria una vicenda rimasta a lungo nell’ombra: quella di uomini che, privati della libertà e sottoposti a condizioni durissime di prigionia e lavoro coatto, scelsero di non collaborare con il nazifascismo. 

“Gli Internati Militari Italiani ci ricordano che la Resistenza non fu combattuta soltanto con le armi: ci fu anche chi, come gli IMI, scelse di dire no, in condizioni estreme e con grande coraggio, al nazifascismo rifiutandosi di collaborare con la Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana – dichiara l’assessora alla Cultura della Memoria Benedetta Albanese –. La storia di Luigi Manoni e del suo violino ci restituisce questa vicenda attraverso una storia personale, fatta di prigionia, coraggio e umanità. Raccontarla oggi, e farlo anche alle ragazze e ai ragazzi, significa dare un volto e una voce a una pagina della nostra storia che non possiamo e non vogliamo dimenticare”. 

La giornata di domani, domenica 20 settembre, si aprirà alle 16 con una conferenza introdotta dall’assessora Benedetta Albanese, alla quale parteciperanno rappresentanti di ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati), ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia), Comunità Ebraica, Istituto Gramsci, Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato. 

Alle 17.30 sarà la volta dello spettacolo “Il Violino del NO!”, a cura dello Spazio ANPI Isolotto “Le Voci della Memoria”, con la regia di Tiziana Fusco. Attraverso la vicenda di Luigi Manoni, internato militare italiano nei lager nazisti, lo spettacolo racconta una storia individuale capace di restituire la dimensione umana di una tragedia collettiva. Il violino diventa così il simbolo di un legame con la propria identità e con la propria umanità anche negli anni della prigionia. 

La memoria prosegue il giorno successivo con un'attenzione particolare alle nuove generazioni. Lunedì 21 settembre lo spettacolo sarà infatti proposto alle scuole, con una replica alle 10, riservata alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, e una alle 15, per le alunne e gli alunni delle scuole primarie. 

La storia degli IMI è oggi riconosciuta anche attraverso la Giornata degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, istituita con legge dello Stato e celebrata il 20 settembre. Una giornata nata per conservare la memoria dei militari italiani che rifiutarono di collaborare con il nazifascismo e per ricordare quanti morirono durante la prigionia. (fb)

 

Ultimo aggiornamento:

19/09/2026, 09:36

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