Salta al contenuto principale Skip to footer content

Fondi europei, Palagi (SPC): "La Giunta rinuncia a verde e mobilità per politiche abitative non ERP"

Dettagli

"Con una delibera di sola Giunta Palazzo Vecchio ha riscritto il Piano da quasi 148 milioni del PN Metro Plus 2021-2027: quasi sette milioni tolti a ambiente, mobilità sostenibile e rigenerazione urbana per aprire una nuova voce «abitare» che è solo edilizia sociale"
Data:

10 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 4 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Il PN Metro Plus è il principale programma di fondi europei che il Comune gestisce direttamente come Organismo Intermedio: quasi 148 milioni fino al 2027 su digitale, ambiente, mobilità, servizi sociali e rigenerazione urbana. Dopo la revisione intermedia decisa dalla Commissione europea, la Giunta ha riscritto il Piano approvato a dicembre 2025. Confrontando i due documenti, entrambi pubblici, si vede con precisione cosa è cambiato, e chi ci rimette.

A pagare il conto è prima di tutto l’ambiente: il capitolo scende da 25,3 a 21,2 milioni, oltre quattro in meno. Sparisce del tutto il progetto «Orti urbani in città», che valeva un milione, e si ridimensiona il secondo stralcio del Parco Florentia. Perdono anche la mobilità sostenibile (un milione e trecentomila euro in meno sul completamento del sistema tramviario) e la rigenerazione urbana, con un milione e duecentomila in meno sulla riqualificazione del centro UNESCO. I servizi sociali, va detto, restano invariati.

Sono proprio i capitoli più vicini alla giustizia climatica (il verde urbano, gli orti, la mobilità dolce) a essere erosi. E accade in una città che si presenta tra le «cento città climaticamente neutrali entro il 2030» e che ha appena approvato il Piano di Azione per la qualità dell’aria. La revisione europea aveva aperto tre nuove priorità: l’abitare, la transizione energetica e la gestione sostenibile dell’acqua. Firenze ne ha attivata una sola; sull’energia e sull’acqua non ha programmato nulla.

L’unica nuova priorità attivata è «Migliorare la qualità e l’accessibilità dell’abitare»: 5,6 milioni. In una città dove i canoni sono cresciuti del quindici per cento in quattro anni sarebbe tra i temi più urgenti. Ma il progetto concreto non è edilizia residenziale pubblica: è edilizia residenziale sociale per la cosiddetta «fascia grigia», collocata nei quattromila metri quadri di housing sociale previsti dentro il complesso monumentale di Santa Maria Novella (lo stesso in cui trovano posto Museo della Lingua Italiana, ampliamento museale, atelier per artisti e una piazza pubblica, e che un altro progetto dello stesso Piano finanzia con sei milioni). L’edilizia sociale non ha le stesse garanzie di canone, di accesso e di durata del vincolo dell’edilizia pubblica. Intanto più di tremila famiglie aspettano in graduatoria una casa popolare e il Comune si indebita per venti milioni pur di recuperare gli alloggi ERP sfitti. Chiederemo quanti alloggi saranno realizzati, con quale canone e per quanti anni resteranno vincolati.

Resta il nodo più serio: questa riprogrammazione da centoquarantotto milioni non è mai passata dal Consiglio comunale, o dai Consigli di Quartiere. È una delibera di sola Giunta, e stabilisce che anche tutte le modifiche future del Piano saranno approvate per via dirigenziale, dalla Direttrice generale delegato come referente dell’Organismo Intermedio. L’organo elettivo è tenuto fuori non solo da questa rimodulazione, ma da ogni futuro spostamento di risorse. Su un programma di questa dimensione, finanziato con soldi pubblici europei, è un vuoto di controllo che non possiamo accettare.

Porteremo la questione in Consiglio. Chiediamo che le rimodulazioni del Piano tornino nella disponibilità dell’aula, con un rendiconto periodico sullo stato di avanzamento; che sia ripristinato quanto tagliato ad ambiente e mobilità, a partire dagli Orti urbani; che siano attivate anche le priorità sulla transizione energetica e sull’acqua; e che la nuova risorsa sull’abitare rafforzi l’edilizia residenziale pubblica, non solo quella sociale nel centro monumentale. I fondi europei sono un’occasione per la giustizia sociale e climatica: non possono diventare l’ennesima operazione decisa a porte chiuse". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

10/07/2026, 16:04

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri