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Enrico Conti (PD): “Solidarietà verso la città di Kiev, gemellata con Firenze dal 1967”

Data:

9 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 34 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni del consigliere del Partito Democratico Enrico Conti

“Desidero esprimere, spero a nome di tutto questo Consiglio, il sentimento di vicinanza e solidarietà verso la città di Kiev, gemellata con Firenze dal 1967, e l’appoggio alla resistenza di tutto il popolo ucraino.

Quel gemellaggio voluto dal Sindaco Bargellini nel 1967 e rinnovato dalle manifestazioni di Firenze del 2022.Il gemellaggio non è un atto formale né un ricordo del passato: è un legame vivo, costruito su valori condivisi, su scambi culturali, civili e umani. Oggi quel legame ci interpella con forza, perché Kiev e l’Ucraina tutta stanno affrontando una aggressione militare brutale e ingiustificata, che mira a negare un principio fondamentale: il diritto di un popolo alla libertà, alla sovranità e all’autodeterminazione.

Non siamo di fronte solo a un conflitto armato, ma a un tentativo sistematico di piegare una nazione attraverso la distruzione delle sue condizioni di vita. L’attacco deliberato alle infrastrutture energetiche, nel pieno di un inverno rigido, è una strategia che colpisce direttamente la popolazione civile: famiglie, anziani, bambini, ospedali, scuole. È una forma di guerra che usa il freddo, il buio e la paura come armi.

Nonostante tutto questo, l’Ucraina resiste. Resiste non solo con le armi, ma con la tenacia di una società che continua a difendere le proprie città, la propria identità, il proprio futuro europeo. Una resistenza che riguarda tutti noi, perché mette in gioco i principi su cui si fonda l’Unione Europea e la nostra Costituzione antifascista; la convivenza tra i popoli e il diritto internazionale: il rispetto dei confini, il rifiuto della forza come strumento di dominio, la tutela dei civili.

Firenze, città di pace, di dialogo e di diritto, non può rimanere indifferente. Essere solidali oggi significa non voltarsi dall’altra parte, riconoscere le responsabilità, sostenere chi subisce un’aggressione e ribadire che non può esserci neutralità di fronte alla violazione del diritto internazionale.

La pace deve essere il nostro obbiettivo. Concludo dunque con un appello a costruire insieme una nuova occasione per rinnovare il gemellaggio con Kiev in nome dell’obbiettivo comune della pace, una pace giusta, non imposta con la violenza, non costruita sulla resa della vittima. Una pace fondata sul diritto internazionale, sulla sovranità degli Stati, sulla dignità dei popoli.

È questa l’unica pace che può durare. È questa la pace di cui Firenze, oggi, può ancora una volta farsi testimone e promotrice”.  (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

09/02/2026, 16:40

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