Due anni dalla scomparsa di Giuseppe Matulli, Funaro: “Un punto di riferimento che ci ha lasciato un’eredità importante, un’idea di politica che guarda oltre l’immediato e si misura con la complessità”
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13 Febbraio 2026
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“Beppe Matulli ha vissuto la politica come responsabilità piena: la responsabilità di decidere, ma anche quella di spiegare, di ascoltare, di assumersi il peso delle conseguenze. Per lui amministrare voleva dire tenere insieme visione e concretezza, istituzioni e società, memoria e futuro”. Lo ha detto la sindaca Sara Funaro, intervenuta a Palazzo Vecchio, all’evento “L’eredità pubblica di Beppe Matulli”, a due anni dalla scomparsa avvenuta l'11 febbraio 2024.
“Ricordare Giuseppe Matulli non è solo un esercizio di memoria ma vuol dire riconoscere un punto di riferimento, una figura che ha saputo coniugare rigore, senso delle istituzioni e profondità culturale. – ha proseguito la sindaca Funaro - E riaffermare, nel contempo, l’idea di una politica che non rinuncia alla complessità, che si fonda sulla conoscenza e che considera la storia una risorsa essenziale per costruire il futuro della comunità. Custodire la memoria non significa voltarsi indietro ma dotarsi degli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del presente. Ancora oggi se guardiamo all’eredità importante che ci ha lasciato vediamo un’idea di politica capace di guardare oltre l’immediato, di misurarsi con la complessità senza arretrare. Non possiamo non pensare a scelte fondamentali come quella di avviare il sistema tramviario fiorentino, una decisione che allora richiese coraggio, capacità di mediazione e determinazione e che oggi vive come parte integrante della città”.
“L’incontro di oggi tiene insieme due dimensioni che a Matulli sono sempre state care: la riflessione critica e la custodia della memoria. – ha concluso Funaro - Da un lato, la presentazione della pubblicazione che raccoglie gli atti del convegno dell’8 maggio del 2024, dall’altro, il progetto di digitalizzazione del suo Archivio, che rende accessibile un patrimonio documentario prezioso per la città e per chi vorrà studiarne il percorso. Un progetto importante soprattutto per le nuove generazioni, perché possano comprendere come si costruisce, giorno dopo giorno, la vita democratica”.
(sa. ca.)





