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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Multiutility, quattro anni dopo: nessun risparmio e nemmeno investimenti. Promesse non mantenute”

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“A scriverlo è l'Autorità d'ambito ATO Toscana Centro”
Data:

28 Luglio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 46 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“Nel 2022 ai Consigli comunali fu promesso che mettere insieme acqua, energia e rifiuti avrebbe prodotto economie di scala, e quindi bollette più basse. A dire che non è andata così non siamo noi: è l'Autorità d'ambito, nella relazione allegata al piano appena votato. Le efficienze dell'integrazione «sono dichiarate non ancora misurabili» e i costi delle strutture centrali crescono più di quelli del servizio, «in contrasto con le attese economie di scala». Per questo sono stati esclusi dalla tariffa 6,44 milioni nel 2024 e 6,42 nel 2025 di soli costi comuni, oltre alle consulenze sulla multiutility, alla finanza straordinaria e alla comunicazione istituzionale. Il risparmio non c'è: è rimasta la struttura, sono rimaste le consulenze, ed è arrivato il debito, passato in un anno da 323 a 869 milioni, più 169 per cento, mai discusso in un Consiglio.

Non ci sono nemmeno gli investimenti. Dei 144,1 milioni di lavori in corso dichiarati dal gestore l'Autorità ne ha riconosciuti 5,6: fuori il 96 per cento. Degli investimenti entrati in esercizio ne ha validati 64,9 su 103,4; delle spese informatiche, 3,7 milioni su 26 richiesti. E il piano 2026-2029 è stato respinto per il secondo anno di fila, perché mancano schede di progetto e cronoprogrammi: quegli investimenti il gestore non li ha nemmeno inseriti nei documenti tariffari. Nei piani approvati non c'è un solo euro di investimenti futuri. Paghiamo la tariffa più alta consentita dal metodo nazionale per un programma di investimenti che, sul piano regolatorio, non esiste.

Nessun alibi è possibile. Per avere i documenti l'Autorità ha dovuto diffidare formalmente una società di cui i Comuni sono proprietari, dopo mesi di richieste senza risposta, e gli stessi atti certificano che la gestione resta in equilibrio anche dopo tutte le esclusioni. La società sta in piedi senza quei soldi: a pagare la differenza è la bolletta, cresciuta del 41 per cento in sei anni. Le promesse del 2022 sono clamorosamente mancate, e lo scrivono gli atti che la maggioranza ha approvato.

Chiediamo che Firenze, primo socio con il 36,8 per cento e titolare della presidenza dell'Autorità, ne tragga le conseguenze: pretendere i documenti mai consegnati, rimettere in discussione la struttura di gruppo che quei costi genera, usare risorse proprie per calmierare gli aumenti come nel 2020 e nel 2021.

Palazzo Vecchio è il socio di maggioranza relativa della società: se non si muove è perché non vuole politicamente, altre ragioni non possono esistere”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

28/07/2026, 13:34

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