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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Montedomini non è isolata: il mattone si sta mangiando il sociosanitario. La questione RSA”

Dettagli

“Il 31 agosto scade l’appalto da 32,3 milioni che tiene in piedi l'assistenza nelle tre RSA pubbliche, e non ci risulta né un rinnovo né una gara”
Data:

29 Luglio 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 2 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“Il bilancio di previsione 2026 dell’ASP Firenze Montedomini, approvato dal consiglio di amministrazione con la delibera n. 22 dell’11 dicembre 2025, contiene una contabilità per centri di responsabilità. Sono dodici righe e le abbiamo lette una per una. Il patrimonio immobiliare produce 1.607.838 euro di margine. Le dieci aree di servizio alla persona (dalle RSA all’inclusione sociale, dai centri diurni ai servizi domiciliari) ne producono insieme 161.605. Un decimo. Non è una nostra ricostruzione: sono le tabelle dell’atto, e chiudono all'euro sui totali stampati.

L’azienda quella scelta la scrive di sé, in tutte lettere, quando parla di «un’area immobiliare in grado di generare un’elevata redditività (…) per il mantenimento di quei servizi (…) non pienamente sostenibili sotto il profilo economico». Detta così sembrerebbe una buona notizia: meno male che c’è il mattone. Peccato che quel margine ai servizi non arrivi. Copre, quasi al centesimo, il deficit dei costi generali di struttura, che nello stesso documento vale 1.501.668 euro. La rendita paga la macchina amministrativa, non la cura.

Non stiamo denunciando un’irregolarità: il collegio dei revisori non ha formulato rilievi sui bilanci dal 2014 al 2025, e lo diciamo noi. Stiamo denunciando una scelta politica, e non è isolata. È lo stesso schema dei grandi gestori privati, che vendono le mura a un fondo immobiliare e restano a pagarci l’affitto: il direttore finanziario del gruppo cui risultano accreditate a Firenze L’Arcolaio e Villa Desiderio ha spiegato pubblicamente che il piano da duecento milioni regge «attraverso la dinamica di sale and lease back con alcuni dei principali fondi immobiliari europei», e il gruppo che gestisce Villa Gisella iscriveva nel bilancio 2022 del socio quotato Mittel 13,6 milioni di canoni di locazione in un anno e 243,6 milioni di debito da leasing. Quei fondi non affittano alle persone: affittano a un operatore unico, e l'operatore incassa dalle famiglie.

C’è poi il caso che ci preoccupa di più. Le RSA Il Giglio e Le Magnolie, centotrentotto posti letto convenzionati con denaro pubblico, erano gestite da una società del gruppo francese Clariane. Il 1° giugno 2025 sono state conferite in una società di nuova costituzione, e quella società è stata subito ceduta (così scrive il bilancio del gruppo) a «una società terza», con una plusvalenza di 3.679.051 euro. Quella società non risulta nominata in alcun atto pubblico che siamo riusciti a leggere. L’Azienda USL Toscana Centro ne ha preso atto con i provvedimenti 1620 e 1621 del 18 luglio 2025, il Comune con due determine dirigenziali. Centotrentotto posti letto pagati con risorse pubbliche hanno cambiato proprietà, e non è chiaro con quale esito.

Il conto arriva sempre nello stesso posto. La quota sanitaria a carico dell’Azienda sanitaria è ferma a 59,10 euro al giorno dal 1° gennaio 2025; il tetto entro cui il Comune integra la quota sociale è fermo a 53,50 euro. Le strutture, intanto, sono arrivate a settanta euro: sedici euro e cinquanta al giorno, 6.022 euro l'anno, che restano interamente sulla famiglia. Va detto che le tre RSA dell’ASP tengono fra le quote più basse della città, e che San Silvestro sta esattamente sul tetto comunale: è il solo pezzo di carattere pubblico rimasto in questo sistema. Alla nostra rilevazione del 29 luglio, su trentacinque RSA accreditate a Firenze, i posti liberi erano zero.

Ed è esattamente quel pezzo che sta per essere deciso da una firma. A Firenze non ci risulta esistere una sola RSA in cui l’assistenza sia erogata da personale dipendente di un ente pubblico: nelle tre strutture dell’ASP è appaltata in lotto unico alla cooperativa sociale Elleuno di Casale Monferrato, con aggiudicazione del 3 giugno 2022 per 32.283.061,68 euro. Quel contratto scade il 31 agosto 2026, e negli elenchi dei provvedimenti dell'azienda aggiornati al 30 giugno non compare né l'esercizio dell'opzione biennale né una nuova determina a contrarre. Il contratto della RSA Le Civette, di proprietà dell’Azienda sanitaria, scade il 31 gennaio 2027, senza gara.

Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta che il rinnovo di quell’appalto non passi da una determina dirigenziale ad agosto, ma da un atto di indirizzo del Consiglio comunale che fissi il contratto collettivo applicato, i rapporti minimi di personale per ogni persona assistita, la continuità delle lavoratrici e dei lavoratori e un tetto alla quota sociale. Chiederemo formalmente la trattazione nelle Commissioni competenti prima della scadenza. Non è la rendita che sostiene l’assistenza: è l’assistenza che sopravvive alla rendita”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

29/07/2026, 13:53

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