Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Porrajmos: la commemorazione prosegue, ma c'è ancora molto da fare”
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3 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Il 2 agosto è la data della strage di Bologna. È anche il giorno del Porrajmos: nella notte fra il 2 e il 3 agosto 1944, nello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau, i nazisti portarono a termine lo sterminio di circa tremila persone rom, sinti e caminanti. Domenica eravamo al Giardino dei Giusti, dentro gli Orti del Parnaso, con le consigliere Caterina Arciprete e Stefania Collesei, ANPI, ANED e un gruppo ristretto di persone interessate all'appuntamento, che vengono tutti gli anni. Ringraziamo il Presidente del Consiglio comunale e il personale del Comune per un impegno votato ormai diversi anni fa che non è venuto meno.
Ricordiamo da dove viene quel’'impegno: la commemorazione fu una delle prime richieste della consiliatura 2019-2024, condivisa fra Sinistra Progetto Comune e Partito Democratico, con il lavoro delle allora Consigliere Antonella Bundu e Donata Bianchi. E conviene ricordare che quell'atto passò con sette voti contrari: già allora dedicare una cerimonia allo sterminio di rom e sinti veniva considerato divisivo. Da quel voto, dal 2020, il 2 agosto la Città si ritrova al Giardino dei Giusti anche se è in contemporanea alla presenza garantita e dovuta a Bologna.
Nel 2024, all'inizio di questa consiliatura, alla cerimonia mancarono il Gonfalone e la fascia tricolore. Lo scrivemmo quello stesso giorno, chiedendo che non si ripetesse. È stata una parentesi: lo riconosciamo con piacere. Quando l'amministrazione tiene fede a un impegno non va dato per scontato.
Resta ancora aperta una questione: nel luglio 2025 è stata approvata una mozione che impegna la Sindaca e la Giunta a intervenire su quell'area per renderne leggibile il significato storico: un luogo della memoria che non spiega cosa ricorda funziona solo per chi già sa di cosa si tratta. A un anno di distanza non ci risulta che l'intervento sia stato realizzato, né che siano stati dichiarati tempi e risorse. Non stiamo denunciando un'inadempienza formale: vogliamo solo cogliere l'opportunità di un sollecito pubblico.
C’è poi l’assenza che pesa di più. Nel 2025 alla cerimonia c’erano rappresentanti delle comunità rom e un divulgatore di cultura sinti, Ernesto Grandini. Quest'anno mancavano le comunità colpite da quello sterminio. La data non aiuta, ma non è solo questo. L’odio verso rom e sinti resta uno dei razzismi più diffusi e si somma allo smantellamento di ogni ambizione del nostro sistema istituzionale, dentro una società sempre meno capace di farsi carico di questioni complesse.
È qui il punto politico. Momenti come questo dovrebbero aiutare a sentire il senso della storia, e a ripudiare una pratica oggi molto diffusa: accontentarsi del momento eclatante invece di incidere sui rapporti di potere a favore di chi li subisce. Non per vendetta, ma per liberare. Una cerimonia ben fatta non risarcisce nessuno; serve a ricordare da che parte stare negli altri trecentosessantaquattro giorni dell'anno, quando si discute di campi, di sgomberi, di scuola, di residenza anagrafica, di accesso alla casa.
Rinnoviamo il nostro impegno in vista del prossimo 2 agosto, in modo propositivo verso il Comune tutto”. (s.spa.)

