Il Consiglio comunale approva la risoluzione di condanna della legge anti-LGBTQIA+ in Ghana. Andrea Ciulli (PD): “La libertà di essere sé stessi non può mai essere un reato”
27 Luglio 2026
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Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato la risoluzione che condanna con fermezza la legge approvata in Ghana, una delle più repressive al mondo nei confronti delle persone LGBTQIA+, che prevede pene detentive non solo per chi appartiene alla comunità, ma anche per chi la sostiene, la rappresenta o ne difende i diritti.
“Con questo voto – dichiara il consigliere comunale Andrea Ciulli (PD), primo firmatario dell’atto – Firenze ribadisce con forza che i diritti umani sono universali e non possono essere messi in discussione da leggi discriminatorie. Nessuno deve essere perseguitato, arrestato o privato della propria libertà per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere”.
La risoluzione evidenzia come la normativa ghanese costituisca una grave violazione dei diritti fondamentali della persona e si inserisca in una preoccupante deriva che interessa diversi Paesi, dove la repressione delle persone LGBTQIA+ viene spesso utilizzata come strumento di propaganda politica e per distogliere l’attenzione dalle difficoltà economiche e sociali.
“L’odio e la discriminazione non possono mai essere strumenti di governo – prosegue Ciulli –. Firenze, città dei diritti, della pace e dell’accoglienza, ha il dovere morale di far sentire la propria voce e di esprimere solidarietà a tutte le persone che nel mondo vengono perseguitate semplicemente per ciò che sono”.
La risoluzione richiama i principi sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalle convenzioni delle Nazioni Unite, riaffermando che la tutela della dignità umana e il principio di uguaglianza devono prevalere su ogni forma di discriminazione.
“L’approvazione di questo atto assume un significato ancora più importante dopo la tragedia avvenuta a Berlino, conclude Ciulli –. Firenze rinnova il proprio impegno a difesa dei diritti civili e lancia un messaggio chiaro: la libertà di amare, di vivere la propria identità e di essere sé stessi non può mai essere considerata un reato. Di fronte a leggi che negano i diritti fondamentali, il silenzio non è un’opzione”. (s.spa.)

