Descrizione
“Una crisi globale, complessa, sistemica. A seguito di una guerra di invasione, da mire di sottomissione da parte di uno stato prepotente e aggressivo. Porta distruzione, povertà. Donne, uomini, bambine, giovani che cercano riparo, protezione da droni, bombe, missili.
Ne segue una crisi energetica pesante, aumento dei costi del gas e dei combustibili fossili. Ripercussioni sulla produzione agricola, sulla manifattura industriale, sui trasporti e la logistica, inflazione e aumento dei prezzi.
Ma l’Europa è salda, l’Italia capisce che i suoi approvvigionamenti energetici sono a rischio e insieme agli altri paesi dell'UE varano un grande piano di investimenti e sviluppo di energie rinnovabili, per lo più eolico e fotovoltaico. Ma anche sistemi di accumulo, elettrificazione e riduzione dei consumi, messa in sicurezza delle infrastrutture di trasmissione. Il tutto insieme a politiche sociali per aiutare chi è più colpito dalla crisi. Sono mesi faticosi, ma sono investimenti per il futuro, per le nuove generazioni, permetteranno di diminuire fortemente la dipendenza energetica del nostro paese da risorse energetiche provenienti da paesi autocratici”.
“Purtroppo non è andata così, questo è il racconto del 2022 se avessimo fatto le scelte giuste. Potevamo farlo, quello era il momento e non l'abbiamo fatto.
Adesso, solo qualche anno dopo, siamo nella stessa situazione. A 4 anni dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia abbiamo un nuovo conflitto globale, l'attacco di USA e Israele all'Iran mette in crisi un sistema energetico in cui 1/5 del petrolio mondiale passa da uno stretto di mare di 38 km e le infrastrutture di produzione e trasmissione sono esposte e fragili. Il controllo e il blocco dei combustibili fossili è parte integrante di questa e di molte guerre. Guerre sporche, come sporco è il petrolio.
Ci troviamo ancora una volta in una possibile crisi economica globale. Quattro anni fa non abbiamo imparato e abbiamo difeso, riadattato e proseguito un modello energetico fossile e accentratore, che tiene il nostro Paese all’angolo.
Abbiamo bisogno di un modello diverso, basato sulle energie rinnovabili perché, oltre che pulito, è un modello di pace. Un sistema di produzione decentrata, distribuita, scalabile. Che non brucia risorse a perdere, ma costruisce indipendenza strutturale e circolarità.
Il momento migliore per cambiare sistema è ormai passato. Il secondo miglior momento però è oggi, e probabilmente è l'ultima occasione per cambiare una traiettoria di devastazione climatica e lotta per le risorse.
Non lasciamoci nuovamente sfuggire questa possibilità. A partire da quanto nelle nostre possibilità, installiamo impianti fotovoltaici, sugli edifici pubblici, sui capannoni, sulle nostre case.
A maggior ragione adesso che il Decreto Legge Aree idonee (175/2025), (che introduce misure urgenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili), ha stabilito che per le aree sotto tutela paesaggistica il parere della Sovrintendenza non è più vincolante.
Non ci sono più scuse. È urgente, non c'è più tempo”. Queste le dichiarazioni del consigliere di AVS-Ecolò Giovanni Graziani. (s.spa.)

