Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Montedomini: il Comune poteva intervenire sugli immobili e la rendita turistica non è necessaria”
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31 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Una premessa è dovuta: oggi stiamo commentando quanto emerso su giornali ed emittenti radiofoniche, perché purtroppo il Consiglio comunale e le Commissioni non sono ritenuti il primo luogo in cui rispondere, evidentemente.
Il 31 luglio, in un’intervista a Lady Radio, il presidente di ASP Firenze Montedomini ha giustificato i canoni degli immobili dell’azienda. A chi vuole uno di quegli immobili si chiede di versare «a fondo perduto per la ristrutturazione il 70%», mentre «il 30% lo può scorporare dal canone».
Quel meccanismo non ci risulta però si trovi nel regolamento delle locazioni dell’azienda. Abbiamo confrontato le tre versioni pubblicate, fino a quella vigente modificata con la deliberazione del Consiglio di amministrazione n. 3 del 27 febbraio 2018: in nessuna compaiono le ristrutturazioni a carico del conduttore, lo scomputo dal canone o una percentuale. Chiediamo con quale atto sia stato deciso, chi stima i costi su cui si calcola il 70 per cento e chi verifica che i lavori scomputati siano stati eseguiti. Ogni euro di lavori sovrastimato è un euro di canone in meno per un ente pubblico.
Nella stessa intervista, alla domanda se con risorse per ristrutturare si potrebbe fare a meno degli affitti turistici, la risposta è stata «ma sicuramente sì». Quelle risorse c’erano. Al 31 dicembre 2025 l’azienda ha un solo mutuo residuo, per 1.838.541 euro, e 64.616 euro di disponibilità liquide, a fronte di un patrimonio che il sito dell’ente valuta 300,05 milioni sulla base di una perizia di cui non sono indicati né la data né l’autore. Cassa Depositi e Prestiti ha in catalogo un mutuo fondiario destinato proprio agli enti pubblici non territoriali proprietari di immobili: non ci risulta che il Consiglio di amministrazione abbia mai istruito quella strada.
Il punto politico è questo. Chi anticipa a fondo perduto il 70 per cento di una ristrutturazione punta a una redditività che una casa affittata a una famiglia non dà: il meccanismo sceglie da sé il turismo. Per questo è giusto parlare di un modello. Un’azienda pubblica che poteva indebitarsi contro il proprio patrimonio ha preferito farlo ristrutturare dai privati, pagandoli con la rendita turistica del centro storico. Lo scrivevamo il 28 luglio: nel bilancio di previsione 2026 il patrimonio immobiliare produce 1.607.838 euro di margine, tutte e dieci le aree di servizio alla persona messe insieme 161.605.
C’è poi una responsabilità di Palazzo Vecchio. Il tavolo tecnico proposto dal Comune per rivedere il regolamento fermo al 2018 è una strada che dovrà coinvolgere tutto il Consiglio. Ma un altro strumento esiste da ventidue anni: l’articolo 14, commi 8 e 9, della legge regionale toscana 43/2004 impone all’azienda di comunicare al Comune ogni alienazione sopra i 50.000 euro trenta giorni prima, e di astenersi di fronte a un «atto motivato di dissenso del comune». Non costa nulla. Dal 2018 a oggi, sul portale degli atti del Comune, non risulta un solo atto il cui oggetto riguardi un'alienazione di Montedomini.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire quante comunicazioni siano arrivate dal 2010 e quanti dissensi siano stati espressi, e depositiamo un accesso agli atti sui verbali del Consiglio di amministrazione in cui (sono parole del presidente, «ci sono verbali che lo testimoniano») si è discusso del perché quei bandi sono andati deserti. Il patrimonio di Montedomini è nato dai lasciti di chi voleva assistere le persone povere di Firenze. Non ha bisogno di un socio privato che lo ristruttura in cambio di turisti: ha bisogno di un Comune che garantisca il ruolo della proprietà pubblica, non di uno spettatore immobile, ispirato dalla strategia dell’Opossum della Virginia, nella speranza che l’attenzione pubblica passi con l’estate”. (s.spa.)

