Dmitrij Palagi (SPC): "Legge elettorale, la Commissione 1 a maggioranza dice sì alla nostra risoluzione"
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6 Ottobre 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Questa mattina la Commissione Affari generali e bilancio di Palazzo Vecchio ha espresso parere favorevole alla risoluzione 828/2026 di Sinistra Progetto Comune contro la riforma della legge elettorale. Hanno votato contro i gruppi di centrodestra e la Lista Funaro, Italia Viva si è astenuta. Giovedì alle 12:30 la Camera vota in via definitiva, a scrutinio segreto, dopo tre questioni di fiducia poste dal Governo: il parere arriva nell'ultima finestra utile perché un Consiglio comunale dica qualcosa.
La risoluzione era stata depositata l’11 maggio. Nel frattempo il Senato ha riscritto il testo: il ballottaggio è stato tolto, sono arrivate tre preferenze con il capolista bloccato, i collegi uninominali sono spariti. Lo abbiamo detto per primi in Commissione e porteremo in aula un testo aggiornato. L’impianto però è rimasto quello che la Corte Costituzionale aveva già giudicato nel 2014: 70 deputati e 35 senatori in più a chi prende il 42% dei voti, cioè 105 parlamentari assegnati a chi non ha la maggioranza. Si è aggiunta anche un’altra cosa che a maggio non c'era: per presentare le liste chi non è già in Parlamento dovrà raccogliere 6.000 firme per collegio, contro le 1.500 di oggi. Non è una regola sulla rappresentanza, è una barriera all'ingresso. E il capolista bloccato, l’unico posto sicuro di ogni lista, è anche l'unico esentato da qualsiasi vincolo di equilibrio di genere.
La risoluzione chiede qualcosa anche alla Regione Toscana. Un anno fa la legge regionale ha lasciato fuori dal Consiglio una lista al 4,52% senza contare gli oltre 11.000 voti dati alla sola candidata Presidente collegata. Il Consiglio di Stato, a giugno, ha scritto che quell'esclusione è «espressione della voluntas legis»: può correggerla solo chi fa le leggi. Il Presidente della Regione ha riconosciuto pubblicamente l’imperfezione, il PD regionale ha depositato una proposta sul listino bloccato, che è lo strumento meno usato di quella legge. Chi governa la Toscana e Firenze non può chiedere a Roma una legge giusta e tenersi in casa soglie e meccanismi che producono lo stesso effetto.
Ringraziamo l’associazione Voto LiBEguale, che ha promosso le tre leggi di iniziativa popolare sostenute dalla risoluzione e ha seguito l'atto fino alla calendarizzazione, insieme a Possibile, al Comitato per la Difesa della Costituzione, a Democrazia Atea, a Laicitalia e a Schierarsi Firenze, e l'ANPI per l'appello del 12 settembre. Chiediamo alla Presidenza del Consiglio di portare la risoluzione in aula alla prima seduta utile e ai gruppi che oggi hanno votato a favore di confermare quel voto davanti alla città”. (s.spa.)

